Scoop! Ecco la vera intervista ad Antonio Cabras! “Primarie? Ma baccagà! E Zunk stia tranquillo: con me sindaco di Cagliari non cambierà nulla”

Posted on 5 dicembre 2010

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L’aspetto più sconcertante dell’intervista rilasciata da Antonio Cabras all’Unione Sarda di oggi sta tutto nella rassicurazione che il senatore di Sant’Antioco rivolge ai poteri forti di questa città: “La cifra del nostro impegno su Cagliari non può essere all’insegna “ora rovesciamo la città”. Non sarebbe giusto”. Parola già sentite ai tempi di Mistretta, e come poi sia andata a finire lo ricordiamo tutti: candidato sindaco del centrosinistra sconfitto malamente ma pronto a votare in Consiglio con il centrodestra sulle politiche urbanistiche.

Cosa significhi poi quel non “sarebbe giusto” sarebbe peraltro meritevole di approfondimento, visto che Cabras, in teoria, si dovrebbe candidare in uno schieramento che sta all’opposizione dal 1994, e che a parole (ma solo a parole) condanna l’immobilismo di questa amministrazione.

In realtà, il senatore manda un messaggio molto chiaro ai poteri forti cagliaritani (Zuncheddu e Cualbu in primis), promettendo continuità con il vuoto degli anni di Floris, un nulla totale nel quale, da una parte la politica delle determine a 19.900 euro firmate da dirigenti compiacenti ha alimentato le clientele, e dall’altra gli accordi separati e non dichiarati con i padroni del mattone ha consolidato lo status quo.

Per il resto nulla da segnalare, se non il fenomenale “paradosso di Cabras” applicato alle primarie. Dice il senatore: “Le primarie si devono fare e io sono candidato. Ma se non ci sono candidati alla mia altezza, le primarie non si fanno, perché io mi ritiro. Quindi, in un caso o nell’altro, le primarie non si fanno”. Fantastico.

Ma voi dite che le cose non stanno così? Che Cabras non ha detto queste cose? E certo, perché voi avete letto l’Unione Sarda e non le vere risposte che Cabras ha dato e che mi sono state girate dai miei amici di via Emila! Leggete leggete, e poi ditemi.

Com’è nata l’ipotesi di una sua candidatura?
Credo che vada inserita in una rinnovata volontà, da parte del gruppo dirigente, di perpetuare se stesso. Finora il Pd ha imposto la sua scelta. Tutti i punti di vista sono da rispettare e da prendere in considerazione. Anche quelli che esprimono dubbi sull’effettiva bontà della scelta. L’importante poi è fottersene.

Cosa c’è, per lei, alla base di questi dubbi?
Partirei ricordando che il Pd mi ha candidato e gli altri partiti non contano nulla. Vogliono un esponente della società civile? E dov’è? Chi è? Gianni Loy? E chi lo candida?

Le primarie, da sempre bandiera del Pd, sono in discussione?
Noi siamo il partito delle primarie? E chi lo dice? Dov’è un candidato con un alto profilo come il mio, che sono in politica da più di trent’anni? E sia chiaro: se qualche partito alleato tira fuori un nome credibile per le primarie, io mi tiro indietro. L’eventualità di una sconfitta o anche di una figuraccia non la voglio nemmeno prendere il considerazione.

Sta dicendo che lei preferirebbe evitarle?
No, sto dicendo che se gli alleati candidano un nome autorevole io mi ritiro. E il principio deve valere anche per gli alleati: se non hanno un nome pari al mio, che non si sognino di presentare nessuno contro di me. Se devo guardare a esperienze recenti, come quella di Milano, posso dire che io voglia di fare figuracce non ne ho. Per cui niente scherzi: niente nomi, niente primarie, altrimenti non mi candido.

Ma lei non aveva già rinunciato alla corsa a sindaco, un mese fa?
E lei ci aveva creduto? Credevo ci fosse cascato solo Yuri Marcialis! In ogni caso il mio atteggiamento non è cambiato: mi piace molto quello che faccio, sia in Senato dove, come si sa, i parlamentari sardi non è che abbiano molto da fare, che per quello che riguarda le missioni all’estero, di cui in realtà nessuno sapeva nulla proprio fino ad un mese fa. Per il resto, le ripeto la formula di rito: Diciamo che mi metto a disposizione della coalizione, con spirito di servizio, sapendo di poter essere utile.

Qualcuno dei big regionali e comunali non si spiega questa ritrovata intesa con Soru. Cosa c’è dietro?
E’ lecito interrogarsi, ma anche no. In ogni caso, il merito è tutto di Soru, che è un vero dilettante della politica, un dopolavorista. Il segretario Silvio Lai stava lavorando alla mia candidatura da più di un anno e Soru, invece che pensare ad un’alternativa, lo ha lasciato fare. Perché a Soru di Cagliari non gliene frega nulla. E in ogni caso io e Renato siamo amici: se fu candidato alle regionali del 2004 è solo per merito mio. Un favore me lo deve, e il favore è questo.

Qualcuno la accusa di rappresentare il “vecchio”, lo sa?
E quel qualcuno ha ragione. Ma ai miei tempi i giovani il potere lo prendevano, mica andavano ad elemosinarlo. Secondo voi la nomenclatura del mio partito era favorevole a che io, a soli 40 anni, diventassi nel 1991 presidente della Regione? E Tore Cherchi, che entrò in parlamento a trent’anni, secondo voi non aveva nemici? Il ricambio non avviene con le rottamazioni ma con l’esperienza di campo. Per questo Bersani ha sbagliato a costituire una segreteria nazionale composta esclusivamente da under 40. Sono persone senza nessuna qualità politica. E sa perché? Perché i nostri giovani dirigenti li abbiamo educati all’obbedienza, li abbiamo comprati con posti di lavoro di comodo e abbiamo insegnato loro che tutto quello che sono lo devono a noi vecchi. E’ vero, non si ribelleranno mai, nemmeno a Bersani. Ma vuole mettere se nella segreteria nazionale ci fossero persone come me, come Emanuele Sanna e come Paolo Fadda?

Ma quali sono i problemi che un sindaco dovrebbe affrontare per primi?
E chi la conosce Cagliari? Io sono di Sant’Antioco, non lo sa? E in ogni caso, mi lasci dire una cosa importante, anzi due. La prima: L’emergenza principale è legata al fatto che nell’ultimo ventennio si è perso un terzo di residenti e le giovani coppie vanno ad abitare fuori a causa del caro-abitazioni. Bisogna costruire case, coinvolgere studi di progettazione. Conosce il mio sito? www.spacagliari.it. Gli dia uno sguardo. Voglio poi dire un’altra cosa: la cifra del nostro impegno su Cagliari non può essere all’insegna “ora rovesciamo la città”. Non sarebbe giusto. Questo Zuncheddu, Cualbu e tutti gli altri lo devono capire bene: con me sindaco possono stare tranquilli, come con Delogu e Floris.

Cosa pensa del dibattito in corso nel centrodestra?
Prego?

Chi preferirebbe come avversario?
Ma scusi, ancora non l’ha capito che il vero candidato del centrodestra sono io?

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