Comunali a Cagliari: centrodestra a pezzi, Fantola sorride. Pd verso le primarie, Soru in difficoltà per l’appoggio a Cabras

Posted on 2 novembre 2010

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Definirlo caos non è eccessivo. Soprattutto nel centrodestra, dove manca ancora un candidato ufficiale ma spuntano come funghi i pretendenti e, soprattutto, alcuni pezzi da novanta vanno già per la loro strada. Per le elezioni comunali a Cagliari (data possibile: 8 e 9 maggio 2011) aspettiamoci grandi sorprese. Perfino una vittoria del centrosinistra che, a questo punto, non è più un’ipotesi irrealizzabile, nonostante il terremoto provocato dalla lettera di Antonello Cabras che annuncia di voler rinunciare alla candidatura (ma in realtà è un bluff).

Partiamo dal centrodestra, dove il caos aumenta ogni giorno di più. Le recenti pubbliche uscite di Gasparri e Bondi (il primo a favore di Massidda, il secondo a sostegno dell’ipotesi primarie) hanno avuto come primo risultato quello di costringere sardisti e Udc a rendere noto in maniera inequivocabile il loro sostegno al leader dei Riformatori, Massimo Fantola. Il Terzo Polo è già bello che pronto e può contare su un consenso che (grazie anche al Polo Civico di Antonello Gregorini) potrebbe sfiorare anche il 25 per cento. Ergo, quando Fantola a dicembre comunicherà ufficialmente la sua candidatura a sindaco, nel centrodestra scoppierà la bagarre. Perché se Fantola va da solo, arriva quasi sicuramente al ballottaggio e per il Pdl sono dolori.

I primi segnali del caos già si vedono. Le faide nel partito di Berlusconi sono riprese, più violente di prima. Non pago della sonora sconfitta alle provinciali, il deputato Salvatore Cicu vuole riproporre come candidato sindaco l’assessore al Personale Giuseppe Farris. Emilio Floris (che pure sostiene da sempre la candidatura di Ada Lai) risponde alla provocazione schierando il consigliere regionale Carlo Sanjust. Dal nulla poi spunta anche il consigliere Stefano Schirru, in cerca di visibilità. Insomma, tutti contro tutti.

In questa situazione, il senatore del Pdl Massidda gode. La sua macchina elettorale girà già a pieno regime e potrebbe far salire a bordo anche i finiani di Ignazio Artizzu. Risultato: Massidda al primo turno potrebbe superare agevolmente il 15 per cento.

E il Pdl? Notte fonda. Ada Lai scalpita ma è evidente che il suo nome non piace più di tanto. Monsignor Mani ha proposto al coordinatore Delogu di candidare l’ex assessore regionale Lucia Baire, ricevendo un netto rifiuto. Sui giornali continua a circolare il nome dell’assessore regionale al Bilancio Giorgio La Spisa, ma la sua recente nomina a vicepresidente della Giunta Cappellacci rende bizzarra l’ipotesi di una sua candidatura a Cagliari, forse più uno spauracchio agitato da Delogu per fare capire ai ribelli che un nome forte il Pdl ce l’ha. In ogni caso, il Pdl alle ultime provinciali a Cagliari non ha superato il 16 per cento. Il rischio concreto è dunque che, con Fantola e Massidda in campo, il partito non arrivi neanche al ballottaggio. Una catastrofe.

Per questo, il coordinatore regionale Mariano Delogu non può che sperare nelle primarie: perché così taglierebbe le gambe al Terzo Polo di Fantola, costringerebbe Massidda ad essere in ogni caso fedele al Pdl al Senato e soprattutto si garantirebbe una “assicurazione sulla vita” in caso di sconfitta.

Nel centrosinistra non è certo una invenzione l’accordo (rivelato da questo blog e poi ripreso dall’Unione Sarda) tra il segretario regionale Silvio Lai e Renato Soru per candidare Antonello Cabras. Peccato che il senatore con una lettera ora dice di non saperne nulla e che impegni internazionali lo trattengono dall’impegnarsi a Cagliari…

Cos’è successo? Molto semplice: a Cabras è bastato un articolo sull’Unione Sarda per capire che sul suo nome non c’era il pieno appoggio di tutto il partito. Al senatore d’altronde piace  vincere facile. Per cui la sua lettera va letta così: “Accetto le primarie se non ci sono altri nomi forti, tipo consiglieri regionali o esponenti della società civile sostenuti da Sardegna Democratica. Io mi candido ma voi adesso me lo dovete chiedere in ginocchio e dandomi tutte le rassicurazioni possibili, al di là del via libera da Bersani e Veltroni che ho già ottenuto”.

