Lo scandalo dell’ex Semoleria di Cagliari: l’Ersu paga i terreni 38 milioni di euro e poi non costruisce il Campus universitario!

Posted on 9 dicembre 2010

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Questa è una vicenda di cui presto sentirete parlare. Perché la lettera degli studenti dell’Urban Center di Cagliari è una vera bomba pronta ad esplodere. Forse i passaggi non sono tutti chiari ma una cosa è certa: la Regione, attraverso l’Ersu, ha speso la bellezza di 38 milioni di euro (sì, avete letto bene) per comprare le aree dell’ex Semoleria di viale La Plaja. Con quella cifra si sarebbe anche dovuto realizzare il Campus universitario, invece non si è fatto nulla. Scrivono i ragazzi: “Una cosa è certa”, scrivono i ragazzi, “L’Ersu ha acquisito un’area sulla quale verosimilmente non sarà realizzato nessun campus universitario, però ha speso le risorse che gli erano state messe a disposizione”.

Ogni commento è superfluo.  Un sentito grazie ai ragazzi che hanno scritto la lettera. Si attende ovviamente la risposta della presidente dell’Ersu di Cagliari, Daniela Noli. Ma anche del suo predecessore, Christian Solinas.

Lettera aperta alla Presidente Ersu sul Campus ex-Sem

Nel febbraio del 2000, L’ERSU (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) pubblica un bando per l’acquisizione di un immobile da adibire a Casa dello Studente. Un mese dopo, marzo 2000, la società Edilia Costruzioni s.p.a. presenta al Comune di Cagliari una proposta per un  programma integrato di riqualificazione urbanistica che prevede la realizzazione di un complesso immobiliare nell’area denominata ex-Sem per complessivi 95.234 metri cubi da adibire, tra le altre funzioni, a studentato. Nel maggio dello stesso anno l’ERSU esprime parere favorevole al progetto presentato dalla Società Edilia. Nell’ottobre successivo il Consiglio Comunale approva la proposta di Piano Integrato avanzata da Edilia.

Tra il 2001 e il 2002 Edilia, su iniziativa dell’ERSU, ottimizza i progetti al fine di porre lo stesso ente in condizioni di proporre un’offerta per l’acquisto degli immobili. Nel maggio del 2002 l’ERSU delibera di acquistare due fabbricati da Edilia per la somma di circa 20,5 milioni di euro.

Nell’aprile del 2003 il Comune di Cagliari approva la nuova proposta di Piano Integrato e i progetti esecutivi ai sensi della L.R. 16/94 che prevedono le opere di urbanizzazione primaria del tratto di viabilità pubblica in cessione, la sistemazione del Viale La Playa e la ristrutturazione del fabbricato denominato “Silos Vecchio”.

Tra il 2003 ed il 2004 nasce e si sviluppa un contenzioso tra Edilia ed ERSU con impugnative degli atti tra i due nanti il TAR regionale.

Nel settembre 2004 Edilia stipula con il Comune di Cagliari una convenzione per la cessione al Comune del Silos Vecchio e dell’area destinata alla viabilità. In tale concessione si ribadisce che le volumetrie assentite non supereranno i 95.234 metri cubi. Edilia si impegna a concludere i lavori entro i cinque anni successivi.

Nel maggio del 2005 il Comune di Cagliari rilascia le concessioni edilizie per la realizzazione dei fabbricati.

Nel novembre del 2005, al fine di porre fine con una transazione al contenzioso in atto, Edilia propone un’offerta per la vendita dei fabbricati ad ERSU per complessivi 29 Milioni di euro, che nel dicembre successivo adotta lo schema di copertura finanziaria.

Da quel momento lo studentato che ERSU cercava di ottenere nel 2000 può essere immediatamente realizzato. Oggi i lavori, assentiti da ERSU, dal Comune di Cagliari e dallo stesso soggetto realizzatore, sarebbero in fase di conclusione.

Dal febbraio del 2006 la Regione, con una serie di provvedimenti, modifica il quadro consolidato: viene pubblicato il programma quinquennale di dismissione degli immobili regionali, quindi la L.R. n.4 con misure urgenti per il potenziamento delle strutture residenziali dell’ERSU, legge che stravolge i rapporti stessi tra Regione ed ERSU. Tale legge prevede che ERSU acquisti tutta l’area denominata ex-Sem per la realizzazione di un campus per studenti universitari per almeno 1000 posti letto e stanzia una somma complessiva (fondi 2006 e 2007) di ulteriori 35 milioni di euro.

