Maurizio Porcelli, se questo è un uomo: “Via gli zingari da Cagliari”. E se invece ad andarsene fosse il presidente della Commissione Cultura? Dimissioni!

Posted on 9 febbraio 2011

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A pagina sei di Metro di oggi, il presidente della Commissione Cultura del Comune di Cagliari Maurizio Porcelli (Pdl) espone il suo pensiero sulla presenza dei rom in città. Non è la prima volta che lo fa in questi termini, ma a poche ore dalla presa di posizione del Presidente Giorgio Napolitano dopo la strage al campo nomadi di Roma, le parole di Porcelli sono ancor più agghiaccianti.

Questa è la sua dichiarazione, una summa di razzismo, ignoranza e volgarità. Poi non lamentiamoci della Lega.

 Dice Porcelli:
“I campi abusivi vanno smantellati e la gente deve essere rimpatriata. Non conosciamo la loro origine, non sappiamo se sono scappati dal loro paese. Sono stati spesi milioni di euro inutilmente e il risultato è sotto gli occhi di tutti: immondezzai rifiuti pericolosi e uno stato di degrado e di totale anarchia. Siamo dispiaciuti per la morte di quei poveri bambini ma queste situazioni avvengono perché i genitori li lasciano incustoditi nelle baracche. Qualcuno, visto che ci sono, deve fare rispettare le regole. Sono contrario a spendere anche un centesimo in più per chi occupa abusivamente il nostro territorio”.

Domanda semplice: ma prima di mandare via da Cagliari, perché l’opposizione in Consiglio comunale non fa di tutto per mandare via Porcelli dalla presidenza della Commissione Cultura? Perché non ne chiede le dimissioni?

Anche perché il Comune sta tenendo nel cassetto 400 mila euro già destinati dalla Regione al rifacimento del campo sulla 554. Sempre su Metro di oggi, l’assessore ai Servizi Sociali Anselmo Piras lancia addirittura l’allarme e dà la colpa addirittura alla “burocrazia”: “Tutto è ancora fermo e non possiamo prevedere i tempi”. Un modo maldestro per dire che non c’è la volontà politica e che il campo resterà in questa situazione da Terzo Mondo.

A Porcelli e a Piras consiglio la lettura di “Se questo è un uomo”, di Primo Levi.

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