Primarie del centrosinistra: ecco le risposte di Antonello Cabras del Pd alle mie tredici domande su Cagliari (e lui ne aggiunge due)

Posted on 24 gennaio 2011

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Anche Antonello Cabras, candidato del Partito Democratico alle prossime primarie del centrosinistra, ha risposto alle mie tredici domande sul futuro di Cagliari. Il senatore ha inoltre aggiunto due risposte su questioni importanti che non avevo sottoposto all’attenzione dei candidati: la pianificazione urbanistica e il rapporto con i comuni del territorio.

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1 – Case popolari e case per tutti
L’assenza di una concreta politica della casa da parte dell’attuale Amministrazione che non è riuscita ad attuare in un decennio neppure i propri progetti annunciati né a sfruttare ad oggi le risorse pubbliche messe a disposizione (social housing) ha fatto lievitare i costi delle aree e delle abitazioni a un punto tale da determinare il crollo dei residenti nella Città.
La politica dell’edilizia popolare ed agevolata (IACP e Cooperative), attuata per mezzo di espropri, non è più praticabile alle condizioni attuali di mercato visti i costi di acquisizione delle aree che ne derivano. L’elevatissimo valore fondiario ormai raggiunto ha disincentivato anche la realizzazione di residenze a costi sostenibili in Città da parte dei privati, costringendo i giovani e chiunque abbia bisogno di una nuova abitazione a trasferirsi verso i comuni confinanti, anche il cui prezzo delle abitazioni, di conseguenza, lievita.
Per ovviare a questo stato di cose si propone:
–        il recupero di aree pubbliche in dismissione (aree militari, depositi, servizi non più funzionali, ecc.) con interventi pubblici/privati che abbattano il costo dell’area così da rendere sostenibile la realizzazione di residenze non di lusso;
–        interventi di riuso in senso lato (interventi di riqualificazione dell’esistente e di sostituzione edilizia per adeguare il patrimonio esistente ai nuovi standard abitativi, qualitativi, energetici; la riprogettazione consentirebbe un aumento degli alloggi in funzione dei nuovi standard);
–        politica sui beni in affitto, incentivando attraverso politiche fiscali il recupero degli alloggi sfitti e rendendo conveniente la reimmissione sul mercato delle locazioni (con immediato effetto sui prezzi di mercato delle nuove residenze).
I nuovi interventi residenziali dovranno essere caratterizzati dalla sostenibilità (economica, energetica, sociale) e dall’elevata qualità architettonica e funzionale, che, attraverso una adeguata progettazione, non comporta costi superiori rispetto alla qualità corrente.

2 – Sant’Elia
Il problema di Sant’Elia è solo una parte, sia pure fondamentale, del problema irrisolto del rapporto della Città con il mare, e con il suo lungomare, che è la sua risorsa e vocazione naturale, a partire da Giorgino e dalla zona di San Paolo, attraversando via Roma fino a giungere a Su Siccu e Sant’Elia.
Il problema di fondo del quartiere di S. Elia sembra potersi individuare nella sua monofunzionalità: si tratta di un quartiere dove alla residenzialità non sono affiancate ulteriori funzioni forti, quali i servizi e il commercio.
La cancellazione da parte del Governo nazionale del progetto per le Zone Franche Urbane, senza nessuna opposizione da parte dell’Amministrazione cittadina, ha fatto cadere una grande occasione di integrazione sociale e produttiva nel quartiere, e la nuova Amministrazione dovrà studiare per proprio conto analoghe forme sostitutive per consentire il raggiungimento di analoghi benefici.
Il quartiere si colloca come una barriera e come un elemento slegato dalla Città; si dovranno dunque attuare tutti quegli interventi (alcuni avviati per poi essere abbandonati) che contribuiscano a collegare il quartiere alla Città (prolungamento della passeggiata lungomare fino a includere S. Elia, insediamento di attività attrattive per la Città e per il turismo, e occasione di occupazione giovanile) e a rendere appetibile nell’area l’insediamento di nuovi servizi (non più solo di carattere pubblico/sociale).
La ripresa degli interventi iniziati con la precedente Amministrazione Regionale, calati con più attenzione nella realtà dei luoghi, può costituire il giusto inizio di un’importante opera di risanamento di questa importante parte della Città.

