Primarie del centrosinistra: ecco le risposte di Tiziana Frongia dei Verdi alle tredici domande su Cagliari

Posted on 18 gennaio 2011

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Anche Tiziana Frongia, candidata dei Verdi alle prossime primarie del centrosinistra a Cagliari, risponde (a modo suo) alle mie tredici domande.

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Dopo aver accettato la candidatura per le primarie del centrosinistra, l’impegno di questi giorni mi ricorda i 4 anni in cui viaggiavo avanti indietro Cagliari-Carbonia per fare l’assessore tecnico alla pubblica istruzione.

Allora dovevo far conciliare il lavoro amministrativo e politico col lavoro dell’ospedale in quanto il presidente non mi aveva messa in aspettativa.

Quante volte rientravo a casa tardissimo … per fortuna non avevo nessuno che mi aspettasse … l’unica figlia che ho, per trovare lavoro, si è dovuta trasferire a Roma.

La scelta di partecipare alle primarie, concordata con un buon gruppo che vuol sostenere la mia candidatura a sindaco, è scaturita dalla necessità di voler e dovere contribuire alla discussione su cosa è meglio per Cagliari, per i suoi cittadini.

Questa delle primarie è una opportunità che intendiamo condividere in un convegno aperto insieme agli altri candidati sindaco e in cui, auspichiamo, possa compattarsi tutto l’elettorato più sensibile ed attivo.

Credo sia importante prima di affrontare le tematiche, prima di proporsi alle persone che non ti conoscono, spendere davvero qualche parola per provare a dire chi sei ..è giusto che si sappia che ho provato ad affacciarmi in qualche partito..ma che ne sono uscita senza neanche aspettare mesi…non c’era quello che cercavo, non trovavo persone che avessero voglia di rompere schemi e metterci la faccia…ho rischiato sempre con grande entusismo e umiltà, … ora la paura non esiste più nella mia vita.

La mia forza è l’onestà con cui ho sempore affrontato tutti gli impegni e le difficoltà.

Ad esempio quando il mio Direttore non prestava attenzione e cautela in sala operatoria con i pazienti ed io consigliavo a questi di andare da un’altra parte a farsi operare o quando mi minacciava per l’indicazione delle medicine alternative anche quando ascritte nella farmacopea ufficiale.

Oppure quando mi sono dovuta difendere dagli uomini della politica… ma è meglio dimenticare e guardare avanti.

Voglio essere la donna di cui tutte le donne sono orgogliose.

Non le ho mai offese, le donne, neanche quando ho contrastato il loro modo di pensare ed agire in stile solito politichese, da uomini, ma spesso hanno frainteso.

Non mi sono mai piaciute le pacche nelle spalle e quel modo di dire eh…la politica non la conosci lasciale fare a chi la sa fare!

Reagivo intimamente pensando che la mia forza è avere una figlia innamorata della sua mamma e sentire i suoi amici come miei figli.

Ho sempre curato la relazione umana ed ho sempre detto che la mia visita oculistica dura quanto è necessario alla vita del paziente in difficoltà e che talvolta non posso essere io a poter risolvere i suoi problemi ma qualcuno più bravo di me.

Ho fatto l’assessore più stravagante che ci fosse (è agli atti), ho ascoltato tutti, contavano i ragazzi più dei professori e dei docenti, avevano il mio numero di cellulare tutti i rappresentanti di classe e di istituto perché dovevano essere loro i primi a chiamarmi se qualcosa non fosse andato bene.

Ho risposto a tutte le loro richieste, come avere un parcheggio interno alla scuola per i motorini (quando il preside per anni non glielo aveva concesso) in tre giorni abbiamo risolto.

Gli ho organizzato la festa annuale (futurgiovani – vedi youtube) nelle piazze con tutte le loro rappresentazioni più gaie e più intellettuali, gli ho premiati per ogni occasione che valesse.

Gli abbiamo portati all’anfiteatro a vedere il balletto MOMIX, hanno ascoltato sardi di successo come Fois e Soriga, gli abbiamo pubblicato le loro ricerche, abbiamo trasformato il contenuto dei distributori di cibo schiffoso che avevano nelle scuole…e così tante altre cose che mi piacerebbe raccontarvi se volete… non si parla mai abbastanza di quello che di buono qualcuno fa ed è un errore perché il bene si contagia quanto il male e diventa la migliore delle adrenaline circolanti.

I dirigenti ridevano quando mi sentivano contrattare il prezzo delle poltroncine per le aule magne o le lavagne… però quanto spuntavo il prezzo e si risparmiava?!

Il lavoro, qualunque esso sia, devi svolgerlo con passione e semplicità … con l’occhio attento a chi stai dando risposte.

Mi piace risparmiare su tutto controllando attentamente il rapporto qualità-prezzo, mi piace contrattare tutto per evitare prezzi gonfiati.

Ho sempre pensato che i soldi che guadagna un politico vengono dai cittadini ed ad essi bisogna risponderne… non ai partiti o al sistema verticistico che assembla piramidi personali per la macchina del consenso forzato.

