Pastori sardi, ultima chiamata. Se non lasciano il Consiglio, fanno la fine dei “Figli delle stelle”

Posted on 25 ottobre 2010

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Al sesto giorno di occupazione del Consiglio regionale, la protesta del Movimento Pastori Sardi si è arenata. Con il passare delle ore ci si è resi conto che la richiesta di quindicimila euro attraverso la de minimis era assolutamente campata per aria (e non per motivi politici, ma proprio per impossibilità normative). Ora si cerca una via d’uscita, ma è chiaro che la grande occasione i pastori l’hanno perduta martedì notte quando avrebbero potuto strappare dalla politica molto più di quanto non potranno ottenere adesso.

Ai pastori va comunque riconosciuto l’onore delle armi e una via d’uscita dignitosa: sta a loro cercarla e alla politica offrirgliela. Ma i tempi stringono: per domani è previsto il tavolo convocato dal presidente Cappellacci con tutte le associazioni di categoria, e se i pastori non lasciano il Consiglio nelle prossime 24 ore non avranno titolo per partecipare. La stessa minaccia di riportare i pastori in piazza dopodomani potrebbe essere controproducente, visto che nell’ultima manifestazione (quella sfociata negli scontri) i pastori erano molti di meno di quelli presenti alla prima iniziativa.

Il Movimento inoltre è spaccato a metà, tra chi vorrebbe sospendere l’occupazione e sedersi al tavolo delle trattative, e chi invece vuole continuare ad oltranza.

La situazione mi ricorda quella raccontata da un film in questi giorni in programmazione, “Figli delle stelle”. Sinossi: un gruppo di disoccupati disperati decide di rapire un ministro e invece prende per sbaglio un sottosegretario. Tra luoghi comuni antiberlusconiani, richieste impossibili, situazioni grottesche, parodie dell’eversione anni ’70, il gruppo finisce con l’ostaggio a Cortina e a quel punto….

Altro non vi dico, perché il film merita di essere gustato. Però un dialogo tra i due protagonisti mi sembra perfetto per raccontare la situazione che viviamo noi:

– “Mi sa che avemo fatto una cazzata”
– “Sì, ma almeno avemo fatto qualcosa”.

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Posted in: Politica, Sardegna