3 – Il Poetto
Il Poetto rappresenta una, se non la più importante, risorsa turistica strategica.
Il Comune di Cagliari è stato l’unico tra i comuni costieri a non cogliere l’occasione del “Decreto Milleproroghe” per consentire agli operatori di vedere prorogate le concessioni e investire, di conseguenza,  nella riqualificazione delle strutture che costituiscono servizi essenziali per la fruizione del litorale.
Bisogna inoltre prendere consapevolezza che il problema del Poetto non può essere circoscritto al tema “baretti”, ma comporta di nuovo uno sforzo di ordine sovracomunale (di coordinamento e armonizzazione delle esigenze e dei piani dei singoli comuni) per sfruttarne appieno le potenzialità di spiaggia urbana (luogo del turismo, del tempo libero, dello sport) come di risorsa ambientale e paesaggistica (connettendola non solo fisicamente ma sopratutto funzionalmente al sistema retrostante del Parco di Molentargius), la cui fruizione deve estendersi a tutto l’arco dell’anno.

4 – Tuvixeddu
La vicenda Tuvixeddu è stata fatta incancrenire oltre ogni limite ma deve essere trovata una soluzione i cui costi, elevatissimi, non ricadano interamente sulla comunità o sull’integrità del bene.
Il contenzioso ha assunto, oltre gli ovvi aspetti economici e istituzionali, anche un carattere di contrapposizione personalistica che una Amministrazione del tutto nuova potrebbe cancellare consentendo una ricerca della soluzione secondo il principio originario, che si è invertito nel tempo, che la realizzazione delle residenze debba seguire, nel tempo e per importanza, la realizzazione del Parco e la salvaguardia delle preesistenze archeologiche. Secondo le prescrizioni ministeriali e regionali, saranno le residenze a doversi adeguare alle esigenze del bene e non viceversa, nella consapevolezza che questa sia l’unica strada per portare a buon fine una vicenda che non giova né alla Città e ai suoi abitanti né agli operatori economici interessati.

5 – Metropolitana e trasporto pubblico
La soluzione della metropolitana interrata per Cagliari è palesemente insostenibile per le incognite archeologiche e geologiche che pone. Vicende antiche come il tentato traforo della Fossa di S.Guglielmo, o recenti come i dissesti del sottosuolo di piazza D’Armi e Villanova fanno ragionevolmente presumere che i lavori di larga scala per una metropolitana sotterranea finirebbero per arrestarsi appena iniziati con costi facilmente immaginabili.
Ma è necessario sottolineare che quello del trasporto pubblico urbano è solo un importante tassello del problema più complessivo della mobilità cittadina che risente direttamente degli effetti prodotti ogni giorno dall’ingresso in Città di traffico dai centri limitrofi. La soluzione a questo, come a molti altri problemi della Città, deve essere individuata su scala intercomunale e a tal fine si renderebbe necessario un tavolo permanente, in cui Cagliari rivesta un ruolo guida tra pari, al fine di trovare soluzioni organiche e condivise per tutta l’area vasta.
C’è la necessità di attuare politiche in grado di invertire la tendenza di Cagliari (una delle Città italiane con il più alto tasso di motorizzazione) con l’offerta di un efficiente sistema di trasporto collettivo che costituisca una reale alternativa a quello individuale, sia alla scala territoriale che a quella locale. Le linee d’azione dovranno concentrarsi:
–        sul traffico privato (parcheggi di interscambio ai margini della Città e in luoghi strategici dell’area vasta);
–        sul potenziamento e razionalizzazione del trasporto pubblico (revisione dei percorsi attuali su gomma in base ad una visione strategica, ampliamento della metro di superficie in grado di servire capillarmente la Città e l’area vasta in maniera sostenibile e compatibile con le peculiarità urbanistiche e paesaggistiche, realizzazione del Centro Intermodale in piazza Matteotti che renda appetibile raggiungere Cagliari con treno o pullman e colleghi la Città con l’aeroporto in maniera efficiente e continuativa);
–        su interventi concreti a favore della mobilità debole (cicli e pedoni) mediante la realizzazione di percorsi riservati, l’informazione degli utenti, la creazione di un servizio che consenta di programmare il percorso più breve e sicuro; col bike sharing si è proposto un sistema debole, invitando i cittadini a pedalare ma senza fornire loro luoghi adeguati per farlo (a titolo di esempio, oggi non solo non esistono adeguati e continui percorsi ciclabili ma non è consentito il trasporto delle biciclette negli ascensori per Castello e sulla metropolitana);
–        pedonalizzazione attrezzata dei quartieri del Centro Storico, garantendo parcheggi al contorno e completamento e mantenimento in efficienza del sistema degli ascensori in alternativa ai percorsi meccanizzati previsti dall’attuale Amministrazione;
–        repressione dei comportamenti automobilistici, attualmente tollerati, che producono gravissimi intralci al traffico (es.: parcheggio in seconda fila e in corsie semaforiche, su strisce pedonali, ecc.).

