Rai Tre Sardegna e Premio Alziator: uno schifo. Quo usque tandem, Tonino Oppes?

Posted on 6 novembre 2010

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Se c’è una cosa che non amo è essere preso per il culo. Se non altro in maniera plateale, quasi provocatoria. Per questo ho deciso di parlare di ciò  che tutti i giornalisti stanno vedendo in queste settimane ma di cui, forse colpevolmente, stanno facendo finta di non non accorgersi. Un po’ perché cane non morde cane, un po’ perché davanti a certe enormità si volta sempre la faccia, un po’ perché si crede che mettersi contro una redazione e colleghi “importanti” non sia mai utile per la propria carriera. 

Mettetela come volete. Sta di fatto però che io sono sì un giornalista, ma anche un cittadino che ha diritto ad un servizio pubblico quantomeno decoroso. Per questo ritengo ormai indecente lo spazio che la Rai regionale sta dedicando al Premio letterario Alziator.

Un numero spropositato di servizi ci ha informato nelle ultime settimane di questa iniziativa, organizzata dal Comune di Cagliari e da sempre tra le più mediocri che il panorama culturale isolano offre. Solo per stare ai premi letterari, il Dessì e il Grazia Deledda sono molto più prestigiosi e importanti ma non hanno avuto, insieme, nemmeno la metà degli spazi concessi all’Alziator dal servizio pubblico regionale. 

Continui servizi al Tg3 Regione (che dura poco e che peraltro non dà molto spazio alla cultura), passaggi nazionali (ho sentito io perfino un servizio al Gr1), approfondimenti a ripetizione (oggi al Settimanale un’intervista al senatore Pisanu, ospite d’onore della serata finale) e domani addirittura un “fuori spazio” di un’ora dedicato al premio Alziator. Una cosa mai vista.

Non mi voglio nascondere dietro un dito e dico chiaramente che il fatto che il Comune di Cagliari abbia nominato presidente della giuria del premio il caporedattore del Tgr, Tonino Oppes, ha evidentemente giocato a favore di questa situazione. 

Il messaggio che passa è terribilmente semplice: se un giornalista viene chiamato a svolgere un ruolo importante all’interno di una iniziativa, la sua testata “coprirà” l’evento in questione con grande profusione di mezzi, e questo magari a scapito di altre iniziative più meritevoli di attenzione.

Mi rendo conto che tutto ciò è un po’ è nella natura delle cose, ma c’è un limite a tutto e mi sembra che nel caso di Rai Regione e dell’Alziator questo limite sia ormai stato abbondantemente superato.

Oppes avrà sicuramente seguito le regole dell’azienda ma non mi sembra che stia rispettando i suoi telespettatori e il loro diritto ad avere una informazione culturale completa, equilibrata e imparziale.

Per questo io mi chiedo: questa situazione incredibile la vedo solo io? Qual è il parere del sindacato dei giornalisti (peraltro ben rappresentato all’interno della redazione di viale Bonaria dal suo presidente, Francesco Birocchi)? E dell’Ordine dei Giornalisti (per anni al Tgr ha lavorato la consigliera Vera Coppa)? Dov’è il Comitato di Redazione? Cosa ne pensano le associazioni come Articolo 21 (Ottavio Olita) che si occupano di denunciare a livello nazionale le pressioni della politica sulle testate giornalistiche? E possibile che nessuno abbia uno scatto di orgoglio e di dignità e che dica al caporedattore Oppes: “Adesso basta”? Firmato: un giornalista senza l’anello al naso e che paga il canone.

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