Primarie a Cagliari: ha vinto il candidato più motivato. Ora Zedda spaccherà il centrodestra, per il Pd la certificazione della sua irrilevanza in città

Posted on 31 gennaio 2011

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No, non me l’aspettavo. Pensavo che avrebbe vinto il senatore del Pd Antonello Cabras, che secondo i miei calcoli avrebbe inflitto a Massimo Zedda lo stesso distacco che il giovane candidato di Sinistra e Libertà ha invece riservato al più esperto senatore.

Ma è finita nel modo più giusto. Perché ha vinto il candidato più motivato. Già dieci giorni fa avevo avanzato qualche dubbio sull’efficacia della campagna di Cabras: troppo sottotraccia, troppo in surplace, troppo istituzionale.

Il senatore ha peccato di presunzione. Al punto tale che ieri, invece che aspettare i risultati della consultazione, è volato a Washington, per partecipare non so a che cosa: il famoso incarico della Nato che gli aveva fatto dire, qualche mese fa, che lui rinunciava alla candidatura alle primarie. Avesse rinunciato veramente, si sarebbe evitato questa batosta. Ma in fin dei conti se la merita.

Ha vinto dunque il candidato giusto, quello che rappresenta meglio la voglia di cambiamento e di rinnovamento che da anni gli elettori di centrosinistra chiedono a gran voce. Ha vinto un trentacinquenne che ora darà vita ad una campagna elettorale vera, generosa, combattuta. Finalmente.

A differenza dei candidati che prima di lui hanno cercato di insidiare al centrodestra il Comune di Cagliari, Zedda ha dalla sua l’entusiasmo di un gruppo di giovani che credono nella vittoria. Se uniamo a questo fattore l’instabilità del centrodestra, una clamorosa vittoria a maggio non è impensabile.

Anche perché ora il centrodestra si dividerà ancor di più. Fantola e Massidda temevano soprattutto Cabras. Ora con il giovane Zedda penseranno di poter vincere a mani basse, e quindi nessuno dei due farà un passo indietro. Risultato: centrodestra ancor più spaccato e ballottaggio assicurato. E quando si arriva al secondo turno, tutto è possibile.

La domanda che molti si pongono è: “Ma adesso il Pd sosterrà lealmente Zedda?”. La domanda è pertinente ma solo in apparenza.

Prendiamola alla lontana.

Ora in via Emilia si affannano a spiegarci che Cabras aveva più probabilità di vincere le Comunali che non le primarie, ed è per questo che loro le primarie non le volevano fare. Un ragionamento che fotografa esattamente il segreto e malsano desiderio del Pd: vincere le elezioni senza i voti del Pd e forse senza nemmeno i voti del centrosinistra.

Il segretario cittadino Yuri Marcialis, spiega la batosta in maniera ancora più imbarazzante (per lui): “I nostri elettori, sapendo che il Pd aveva un solo candidato, non si sono preoccupati, hanno pensato che non fosse necessario recarsi in massa alle urne”. Come dire: “Siccome avevamo un solo candidato, nessuno dei nostri è andato a votare”. Urge seriamente uno specialista. La verità è che se un partito importante come il Pd affida la segreteria cittadina a quadri di valore così mediocre, il partito non vince le primarie nemmeno se candida Obama.

La verità è molto più semplice: Cabras era un candidato sbagliato. Profondamente sbagliato. Sulla carta poteva vincere, è vero. Ma sulla carta tutti i candidati sono vincenti. Il Pd si era illuso che, essendo Cabras un candidato unitario, questo bastava ad assicurarsi la vittoria.

Mi aveva colpito molto il commento di un lettore del blog, il Sindacalista, che aveva scritto: “Se per sindaco di Cagliari un sassarese propone uno di San’Antioco, e la sua decisione è avallata da un sanlurese, da uno di Samugheo e uno di Villa San Pietro, i cagliaritani che cazzo vogliono?”. Fuor di metafora: il Pd a Cagliari non esiste. Oggi ne abbiamo la certificazione, ma è da anni che il Partito Democratico in città è assente, irrilevante.

Questa per Massimo Zedda è una bella notizia. Perché se il Pd non è in grado di sostenere il suo uomo più prestigioso, non sarà nemmeno in grado di osteggiare il candidato del centrosinistra. Per Zedda si aprono sconfinate praterie nelle quali cercare e trovare voti in libera uscita.

E nel Pd cosa succederà adesso? Il fatto che Cabras è stato sostenuto da tutti i dirigenti lascerà la batosta senza padri. Ma sta anche a significare la crisi è più grave di quanto non sembri. L’unanimità intorno alla candidatura del senatore è un’aggravante e non un’attenuante, e dimostra che tutto il gruppo dirigente del Pd ha perso il contatto con la realtà e non è più in sintonia nemmeno con i suoi iscritti.

Il partito, nella sua funzione essenziale di selezionare la classe dirigente, si è dimostrato assolutamente inaffidabile. Se si votasse per le politiche con una legge che reintroducesse le preferenze, tutta la vecchia guardia sarda del Pd sarebbe spazzata via.

Con la vittoria di oggi si apre una pagina nuova nella storia politica del centrosinistra a Cagliari. Il Pd viene relegato ufficialmente ad un ruolo marginale nel quale, di fatto, era finito negli ultimi anni. Il centrosinistra ha dato segni di vita e di saggezza: perché per combattere una dura battaglia come quella per le Comunali di Cagliari è più saggio affidarsi ad un 35enne che ad un sessantenne. Il Pd invece è sprofondato. E agli amici di via Emilia conviene lavorare duro e sostenere lealmente Zedda se non vogliono rischiare di non essere nemmeno presenti nel prossimo Consiglio comunale.

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