6 – Anfiteatro romano
La futura amministrazione di Cagliari dovrà liberare al più presto l’Anfiteatro dalle sovrastrutture che lo nascondono alla libera fruizione e ne minacciano l’integrità, restituendolo alla sua straordinaria dignità e rendendolo un luogo di interesse per il turismo archeologico. Non si può pensare che quella dell’Anfiteatro continui a rimanere la risposta valida alla perenne fame di spazi per grandi eventi in Città: gli stessi eventi, probabilmente anche trasferendo e ristrutturando la medesima struttura in legno e metallo, possono essere dislocati in aree meglio servite e con minore impatto sulla Città, quali S. Elia, Giorgino, l’area attorno alla Fiera e la Fiera stessa; si tratta naturalmente di un intervento che deve rientrare in un discorso strategico che riunisca le logiche future della fruizione culturale, dei trasporti, dell’abitare, ecc.

7 – Centri e spazi culturali
Alla Città gli spazi per la cultura non mancano affatto, quello che si dovrà fare è un progetto integrato che ne regoli l’utilizzo e ne renda effettivamente disponibili quelli che ancora non lo sono; si deve costituire una rete con un programma definito in modo da allargare l’offerta e calibrarla sulla Città verificando passo dopo passo l’oggettiva qualità della proposta culturale e della gestione.
Il tema del riuso della Manifattura Tabacchi, un grande tassello nel cuore della Città, dovrà essere affrontato in maniera chiara e definitiva, per capire come inserirla nel sistema cittadino di spazi per la cultura: è risorsa di spazi da sfruttare per attività artistiche, ricreative, culturali, di formazione, a patto di far rientrare il tutto in un programma che ne garantisca la sostenibilità economica per la Città. Gli spazi direttamente destinati alla cultura possono e devono essere integrati da spazi per l’aggregazione sociale che li rendano vitali anche al di fuori dell’utilizzo istituzionale.
Spazi culturali non sono solo quelli destinati alle esposizioni permanenti o temporanee, ma anche luoghi per stimolare la creatività, in particolare giovanile, come strumento di aggregazione e di risposta al disagio.

8 – Pubblica amministrazione
Molti dei problemi affrontati in altre risposte trovano un punto critico gravissimo proprio nell’inerzia della Pubblica Amministrazione, incapace di garantire risposte positive in tempi adeguati ai cittadini, in particolar modo nei settori produttivi, spesso costituendo un elemento di dissuasione nei confronti degli investimenti e dell’occupazione.
Le ragioni di questo stato di fatto, ormai cronicizzato, sono da rintracciare principalmente in un pessimo rapporto tra amministratori e funzionari, dovuto a intrecci non chiari accumulatisi nel tempo e alla incapacità, oltre che alla cattiva volontà, della politica di governo cittadino di stabilire per sé e per l’Amministrazione regole chiare, semplici e uguali per tutti. Una politica in cui i rapporti con i cittadini non sono stati uguali per tutti, ha portato dirigenti, funzionari e impiegati a muoversi con circospezione e rifiuto delle gravose responsabilità che questo clima ha generato.
Il compito di una nuova politica di governo della Città è di restituire prontezza e chiarezza della Pubblica Amministrazione nei confronti di ogni cittadino, ricostruendo un quadro normativo snello e non ambiguo e stabilendo un leale rapporto di collaborazione nei confronti del proprio personale operativo.

