Comunali a Cagliari: basta chiacchiere. Ecco tredici questioni aperte che attendono una risposta. Vera

Posted on 8 gennaio 2011

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Ha ragione Elisabetta, che in un suo post scrive: “Nel disastro di questa città, vere elezioni, veri candidati, veri politici, un vero dibattito sarebbero vitali. Invece siamo qui ad annegare nella palude, senza neanche aver più voglia di dibatterci”.

Per cui, usciamo dal politichese e parliamo di cose concrete. Parliamo di problemi aperti a Cagliari in vista delle prossime elezioni comunali.

Problemi veri richiedono risposte vere, per cui astenersi perditempo. Per intendersi, i candidati non se la possono cavare con il solito “Sentiremo tutti, i cittadini saranno protagonisti, poi decideremo, con l’aiuto della Regione, ma anche lo il Governo deve fare la sua parte e dobbiamo sfruttare le opportunità concesse dall’Unione Europea”, e via cazzeggiando.

Vi segnalo così al volo tredici questioni aperte che sono sul tavolo alcune anche da più di dieci anni, perché la straordinaria capacità del sindaco Emilio Floris è stata quella di non aver risolto nulla e di essere riuscito a passare tutte le patate bollenti nelle mani del suo successore (e infatti adesso aspira anche a fare il senatore…).

Peraltro, se i nomi dei candidati possibili sono quelli che sono (Antonello Cabras, Piergiorgio Massidda, Massimo Fantola, Massimo Zedda e Giorgio La Spisa), stiamo parlando di tre senatori (in carica o ex), di un consigliere regionale e di un assessore regionale. Gente cioè che sa come funziona la macchina amministrativa e da cui non sono ammesse risposte generiche.

Vi indico dunque tredici questioni aperte, che poi rimandano alla vera grande questione: quella del lavoro che non c’è. Perché dietro ad ognuno di questi problemi irrisolti si celano delle straordinarie possibilità di crescita economica.

1 – Case popolari e case per tutti
In città, circa duemila persone hanno diritto ad avere una casa popolare, ma sedici anni di centrodestra alla guida del Comune non ha nemmeno indicato le zone dove costruirle. Ma mancano anche le case per il ceto medio, mentre la città si spopola drammaticamente. Che si fa? Dove si costruisce? O compriamo casa tutti da Zuncheddu e Cualbu?

2 – Sant’Elia
Progetti su progetti, promesse su promesse, ma Sant’Elia è ancora oggi il ghetto della città dove la droga comanda. Cosa vogliamo fare? Idee concrete e subito attuabili, non parole.

3 – Il Poetto
Una spiaggia urbana, un sogno. Ce lo vogliamo tenere così? Perché non fare un ripascimento (fatto bene però stavolta)? E i baretti che fine fanno? Niente paura perché qualunque scelta si farà, sarà giocoforza drastica.

4 – Tuvixeddu
Un parco archeologico straordinario nel cuore della città. Ma nella selva di ricorsi e controricorsi mi sono perso, e penso di non essere l’unico. Ma nel frattempo cosa facciamo? Continuiamo nello scontro frontale o cerchiamo una via d’uscita con i privati? Come sarà l’area di Tuvixeddu fra vent’anni? Astenersi persone con una visione slegata dalla realtà, grazie.

5 – Metropolitana e trasporto pubblico
Il delirante progetto di bucare la città per costruire parcheggi sotterranei, che di fatto non usa nessuno, va avanti: vedrete adesso cosa succederà quando aprirà il cantiere di via Roma. Questa benedetta metropolitana leggera di cui si parla da anni sarebbe la salvezza, altroché metropolitana sotterranea (che non vedrà mai la luce ma che ingrassa i progettisti, col grembiulino e senza).

6 – Anfiteatro romano
Un monumento bellissimo, ancora poco studiato, al centro di un possibile percorso archeologico di cui tutti da anni parlano ma che nessuno fa niente per concretizzare. Questa benedetta legnaia la smantelliamo o no? Sapete come la penso. E i concerti estivi dove li facciamo? Una risposta subito, please.

7 – Centri e spazi culturali
La cultura a Cagliari è allo sbando. Nove anni di gestione del’assessore Pellegrini sono stati una sciagura biblica. Il bando per l’assegnazione ai privati dei centri culturali si è perso nel nulla. Ma nei prossimi anni ci sarano da gestire anche il Parco della Musica, la Mediateca del Mediterraneo e l’ex Manifattura Tabacchi! Serve subito un progetto culturale.

8 – Pubblica amministrazione
La macchina amministrativa comunale è a dir poco opaca. Vogliamo nuovamente parlare degli ultimi concorsi o dello smodato protagonismo di alcuni dirigenti in questi ultimi anni?

9 – Città turistica
Abbiamo dati di tutti i tipi (ultimo il sondaggio fatto sui crocieristi), conosciamo le criticità e le opportunità. Seve una linea precisa, basta con gli slogan.

10 – Parco di Molentargius
Un’opportunità straordinaria  per la città. Eppure è un parco fantasma. Lo vogliamo una volta per tutte valorizzare? E gli abusi a Medau su Cramu li vogliamo abattere oppure no?

11- Campus universitario
La grande vergogna: 38 milioni di euro spesi per non costruire nulla. Intanto c’è chi si arricchisce affittando in nero le stanze ai fuorisede. Il Campus a la Playa lo vogliamo costruire? O qualcuno crede ancora alla favola del campus diffuso nel centro storico? Una balla colossale.

12 – Teatro Lirico
La più grande impresa culturale della Sardegna è allo sbando, sommersa dai debiti e mortificata da una dirigenza che ne mette a rischio la stessa sopravvivenza. Il prossimo sindaco (che sarà anche il presidente della Fondazione) continuerà con l’oscena pratica della lottizzazione o chiamerà persone preparate, slegate dalle botteghe locali?

13 – Stadio
Incredibile! E non mi stavo dimenticando di questa vicenda farsa? Che si fa? Il nuovo stadio si costruisce realmente ad Elmas? E il Sant’Elia che fine fa?

Ecco, tredici temi caldi caldi. Forse non sono nemmeno quelli cruciali, ma sono sicuramente temi di cui è parlato tantissimo e su cui i candidati alla carica di sindaco dovrebbero avere le idee chiarissime. O no?

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