Comunali a Cagliari: il Pdl in un vicolo cieco, diviso tra la probabile sconfitta o l’alleanza con Fantola. Cabras ha una sola carta vincente: il centrodestra spaccato

Posted on 14 dicembre 2010

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Se non è un in vicolo cieco, poco ci manca. Il Pdl cagliaritano ha poco da esultare dalla fiducia concessa alle Camere a Silvio Berlusconi. Intanto perché, con molta probabilità, il senatore Piergiorgio Massidda verrà ricompensato della sua fedeltà con un bel posto da sottosegretario (si dice alle Infrastrutture) e il partito si troverà senza il candidato più forte tra quelli che potevano correre per la carica di sindaco di Cagliari la prossima primavera. Certo, Massidda non era sostenuto da tutte le componenti, ma volete metterlo affianco agli altri pretendenti?

Quindi, la situazione è questa: o il Pdl trova in fretta un candidato vincente in grado di battere la concorrenza di Antonello Cabras e soprattutto di Massimo Fantola, oppure deve umiliarsi e salire sul carro del leader dei Riformatori. Delle due l’una: o il Pdl rischia seriamente di perdere completamente Cagliari, altrimenti deve accontentarsi di recitare un ruolo da comprimario, rinunciando alla poltrona di sindaco.

Vediamo la prima opzione: il Pdl trova un candidato e sfida Cabras e Fantola. Il nome più accreditato è quello di Ada Lai. La famosa superdirigente gode dell’appoggio del sindaco, Emilio Floris (il marito della Lai, Francesco Cicero, è da anni il capo di gabinetto del primo cittadino).

La signora è in campagna elettorale permanente ed effettiva da anni, ormai conta e decide più di tanti assessori (ad esempio di quello ai Servizi sociali, Anselmo Piras; ma Ada Lai sconfina allegramente nei territori della Cultura, nominalmente affidati a Giorgio Pellegrini) e questo le ha creato molti nemici all’interno del suo stesso schieramento. Contro di lei è pronto, ad esempio, a chiedere le primarie il consigliere regionale Carlo Sanjust. In più, Ada Lai è in rampa di lancio da tempo su tanti fronti e questo gioca a suo sfavore, segno che qualcosa la blocca sempre sul più bello.

Le altre candidature? Giuseppe Farris è reduce dalla batosta alle provinciali ma non ha avuto remore a ripresentarsi. Di Sanjust abbiamo già detto. C’è poi il giovane consigliere comunale, Stefano Schirru. Nomi buttati nella mischia, ma con quante reali probabilità di farcela?

La vera incognita nel Pdl è Giorgio La Spisa. L’attuale assessore regionale al Bilancio metterebbe d’accordo se non tutti, sicuramente molti. Ma la voce gira e il tempo passa e da La Spisa non arrivano segnali significativi. Per cui siamo punto e a capo.

Conclusione: il Pdl candida Ada Lai contro Massimo Fantola e Cabras. Il candidato del centrosinistra va ragionevolmente al ballottaggio e chi incontra? L’ex senatore o la supermanager? Fantola sembra accreditato di maggiori consensi. Ergo, per il Pdl sarebbe un disastro.

Da qui il pensiero folle: allearsi direttamente con Fantola. Un prezzo da pagare altissimo ma che garantirebbe però una vittoria molto probabile (la competizione secca tra il leader dei Riformatori e il candidato del centrosinistra difficilmente lascerebbe scampo a quest’ultimo) e quantomeno alcuni posti di comando. Poca roba, ma pur sempre meglio di nulla.

Il tempo stringe e il Pdl deve decidere in fretta. Alle primarie non crede nessuno, anche perché Fantola ha già dichiarato da settimane che lui avrebbe partecipato solo se lo stesso metodo di selezione delle candidature venisse utilizzato anche in altri comuni e pure per le prossime regionali. Per cui il Pdl deve scegliere il suo nome nelle chiuse stanze del Palazzo, oppure affidarsi come sempre a Silvio Berlusconi.

La fretta del maggiore partito del centrodestra è determinata anche dalla aggressività di Fantola, già da mesi protagonista di una campagna elettorale silenziosa ma efficace. Ha già un programma abbastanza definito e può contare su di una rete di alleati che si sono dichiarati apertamente a suo favore. Per primi gli animatori del Polo Civico di Antonello Gregorini che ne hanno lanciato la candidatura; poi i sardisti, l’Udc di Giorgio Oppi e infine i finiani di Ignazio Artizzu. Se a questi voti si aggiungono ovviamente quelli dei Riformatori, Fantola parte con un buon 25 per cento.

E il buon Antonello Cabras che fa? Intanto spera che il centrodestra resti diviso. E’ infatti su questa granitica certezza che gli strateghi di via Emilia hanno interamente costruito la sua candidatura. Un centrodestra spaccato consentirebbe l’arrivo al ballottaggio. A quel punto ci penserebbe il senatore di Sant’Antioco a convincere la fazione perdente del centrodestra a votare per lui, secondo il già collaudato “schema Milia”, che alle ultime provinciali ha funzionato grazie alla bassa affluenza e ai voti al ballottaggio degli uomini del ribelle Piergiorgio Massidda.

Ma è chiaro che se l’attuale maggioranza si ricompattasse su un unico nome, per Cabras sarebbe durissima. A quel punto sarebbe stato meglio per il centrosinistra avere un candidato da battaglia, poco propenso a fare una campagna chiuso in ufficio piuttosto che a combattere nei quartieri. Ma ormai il Pd ha fatto terra bruciata e tornare indietro non si può: il candidato è Cabras. Sarà una bella lotta, non c’è che dire.

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