9 – Città turistica
La politica per rendere Cagliari una vera Città turistica deve essere ancora una volta costituita da interventi organici e di vasta scala. E’ vero che l’area vasta dispone di un patrimonio ambientale, storico e archeologico di grandissima importanza, ma bisogna anche dire che tale patrimonio va messo a frutto mediante interventi che creino un sistema logico dell’offerta turistica coinvolgendo l’offerta museale e monumentale, l’utilizzo corretto dei beni ambientali e paesaggistici, la razionalizzazione dell’offerta commerciale cittadina (orari e giornate di apertura dei negozi) e di quella di intrattenimento. Il sistema dei bed & breakfast, fin qui affidato alla buona volontà degli operatori, deve essere sostenuto e promosso dall’Amministrazione comunale, in quanto risorsa non solo economica ma anche di rivitalizzazione del centro storico.
L’attenzione delle compagnie di volo low cost e degli operatori della crocieristica costituiscono per Cagliari un ottimo punto di partenza, con risultati ad oggi ancora lontani dalle aspettative e dalle potenzialità effettive del Capoluogo.
Per quanto riguarda le crociere, moltissima strada deve essere ancora compiuta. I segnali degli ultimi anni non possono far pensare che l’obiettivo sia stato già raggiunto, se Cagliari è ancora al 12° posto in Italia per traffico crocieristico, e moltissimo deve essere ancora fatto. Perché il porto cagliaritano possa diventare un punto di riferimento importante per il movimento crocieristico dovranno essere sviluppati e completati i relativi servizi logistici e intraprese azioni promozionali a scala internazionale.
Le caratteristiche dell’entroterra cagliaritano e la presenza quasi a bocca di porto di un aeroporto internazionale consentono la promozione del crocierismo ‘turn around’, nel quale il crocierista viene fatto sbarcare in Città per alcuni giorni e ripreso da un’altra nave o da un aereo, con ben maggior ricaduta economica.
Un altro tema che la nuova Amministrazione dovrà sviluppare, perché offre un mercato importantissimo in relazione alle nostre caratteristiche climatiche e ambientali, è quello del turismo congressuale. Cagliari è ancora esclusa dalle grandi occasioni congressuali, che pure sarebbero disponibili, non disponendo di adeguati spazi, relativi servizi e di un ricettività articolata in grado di assolvere questo compito molto specializzato. Lo sviluppo di un turismo congressuale avrebbe anche grandi ricadute in termini culturali e di promozione del territorio, non solo cittadino.

10 – Parco di Molentargius
Il Parco di Molentargius-Saline è una risorsa intercomunale, come rappresentato dalla composizione dell’organo di gestione. Purtroppo questo carattere non è stato colto in quella sede, diventato terreno di conflitto e di incomprensione, specialmente tra i due principali attori, Cagliari e Quartu. I modi della sua fruizione saranno fin troppo semplici e ovvi da attuare quando si sarà sciolto per reciproca volontà questo stato di cose. Il Comune di Cagliari deve svolgere un ruolo determinante per il superamento di queste diffidenze e contrapposizioni che hanno portato la gestione del Parco a una sostanziale paralisi. Dovranno essere affrontate alcune criticità, come quella dell’insediamento abusivo di Medau Su Cramu che dovrà essere infrastrutturato, non certamente a totale carico della comunità, per consentirne una ordinata permanenza nel contesto ambientale.
Utilizzando le vie d’acqua che costeggiano il Parco e che si estendono dall’hinterland fino al Porto e all’aeroporto, in collaborazione con gli altri Comuni e con la Provincia, che già aveva elaborato un progetto, potrebbe essere attuato un sistema di mobilità su imbarcazioni libero dai vincoli stradali e di grande attrattiva ambientale e turistica.