Chi ora è veramente in difficoltà è Renato Soru. Nei giorni scorsi ha mandato avanti i suoi fedelissimi per accusare il giornale di Zuncheddu di rimestare nel torbido, ma ovviamente si guarda bene dallo smentire pubblicamente il suo appoggio al senatore di Sant’Antioco a cui deve molto (vedi il via libera alla candidatura alle Regionali nel 2004). Soru però deve anche governare i mugugni della sua base (Cabras non è certo l’immagine del rinnovamento della politica che l’ex presidente della Regione predica in ogni occasione).

Inoltre l’ex presidente si trova nell’imbarazzante situazione (non nuova, in verità) di non avere un nome vincente da proporre al tavolo delle trattative: troppo debole per assoluta mancanza di esperienza amministrativa quella del docente universitario Gianmario Demuro, non gradita quella di Espa (che però non sembra comunque bruciare dalla voglia di correre a sindaco). Altri nomi Soru non ne ha. A meno che non venga fuori dal cilindro qualche sorpresa (e dopo la lettera di Cabras questo sarebbe il momento migliore per fare un nome nuovo, di quelli che nessuno si aspetta), il leader di Sardegna Democratica può solo uscire allo scoperto e appoggiare Cabras. La contropartita potrebbe essere interessante:  secondo qualcuno addirittura il lasciapassare per la candidatura alle prossime regionali o un appoggio per le ambizioni romane dell’ex presidente. Il sanlurese in realtà è ancora indeciso su cosa fare da grande, e comunque Cabras è un politico con il quale, nonostante le divisioni seguite alla diatriba sulla segreteria regionale, c’è stato sempre un grande feeling.

In ogni caso, la parola d’ordine nel Pd è “vincere”, e con Cabras, oggettivamente si può vincere. Anche se il senatore ha contro Emanuele Sanna (che però ancora fa circolare il suo dissenso in ristretti ambiti) e Paolo Fadda, da sempre contrario a qualunque mossa di Soru.

Vicino all’area del deputato di Villa San Pietro c’è oggi l’ex soriano Chicco Porcu, che scalpita (anche sul suo blog) perché vengano fissate le primarie. E sarà accontentato presto perché la settimana prossima il tavolo del centrosinistra deciderà la data delle consultazioni: prima di Natale o nella seconda metà del gennaio 2011. Se avesse un po’ di coraggio, Porcu potrebbe avere delle chance. Deve però sciogliere delle riserve e capire se valga la pena andare fino a in fondo senza temere l’astensione o peggio la campagna contraria che, in caso di vittoria, gli scatenerebbe l’ex amico Renato.

Chi invece ha già annunciato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra è il consigliere comunale del Pd, Claudio Cugusi. Giovane è giovane (41 anni), ma qualche traversia giudiziaria (una condanna passata in giudicato risalente ai tempi in cui, giornalista dell’Unione Sarda, deteneva materiale illegale con il quale l’editore Nichi Grauso si trastullava per le sue intercettazioni telefoniche ai danni di giornalisti e consiglieri regionali) e un passato molti prossimo da rifondarolo cogodiano (per non parlare poi del giovanile periodo liberale…) non fanno di lui un candidato esattamente fuori dai giochi di palazzo. In realtà, dicono in tanti, Cugusi vuole solamente acquisire visibilità per poi poter ottenere una candidatura alle prossime regionali. Cugusi ha già fondato il “Comitato dei Cento/Quaranta con Claudio Cugusi”, cento quarantenni che appoggiano la sua avventura. In ogni caso, la sua candidatura alle primarie ora fa gioco a chi si vuole opporre all’ipotesi Cabras.

Conclusione: ad oggi l’ipotesi di un Terzo Polo con Riformatori, Udc, sardisti e il Polo Civico è sempre più dietro l’angolo. Il Pdl è allo sbando e per riprendere la rotta il coordinatore Delogu si gioca la difficile carta delle primarie. Il Pd crede alla vittoria ma deve superare i veti contrapposti e, anche in questo caso, lo scoglio delle primarie e le bizze di Cabras e l’incertezza di Soru. I giochi dunque sono aperti, finalmente le comunali a Cagliari non avranno un esito scontato come sempre.

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