Cori razzisti al Sant’Elia, Cagliari capitale della vergogna (quella che Cellino non ha)

Posted on 18 ottobre 2010

19


Non è stata certamente la prima volta che al Sant’Elia abbiamo sentito cori razzisti. Ieri però è successo qualcosa di strano: l’arbitro ha fermato la gara e, come da regolamento (applicato per la prima volta in Italia, incredibile), ha fatto avvertire il pubblico che ad un altro “buuu” le squadre sarebbero tornate negli spogliatoi e il Cagliari avrebbe avuto la partita persa per tre a zero a tavolino.
A pochi giorni dai fatti di Marassi, dopo pagine e pagine di dotte riflessioni, di ore e ore di trasmissioni televisive, dopo lo sdegno globale e collettivo contro la violenza negli stadi, la nostra tifoseria ha saputo interpretare al meglio tutto ciò e ruttare al mondo il distillato del suo pensiero più profondo.
So di cosa parlo. Vado allo stadio da trent’anni e ieri ero, come sempre, in Curva Nord. Ho assistito a diverse mutazioni della tifoseria, da ragazzino sono stato ultrà. E vi dico questo: c’è un razzismo diffuso e inconsapevole tra molti giovani, anche bravi ragazzi, operai onesti che non sanno veramente quello che fanno quando si scagliano contri i giocatori di colore. Quei due deficienti che davanti a me hanno urlato “buuu” ad Eto’o poi si sono incazzati perché non ritenevano che il loro gesto fosse così grave, meritevole di una sanzione così drastica. Hanno smesso solo perché c’era il rischio che la partita finisse dopo dieci minuti. Quei due ragazzi davanti a me hanno reagito come se avessero subito loro una grave ingiustizia. Una volta si diventava razzisti, ora ho l’impressione che dal razzismo si debba guarire e nessuno sa come. Si è persa la consapevolezza della gravità di certi atti.
Detto questo, ci corre l’obbligo di ricordare che Cagliari ha una delle peggiori tifoserie d’Italia. Vogliamo ricordare l‘aggressione al portiere del Messina da parte di un ultrà entrato in campo? E la festa rovinata per l’ultima promozione in A? E la parata per le strade della città annullata all’ultimo momento per paura di disordini? E gli studenti siciliani aggrediti in via Roma? E se vogliamo parlare di razzismo, vi ricordate le intemperanze contro il nostro Zebina quando veniva a festeggiare sotto la Nord?
La notizia dei cori razzisti è già finita e ancora finirà su tutti i tg italiani e forse anche in qualcuno d’oltreconfine. Se non è danno d’immagine per la città ditemi voi cosa che cos’è “danno d’immagine”. Ma il Cagliari Calcio continua a lisciare il pelo ai suoi tifosi, non so se altre squadre portino con tanta frequenza corone funebri sotto la curva per onorare i morti degli ultrà. Ieri il presidente Cellino dice di non aver sentito nulla: “Io i cori non li ho sentiti. Non ho sentito quelle frasi. A Cagliari non siamo mai stati razzisti, credo che sia stato un errore”. Certo, come no? Continuiamo a far finta di nulla, un specialità in questa città. E’ l’abitudine alla menzogna il vero male dei nostri tempi.

Annunci
Posted in: Cagliari, Sardegna