11 – Campus universitario
Anche su questo tema la soluzione è quella di sfruttare al meglio tutte le risorse esistenti. L’idea del grande campus in viale La Playa rimane valida e percorribile; si tratta di una grande occasione per dare risposte concrete ai tanti studenti fuori sede e nel contempo di riqualificazione e trasformazione profonda di una parte di Città spesso dimenticata.
Non si dimentichi che l’Università rappresenta per Cagliari un formidabile punto di forza e uno dei pochi punti che ancora la rendono appetibile ai giovani. Perché possa continuare a essere un elemento fondamentale nella cultura e nell’economia cittadina, è indispensabile mantenere possibile la frequentazione studentesca e attuare al più presto una politica di facilitazione che passa prevalentemente per la riduzione dei costi di alloggio che solo una struttura accentrata può garantire, oltre che a favorire l’aggregazione studentesca.
Non si dimentichi, inoltre, che una struttura di questo genere consentirebbe l’attuazione di programmi di summer school con le ovvie ricadute culturali, sociali ed economiche che questi programmi producono.

12 – Teatro Lirico
Il Teatro Lirico ha sì accumulato un enorme disavanzo, ma ancora dispone di una grande considerazione negli ambienti musicali nazionali e internazionali costruita nell’ultimo decennio che non può essere dissipato sull’onda della crisi economica in corso. Per non gettare il bambino con l’acqua sporca, bisognerà ricorrere a una politica culturale che favorisca le proposte originali, innovative e a basso costo, basate principalmente sui contenuti e sulle risorse umane stabili e non solo sui grandi nomi di cartello che non portano un valore aggiunto rispetto ai grandi costi, se inseriti in programmazioni scontate e di routine.
Le politiche di gestione del Teatro Lirico, risanate dei costi culturalmente improduttivi, dovranno tener conto della risorsa costituita dal Parco della Musica che andrà messo a sistema con il Teatro e con la Città per non vederlo morire inutilizzato.

13 – Stadio
Il problema dello Stadio si è incagliato nella polemica personalistica tra Massimo Cellino e Il Sindaco, portandosi dietro una serie di interessi immobiliari discutibili e non pertinenti.
La nuova Amministrazione dovrà riportare le decisioni sul terreno specifico delle esigenze sportive e ricreative, pur tenendo conto di tutte le necessarie dotazioni accessorie che ne rendano economicamente sostenibile la gestione.
Fondamentalmente si dovrà tenere conto che, al di là delle forme di gestione e della partecipazione privata, la struttura attuale è un proprietà pubblica che non può essere né svenduta né affidata per pochi spiccioli.
Le criticità emerse nella possibile rilocazione esterna al territorio comunale, e la smentita a chi prometteva tempi brevi per l’attuazione di quella soluzione, dimostrano che sia ancora possibile riaprire la partita di una localizzazione cittadina di questa struttura  di un suo utilizzo non limitato solo al ristretto numero di incontri calcistici.

14 – Risposta a una prima domanda non fatta
Cagliari ha urgente necessità di chiudere i percorsi di adeguamento dei propri strumenti di pianificazione. Il Piano Urbanistico Comunale, che sarebbe dovuto essere aggiornato da almeno due anni, è ancora in alto mare e il Piano Particolareggiato del Centro Storico avanza ancora faticosamente tra le fasi di approvazione.
La nuova Amministrazione dovrà impegnarsi per chiudere in modo snello, e non ambiguo questi due percorsi, per consentire a tutti, dai comuni cittadini agli operatori del settore, piccoli e grandi, di pianificare la propria attività nell’interesse collettivo e per lo sviluppo dell’occupazione e della qualità urbana.

15 – Risposta a una seconda domanda non fatta
Il rapporto con i comuni confinanti è la chiave di volta per la soluzione i moltissimi problemi della Città. La dimensione demografica e territoriale del capoluogo non è proporzionata al ruolo e alla quantità dei servizi e delle attività che è tenuta ad assicurare.
Perché Cagliari non sia vista e non funzioni, per questo motivo, come una realtà marginale è indispensabile che torni a dialogare e a pianificare con i comuni confinanti, insieme ai quali poter raggiungere una massa critica demografica e territoriale all’interno della quale trovano molto più facilmente risposta problemi altrimenti di difficilissima soluzione.
A questo scopo dovrebbe essere promossa l’istituzione di un tavolo permanente tra i comuni dell’area vasta, che, liberatisi da diffidenza e egoismo campanilistico, svolga un ruolo non formale ma autenticamente e concretamente operativo.

Antonello Cabras

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