Mi piace che ci siano candidati giovani, a loro auguro di rimanere fedeli ai più sani ideali umani e di combattere le battaglie per il bene… magari ascoltando la loro parte femminile perché arricchisce e sensibilizza tutti.

Ora, sperando di non avervi annoiato, proviamo insieme a ragionare sui temi proposti da Vito e interlocutori.

Come amiamo Cagliari, anche noi? Cagliari è l’energia migliore del Mediterraneo.

Ci sono le memorie del tempo, ci sono i messaggi per tutta l’umanità, ci sono le opportunità di una città solare.

Il mio gruppo ed io, pensiamo che sia troppo ingessata, che abbia bisogno di ripopolarsi di giovani e di entusiamo, di riempire le strade di attività e colori.

Cagliari ha nel turismo la sua vera vocazione ma occorre tanta fantasia. tanta creatività contagiosa.

Scrivere un programma non è niente, lo puoi fare di mille pagine come di una. Puoi far vivere il sogno ma sarebbe magari l’ennesima delusione se irrealizzabile.

A noi è sembrato, sin dal primo momento che ci siamo spesi a comunicare, che bisognasse parlare del metodo con cui realizzare un programma. Così in tutti i nostri incontri sentirete parlare di Ecologia Politica.

Non serve un Dirigente che amministrando faccia la sua politica e cada nel conflitto di interesse, non serve il politico che appena entra sta già pensando a come dirottare i soldi nella direzione degli amici o nelle società prestanome o nel gruppo di persone che rappresentano il suo tornaconto elettorale.

Parliamo di ecologia politica proprio per questo, perché coordinare una squadra con le professioni che trovi già in organico e la parte politica deve essere un bel lavoro di gruppo, lo devi fare con coinvolgimento e correttezza.

Non servono le superconsulenze e se trovi lacune interne… ci sono i corsi di perfezionamento così rimane tutto patrimonio permanente del Comune.

Ma ci sono altre buone prassi da rispettare:

Nessun doppio incarico politico ed amministrativo;

Nessun incarico ad personam che non passi per un percorso condiviso di assegnazione meritocratica;

Competenza e tempestività di esecuzione in tutto.

Rispetto del lavoro di squadra e libertà di condivisione con tutti i soggetti sociali.

Creata la squadra di coordinamento, e non di governo perché non esistono sudditi, per fare economia devi ridistribuire il reddito, alleggerire i cittadini in difficoltà dalle super tasse comunali e farne pagare qualcosa in più ai super ricchi o a chi consuma maggiormente le risorse pubbliche destinate a tutti.

Insomma, per dirla in breve, un poco di buon senso e di senso della misura, da parte di tutti.

Non so se Cagliari è pronta a recepire la necessità di un serio cambiamento o se persisteranno atteggiamenti conservatoristici ma è certo che se l’emergenza non sarà capita la sofferenza sarà ancora più grande dopo.

Invitiamo anche gli altri candidati sindaco a pensare prima di tutto a scrivere il programma da condividere pensandolo solo come risorsa che sviluppa lavoro, per chi non lo ha mai avuto, per chi lo ha avuto e non lo ha più, per chi ha la cassa integrazione ma sta scadendo.

Ed allora ecco i due concetti del nostro programma:

Cagliari ECO MUSEO URBANO e Cagliari FRONTE MARE .

Per noi il programma deve prendere spunto dall’idea di Cagliari ECO MUSEO URBANO

Significa che a partire dalla valorizzazione dei quartieri per arrivare agli spazi di cultura, per arrivare a dare luce a tutto quello che della storia l’uomo ha arricchito gli angoli della città, tutto diventa museo e quindi fonte di reddito.

I quartieri della storia (lavoro), i quartieri dell’identità (lavoro), i quartieri del percorso religioso (lavoro), i beni museali storico artistici (lavoro), i siti archeologici (lavoro) e le bellezze naturali (lavoro).

Cagliari tutta un patrimonio dell’Umanità ma se non serve a sviluppare reddito non sbloccheremo l’economia e non  sosterremmo i suoi abitanti.

In questi anni sono stati aperti musei e spazi culturali ma si può fare molto di più.

Col sistema del concorso – appalto si devono dotare delle professioni consone anche quelli di prossima apertura come la Mediateca ad esempio.

In questo museo ECO URBANO l’economia si muove con un movimento nuovo, alternativo al petrolio, ci si muove in bicicletta (bike sharing) nelle piste ciclabili, ci si muove con le piccole macchine elettriche in affitto (car sharing), ci si muove con i bus elettrici.

In questa città – museo si alleggerisce la bolletta elettricità con i pannelli solari-led nei semafori, negli indicatori luminosi, nella illuminazione pubblica.

Il piano della mobilità deve essere tutto imperniato sull’utilizzo dei mezzi pubblici e disincentivando l’uso dei mezzi privati.

Serviranno molte più corse (altro lavoro), assolutamente corsie preferenziali per tutti i bus e chiusura alle auto delle strade strette servite da bus.

