Regione in coma, con il Cappellacci bis ritorna lo spettro della Giunta Masala

Posted on 15 ottobre 2010

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La giunta Cappellacci è entrata in coma. Lo certifica l’ordine del giorno approvato ieri in cui si parla di “chiusura inadeguata della crisi”, con la composizione della nuova giunta ritenuta “provvisoria e inadeguata alla gravità dei problemi della società sarda”.
Il documento, proposto da sardisti e Riformatori e votato anche dall’opposizione di centrosinistra, dal consigliere Udc Capelli e avallato dalla benevola astensione di due consiglieri ex An e ora vicini a Fini (Ignazio Artizzu e Matteo Sanna), ha messo drammaticamente in evidenza ciò che era chiaro nel giorno stesso in cui il presidente aveva presentato la sua nuova giunta ma che nessuno aveva avuto il coraggio di dire esplicitamente: il Cappellacci bis non è sostenuto da una maggioranza stabile e certa.
Per il presidente è un brutto colpo ma non è un colpo mortale. Nella catena di comando della gestione della crisi ci sono almeno due livelli superiori al suo: quello di pertinenza del coordinatore regionale del Pdl Delogu e quello romano. Cappellacci attende indicazioni ma il rischio reale è che nessuno gli dica cosa fare e che la giunta si trascini fino all’approvazione della Finanziaria, dove se ne vedranno di cotte e di crude.
Inconsciamente e inconsapevolmente, Cappellacci è dunque riuscito a ricostruire fedelmente l’habitat che aveva visto la sua iniziazione politica: giunta Masala, dal settembre 2003 al maggio 2004. L’allora assessore alla Programmazione Cappellacci partecipò ad uno degli esecutivi più scalcagnati della nostra Autonomia. La pochezza della giunta Masala, la sua inconsistenza, l’assenza di una vera maggioranza fecero sì che la legislatura si trascinasse verso un epilogo già scritto e spianasse la strada al trionfo di Soru.
La giunta Cappellacci è in coma e potrebbe restarci per anni. Chi dovrà staccare la spina?
Se cade Berlusconi il presidente è spacciato. Se invece il governo evita le possibili elezioni di marzo, a quel punto il destino della legislatura regionale è nelle mani del Pd. Il partito guidato da Silvio Lai dovrà capire in tempi rapidi se presentarsi alle nuove elezioni da solo o se sostutire nello schema bersaniano di un allargamento all’Udc (da noi a questo punto impossibile) i sardisti e i Riformatori. Come dire, se la giunta Cappellacci entra in coma irreversibile, qualche organo lo si può espiantare per dare speranza ad un centrosinistra in evidente difficoltà nonostante il tracollo del Pdl.

Tutte le vignette di Banana a questo link:
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Posted in: Politica, Sardegna