Nel giugno 2006 ERSU tenta di chiudere il contenzioso attraverso l’acquisizione dell’intero comparto da Edilia per complessivi 55 milioni di euro. Nel luglio successivo la transazione si chiude con un accordo che prevede un corrispettivo per Edilia di 55 milioni di euro. Perché la cifra pattuita nel novembre 2005 (29 M€) è lievitata di 26 M€ in soli sette mesi? Qual è il ruolo della Regione?

Nell’agosto del 2006 la Regione, attraverso il Presidente Soru, e il Comune, rappresentato dal Sindaco Floris, stipulano un protocollo di intesa che, tra le altre cose, prevede una diminuzione delle volumetrie assentite nel 2005 (95.234 mc) ed un incremento delle aree destinate a verde.

Nel marzo 2007 compare il progetto, ancora in fase preliminare, elaborato dall’architetto brasiliano Da Rocha. Tale progetto, in spregio del protocollo d’intesa sottoscritto tra Regione e Comune, prevede, secondo l’ERSU, edifici per complessivi 151.225 metri cubi (con un incremento di quasi il 60% delle volumetrie, pari a quasi 56.000 metri in più cubi rispetto a quelli assentiti con la concessione edilizia del 2005).

Peraltro, nell’agosto 2007, l’ERSU comunica che il progetto definitivo (ulteriormente incrementato fino a 166.880 metri cubi) è incompatibile con l’edificio Silos Vecchio (di proprietà del Comune), che dovrebbe quindi essere abbattuto. Solo il mese dopo ERSU comunica al Comune di essere diventato proprietario dell’area ex-Sem e di essere titolare degli obblighi contrattuali in capo ad Edilia nella convenzione stipulata da quest’ultima col Comune nel settembre 2004.

Il progetto Da Rocha, inserito nello schema di accordo di programma del marzo 2008, non realizzabile per difformità urbanistiche non sanabili (è impossibile anche in deroga concedere la realizzazione delle volumetrie previste in un’area di quelle dimensioni), sarebbe costato 110 milioni di euro, 81 milioni in più dello studentato previsto nel 2005.

Il 24 febbraio 2009 il consiglio comunale di Cagliari non  accoglie la  proposta  di  approvazione  in deroga,  ex  art.  32  del Regolamento  Edilizio,  del  progetto  proposto  dall’Ente Regionale  per  il Diritto allo Studio Universitario – ERSU.

Successivamente viene stipulato un accordo transattivo tra Ersu – Regione – Edilia per cui la società incassa 38 milioni di euro (9 in più dei 29 previsti per realizzare il tutto) si impegna a realizzare il Campus De La Rocha per la stessa cifra di 55 m.ni precedentemente pattuita (stessa cifra per 75% in più di cubatura?) , condizionando l’impegno alla conclusione dell’iter amministrativo, da parte dell’amministrazione pubblica)  necessario per l’ottenimento delle autorizzazioni entro 6 mesi dalla data di stipula dell’accordo medesimo.

L’accordo prevedeva altresì che Edilia si sarebbe fatta carico della progettazione De La Rocha (pagando anche la parcella dell’archistar brasiliana).

Naturalmente

Alla scadenza dell’accordo l’iter di approvazione non si concluse e attualmente la situazione é la seguente:

•La città e gli studenti non hanno il Campus.
•La Regione ha speso 38 milioni di euro.

L’Ersu ha acquisito un’area sulla quale verosimilmente non sarà realizzato nessun campus universitario, però ha speso le risorse che gli erano state messe a disposizione.

•TUTTI GLI ATTORI DELLA VICENDA SONO STATI TACITATI E HANNO AVUTO QUALCOSA TRANNE LA COMUNITÀ E GLI STUDENTI.

Per questi motivi il gruppo di studenti dell’Urban Center, firmatario della presente, chiedono alla presidente dell’ERSU di fare chiarezza sulla vicenda e, qualora ritenesse che l’ERSU e, quindi, gli studenti, possano essere stati danneggiati dall’azione maldestra di ignoti e dalla cattiva gestione dei fondi pubblici,

DI PRESENTARE UN ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI E A TUTTE LE SEDI GIURISDIZIONALMENTE COMPETENTI.

Gli studenti universitari dell’Urban Center:
Stefano Gregorini, Federica Lai, Alessandro Serra, Simone Ogno, Giulia Cambuli, Andrea de Guio, Carlotta Anna Maria Loi, Enrico Mereu, Daniele Cirina, Daniela Simbula

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