Il censimento delle case vuote ed una chiara visione delle reali necessità unita ad una azione di rilevazione e certificazione delle unità abitative dovrà servire a calmierare il mercato degli affitti.

L’appetibilità dei siti militari dismessi da parte dei privati va combattuta da subito, le ex caserme potrebbero avere mille destinazioni facciamole scegliere al cittadino: il Comune indice un concorso di idee e le fa giudicare ai cittadini.

La caserma diventa museo della terracotta sarda? Diventa museo della moda dei costumi sardi o degli stilisti sardi? Diventa museo del pane e dei dolci sardi? Diventa ostello della Gioventù? Diventa alloggi per gli studenti fuori sede? Diventa mini appartamenti per single divorziati che non arrivano a fine mese e che oggi mangiano alla mensa della Caritas?

L’importante è che non si costruisca solo e sempre per speculazione di alcuni ma piuttosto si piantino alberi.

Cosa ne dite di un giardino che anche a Cagliari racconti del resto della Sardegna, le nostre piante tipiche come il lentischio, il mirto, le ginestre… magari sopra via Is Guadazzonis, con vista sulle saline e sul golfo (altro lavoro)?

Cosa ne dite di un museo del mare, di un acquario? (altro lavoro).

Basta ingegno e creatività con l’amore per questa città, e guardate quanti posti di lavoro si creano! Tutto quello a cui vogliamo invitarvi a pensare crea movimento, crea economia.

Non dobbiamo far scappare le meganavi da crociera (negli ultimissimi tempi ne sono passate più di 240 con una media di 5-6 mila persone a bordo ognuna), quale è stata la reale ricaduta sulla città?

Non servono megaprogetti che esauriscono i fondi solo con la progettazione eseguita da mega architetti e mega studi di ingegneri amici o di altre Regioni e poi i lavori si fermano in attesa di altri finanziamenti o che proseguono lenti con continui aggiornamenti dei costi !

Bisogna inventarsi un metodo che privilegi anzitutto i cittadini sardi !

Per quanto riguarda il nostro “Fronte Mare” che va dal Poetto, passando per la Sella del Diavolo Borgo Sant’Elia, Via Roma, Giorgino, le saline è tutto da valorizzare !

La pesca turistica, i due villaggi dei pescatori Borgo Sant’Elia con Giorgino possono diventare degli eco-villaggi, il percorso turistico simil fluviale del parco di Molentargius può avere un rimessaggio con nolleggio di piccole imbarcazioni.

Per quanto riguarda il Poetto bisogna chiedersi cosa vuole il Cagliaritano: vuole spiagge arredate come la riviera Romagnola o Ligure per produrre reddito con molti servizi sulla spiaggia? Vuole una spiaggia con molti locali della ristorazione aperti sul mare? Vuole discoteche all’aperto?

Così pensiamo anche per il Teatro Lirico che non ha bisogno del Comune e del Consiglio di amministrazione che parcheggi politici inqualificabili.

Ha il suo personale, direttori di orchestra, musicisti, cantanti lirici, ballerini… perché non far esprimere le loro idee… magari autogestione? Magari un consorzio con altri Enti Lirici?

Abbiamo già espresso la nostra proposta su Tuvixeddu, apertura immediata, concorsi per archeologi, guide turistiche, manutentori, biglietteria e guardiania.

Idem per L’Anfiteatro Comunale.

Gli spazi per i grandi eventi estivi li abbiamo ma manca quello invernale.

Un teatro tenda credo sia richiesto dai giovani… potremo chiedergli dove posizionarlo sempre col sistema del concorso di idee… Borgo Sant’Elia? Su Stangioni?

E la manifattura tabacchi? Perché non un museo di arte contemporanea ed uno spazio per i nostri giovani che escono dall’Artistico o dall’Accademia delle Belle Arti? Perché non un centro per produzioni musicali? Perché non un centro di sviluppo informatico?

Lasciamo che i progetti creati con la pratica del concorso appalto siano sottoposti a “referendum” cittadino.

Sono tante le opportunità che dobbiamo leggere in questa città per non far scappare i nostri giovani.

L’Università deve avere un ruolo fondamentale, incidere nella formazione ma anche nella capacità di leggere le lauree spendibili nelle professioni del domani, rinnovarsi nella ricerca ed aprire alle Università straniere.

I sardi stanno investendo molto nelle lingue straniere e servono interconnessioni che amplifichino i percorsi formativi e nascano interessi intellettuali stranieri nella nostra terra.

Non c’è bisogno di un mega campus che vedrebbe la luce magari nel 2020 quando in un anno si può costruire un eco villaggio ad impatto energetico zero con case in legno e servizi annessi facendo risparmiare la bolletta della luce e del gas.

Abbiamo pensato cose semplici, speriamo sensate ma col desiderio di far felice non qualcuno ma quanti più possibile, perché solo così avremo speso bene la nostra vita.

Tiziana Frongia  & Soul Band

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