Primarie del centrosinistra a Cagliari: facciamo i conti. Cabras parte dal 52%, ma se l’affluenza è bassa rischia di essere battuto da Zedda. A meno che…

Posted on 10 gennaio 2011

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Fra meno di tre settimane si vota a Cagliari per le primarie del centrosinistra ed è bene iniziare a fare due conti. Quanta gente andrà a votare? E chi è il favorito?

Iniziamo dall’affluenza. Cinque anni fa, in occasione delle primarie in cui si impose Gian Mario Selis, parteciparono alla consultazione 7397 cagliaritani. Selis (sostenuto da Democratici di Sinistra, La Margherita, Progetto Sardegna, Socialisti Democratici Uniti, Udeur, Repubblicani Europei, Liberali, Colori della Terra) si impose con il 47,6 per cento (pari a 3499 voti), seguito da Gianni Loy (indipendente) con il 22,9 (1684 voti), Patrizio Rovelli (sardisti e radicali) con 21,6 (1590 voti) e Fausto Ferrara (indipendente) con il 7,7 per cento (565 voti). Le nulle furono 35 e le bianche 24.

Stavolta quanti saranno? In via Emilia pensano che saranno almeno ottomila (quanti quelli che votarono in città alle primarie per la segreteria del partito, Cabras contro Soru per intenderci), ma a me sembra sinceramente una stima esagerata. I più pessimisti (o realisti) si fermano a quota cinquemila. Anche perché è stato lo stesso Pd a delegittimare lo strumento delle primarie, sia con una strisciante campagna nazionale, sia con i mille dubbi locali che hanno messo in forse le consultazioni per lunghe settimane. Inoltre, alle primarie verosimilmente non parteciperanno in massa gli elettori della Federazione delle Sinistre (Rifondazione e Comunisti Italiani), oltre che quelli dell’Italia dei Valori. Quindi vada per i cinquemila.

Sì, ma alla fine chi vincerà? E con quale percentuale?

Vediamo i rapporti di forza partendo dal dato del primo turno delle ultime Provinciali. A Cagliari città a votare per i partiti del centrosinistra (Pd, Sel, Rifondazione, Rossomori, lista Noi per Milia, Verdi e Upc) sono stati in 15.516. Quindi un numero non straordinariamente distante da quanti, secondo i nostri calcoli, si recheranno ai seggi delle primarie.

Se proiettiamo questi numeri sulle prossime primarie, il Pd ha un dato di partenza del 52,1 per cento, seguito dal Sel con il 16,2, Rifondazione con il 6,3, i Rossomori con il 4,3. Seguono La lista civica Noi Per Milia, che vale il 3,6, i Verdi con il 2,2 e l’Upc con lo 0,9.

Se Cabras si imponesse con il 52 per cento per lui sarebbe quindi un buon successo. Ma siamo sicuri che ci arrivi?

Continuiamo a fare i conti della serva e continuiamo a immaginare che vadano a votare i fatidici cinquemila.

Petrucci almeno 500 voti li prende, ed è già un dieci per cento che se ne va. Facciamo che Andreozzi e la Frongia insieme valgano un altro dieci per cento (e siamo a venti).

Il restante ottanta per cento (quattromila preferenze) come si divide tra Cabras e Zedda?

Alle Regionali del 2009 Massimo Zedda ha preso in città 647 preferenze. Alle ultime Provinciali il suo partito di voti ne ha raccolti invece 2522.

Il candidato di Sel punta a vincere, quindi bisogna attendersi di tutto. In più lui (nato e cresciuto in via Emilia), erode certamente a Cabras i voti di un elettorato ex Pds e ha dalla sua le simpatie della sinistra (che, lo ricordiamo, a queste primarie non presenta candidati).

E gli elettori dell’Italia dei Valori come voteranno? E’ vero che il loro partito è fuori dalle primarie, però c’è un voto d’opinione che potrebbe schierarsi più facilmente per Zedda.

Insomma, il candidato di Sel per vincere deve prendere i voti di tutta la sinistra, dei soriani scontenti per la candidatura di Cabras e dei simpatizzanti dell’Italia dei Valori. Non è semplice. Ma neanche impossibile.

Il senatore invece deve puntare su un’affluenza più sostanziosa. Se vanno a votare solo in cinquemila rischia tre volte: perché rischia di perdere, perché rischia di vincere con una percentuale al di sotto del 50 per cento e perché prenderebbe pochi voti (e per il candidato del maggiore partito non sarebbe un buon segno).

Cabras deve dunque mobilitare le folle. Ce la farà? (In suo soccorso arriverà anche stavolta qualche amico “dell’altra sponda”? Alle primarie contro Soru, per il senatore di Sant’Antioco andò a votare perfino Gianni Biggio, storico esponente di An. Chissà che la “conversione” non si ripeta).

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