Deraglia da ferma la nuova giunta Cappellacci. Il presidente adesso è senza una vera maggioranza

Posted on 11 ottobre 2010

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E’ deragliata subito. Praticamente da ferma (ed è un record). Appena adagiata sui binari di una nuova operatività, la nuova Giunta Cappellacci si è ribaltata. Da sola.
Il presidente era consapevole del rischio. Infatti già venerdì, durante la conferenza stampa di presentazione del suo nuovo esecutivo aveva detto che la seduta di oggi serviva a poco, che eranno “risorse sprecate, perché dobbiamo lavorare, non disctuere”.
Per cui stamattina il Pdl, dopo aver fatto uscire dall’aula i suoi consiglieri e e sollecitato gli alleati a fare altrettanto, ha chiesto la verifica del numero legale. Risultato: l’Udc ha abbandonato i banchi, sardisti e Riformatori no. Così la seduta ha avuto inizio. Ergo, Cappellacci non ha più la maggioranza.
Questa nuova giunta, composta da assessori-consiglieri regionali perché il presidente aveva bisogno di maggiore solidità in aula per poter affrontare le sue riforme, ora in Consiglio regionale è più debole di prima. A nulla è servito far entrare in giunta Giorgio Oppi e Mario Floris, i grandi strateghi che hanno consigliato il presidente per il meglio in queste settimane di crisi. Il trucchetto della richiesta del numero legale (giustificato ai microfoni di Videolina da una pietosa dichiarazione di Pietro Pittalis) esaspera gli animi e mette Cappellacci davanti ad un bivio: o lavora o se ne va.  E, a questo punto, non so cosa sia peggio per la Sardegna.

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Posted in: Politica, Sardegna