Comunali a Cagliari: a Silvio non piace Fantola, il Pdl rimette in pista Massidda! Primarie del centrosinistra, ottimismo sull’affluenza

Posted on 26 gennaio 2011

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A pochi giorni dalle primarie del centrosinistra, precipita la situazione nel centrodestra. Da Roma arriva infatti un secco no alla candidatura a sindaco di Cagliari del leader dei Riformatori, Massimo Fantola. I vertici del partito di Berlusconi temono che Fantola, alle prossime e per nulla lontane elezioni politiche, molli comunque il Pdl e sostenga il Terzo Polo di Fini e Casini. Per il Pdl sarebbe una sconfitta bruciante e la perdita sicura di un seggio al Senato che, con i tempi che corrono, rischierebbe di essere determinante.

La ricostruzione fatta oggi dall’Unione Sarda è precisa e veritiera: se vuole essere anche il candidato del Pdl, Fantola deve giurare col sangue che alle prossime politiche sosterrà Berlusconi. Siccome non lo farà, il Pdl gli contrapporrà un candidato. Il nome più probabile è al momento quello di Piergiorgio Massidda.

Il senatore oggi è stato a Roma. Il partito gli ha chiesto il sacrificio di candidarsi. I sondaggi sembrano buoni, ma ora ne verranno commissionati degli altri. Il via libera a Massidda potrebbe essere ufficializzato la settimana prossima.

I tempi stringono perché da lunedì tutto il centrosinistra sarà in campagna elettorale. Sul nome di Fantola il Pdl romano non vuole sentire ragioni: “Sarebbe una beffa che lui avesse il nostro appoggio e poi sostenesse il Terzo Polo alle politiche”. Un ragionamento che non fa una piega e che avrebbe convinto anche il sindaco Floris (aspirante senatore e in queste settimane favorevole alla candidatura del leader dei Riformatori) ad pensare di accettare i “consigli” romani.

Fantola ora rischia di trovarsi in mezzo al guado. Se è vero che ancora non ha ufficializzato la sua candidatura (e questo gli consentirebbe comunque un dietrofront, per quanto acrobatico), dall’altra però è evidente che si è spinto troppo avanti e che non può più tornare indietro.

Peraltro Fantola, candidandosi contro il Pdl, si troverebbe in una situazione difficile, perché è evidente che il suo profilo politico non è certo quello da Terzo Polo. In questi mesi non ha mai detto una parola di critica contro l’immobilismo della giunta Floris, né è sembrato voler seguire Fini. E se il Pdl gli contrapponesse un candidato, come potrebbe prendere le distanze da un’amministrazione e da una giunta nella quale i suoi assessori hanno avuto e hanno ancora un ruolo di grande rilievo?

In ogni caso, al momento la conclusione più verosimile di questa vicenda (i cui contorni possono ovviamente cambiare drasticamente) è una clamorosa spaccatura nel centrodestra che porterebbe il candidato del centrosinistra quantomeno al ballottaggio.

Il Pd e gli altri partiti intanto si preparano alle primarie, galvanizzati dalla buona affluenza a Napoli e a Bologna. Improvvisamente quota diecimila non sembra più irraggiungibile.

Le consultazioni di domenica ci diranno soprattutto quanto valgono Antonello Cabras e il Pd. La candidatura del senatore ha generato molto malumori nella base, ma di fatto ha unito il partito.

Inoltre, se gli altri quattro candidati stanno dando evidentemente giocando tutte le loro carte, senza risparmiarsi (soprattutto Massimo Zedda, che dice senza retorica di voler puntare alla vittoria), quella del senatore è una campagna sottotraccia, poco urlata, quasi in surplace. Ma in via Emilia ostentano sicurezza. Si accettano scommesse.

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