Cemento a Tuerredda: io sto con Todde ma la Mavuli (sostenuta dal Pd) purtroppo ha ragione

Posted on 10 ottobre 2010

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Sulla cementificazione della costa di Tuerredda e Capo Malfatano si è sviluppato in questi ultimi giorni sulla Nuova Sardegna un interessante dibattito tra lo scrittore Giorgio Todde e Gian Piera Mavuli della Casa dei Diritti. In estrema sintesi cosa dicono i due? Todde ripropone lo stranoto schema sorian-ambientalista secondo cui quelli come Tuerredda sono solo interventi di speculazione che non portano ricchezza vera al territorio ma che anzi lo impoveriscono perché è l’ambiente il vero capitale da preservare. La Mavuli risponde che il progetto è stato studiato da bravissimi architetti, che rispetta l’ambiente, che porterà turismo di qualità e dunque ricchezza in un territorio oppresso dalla disoccupazione.
Niente di nuovo, si dirà: è da almeno vent’anni che il dibattito si è polarizzato su questi due estremi. Oggi però Todde interviene nuovamente sulla Nuova Sardegna e propone un’argomentazione che condanna la sua posizione contro il cemento a Tuerredda (e quindi anche la mia, perché io la penso esattamente come lui e sottoscrivo ogni parola) ad essere clamorosamente perdente. L’argomentazione è la seguente: “Non mi importa che due sindaci di diverso colore politico abbiano condiviso il progetto di Malfatano”.
Il nodo è, ahimé, tutto qui. A Todde può non importare che destra e sinistra si siano comportate allo stesso modo ma questa concordanza di intenti ha fatto la differenza e ha condannato Tuerredda alla devastazione. E’ vero che, come dice Todde, bisogna investire sull’istruzione ma nelle zone ad altissima disoccupazione anche un’azione di pura speculazione come quella condotta dai Benetton, dalla Montepaschi e dalla Marcegaglia dà una speranza a chi ha come alternativa solamente l’emigrazione.
Giacché non si può chiedere agli speculatori di non fare il loro mestiere e di non seguire la loro vocazione, bisogna invece chiedere a chi doveva opporsi perché non lo ha fatto. In un comunicato stampa passato praticamente inosservato da tutte le redazioni, la settimana scorsa il Gruppo di Intervento Giuridico (che sulla vicenda Tuerredda ha esso on line un bel dossier) si chiede: “Il Partito Democratico è dalla parte degli speculatori?”. Eh già, perché il Pd di Teulada ha dato il via libera politico al progetto di Tuerredda. Siete sorpresi? Io no perché, per debolezza o per convinzione, per paura di perdere voti o perché ci credono veramente, nei cosiddetti “territori” i partiti di centrosinistra hanno spesso e volentieri la stessa posizione degli adoratori del Piano Casa.
La posizione favorevole del Pd di Teulada forse non è stata determinante per l’approvazione del progetto ma sicuramente spiega molte cose e ci spinge a cambiare il piano del confronto. Perché è evidente che manca in Sardegna una forza politica che coerentemente e a tutti i livelli (comunale, provinciale e regionale) difende i valori ambientali da discutibili operazioni immobiliari. Che ne pensa il Pd provinciale della presa di posizione del Pd di Teulada? E il Pd regionale? Non lo sapremo mai. Ma è grazie a questo silenzio che le persone come la Mavuli vinceranno ogni confronto sul progetto di Teulada.
Se alla mancanza di un vero movimento ambientalista capace di incidere nelle scelte politiche aggiungiamo lo scollamento tra gli intellettuali più impegnati e i partiti di centrosinistra, non ci è difficile capire come si sia arrivati al disastro di Tuerredda (ma io penso anche all’Anfiteatro romano di Cagliari, a Tuvixeddu…). Gli intellettuali militanti di questo non possono non tenere conto, perché altrimenti rischiano non solo di restare isolati ma anche di fare da “foglia di fico” a forze politiche che mandano allo sbaraglio le avanguardie e poi alla prova dei fatti non vedono l’ora di fare i patti col diavolo.
Le considerazioni come quelle di Todde sono sacrosante ma se non hanno un aggancio alla realtà politica rimangono solo delle belle parole destinate ad essere irrise dalla Mavuli di turno che, come dice lo scrittore, “si esprime proprio come un sindaco”. Dimenticando però che nel nostro sistema a prendere le decisioni che cambiano la vita della gente sono i sindaci e i politici e non gli scrittori o i giornalisti. Infatti a Tuerredda si continuerà a costruire, nonostante le proteste.

Leggi qui l’articolo di Giorgio Todde:
http://www.sardegnademocratica.it/articolo/26352/il-caso-di-capo-malfatano.html

Leggi qui il dossier del Gruppo di Intervento Giuridico:
http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/08/24/cronaca-di-una-speculazione-edilizia-annunciata-malfatano-e-tuerredda/

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