Quirra, l’incredibile posizione del senatore Cosimo Gallo (Pdl): “Spariamo uranio nei poligoni e vediamo quello che succede!”. Il documento originale

Posted on 21 febbraio 2011

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L’Unione Sarda sta seguendo molto bene la vicenda di Quirra e oggi ci dà una notizia sconvolgente: mercoledì scorso, nel corso della seduta della Commissione parlamentare del Senato sull’uranio impoverito, Cosimo Gallo del Pdl ha sostanzialmente proposto di sparare proiettili ad uranio impoverito nei nostri poligoni per capire se veramente provocano malattie.  Penso che non ci siano molti commenti da fare. Ecco il verbale della seduta, con l’intervento di Gallo in neretto. Il documento lo trovate anche nel sito del Senato.

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Commissione parlamentare di inchiesta sull’esposizione a possibili fattori patogeni, con particolare riferimento all’uso dell’uranio impoverito

Mercoledì 16 febbraio 2011
19a Seduta

Presidenza del Presidente
COSTA
Interviene il dott. Antonio Onnis, Coordinatore della Commissione tecnica di esperti del Progetto di caratterizzazione ambientale del Poligono interforze di Salto di Quirra, accompagnato dall’ing. Ferdinando Codonesu, membro della stessa Commissione.

Assiste alla seduta, ai sensi dell’art. 23 comma 6 del Regolamento interno, il collaboratore della Commissione, capitano Paride Minervini.
La seduta inizia alle ore 14,15

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI

Il PRESIDENTE avverte che verrà redatto e pubblicato il resoconto stenografico della seduta odierna. Dispone altresì, ai sensi dell’art. 13, comma 3 del Regolamento interno, l’attivazione del circuito audiovisivo.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

Il PRESIDENTE dà lettura di una lettera inviatagli dal Consigliere del Presidente della Repubblica per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali che, rispondendo per incarico del Capo dello Stato alla lettera inviata dalla Commissione il 26 gennaio 2011, sottolinea l’opportunità di pervenire a conclusioni il più possibile condivise – così come è stata condivisa la deliberazione di voler informare il Presidente della Repubblica dell’andamento dell’inchiesta -, e di tenere conto delle risultanze emerse nel corso della discussione al pari delle legittime aspettative delle vittime e dei loro familiari.

Prende atto la Commissione.

Il PRESIDENTE avverte inoltre che sembrano in parte superate le perplessità espresse dalla Commissione bilancio sulla copertura finanziaria delle disposizioni relative allo snellimento delle procedure per il riconoscimento della causa di servizio e l’attribuzione dei benefici previsti dalla legge alle vittime del dovere e ai loro familiari, introdotte dalla Camera dei deputati nel corso dell’iter di conversione del decreto legge di proroga delle missioni internazionali. In particolare, sono pervenute da parte del Governo importanti assicurazioni circa l’intento di non sostenere proposte di modifica del testo licenziato dall’altro ramo del Parlamento.

Prende atto la Commissione.

Audizione del dott. Antonio Onnis, coordinatore della Commissione tecnica di esperti del Progetto di caratterizzazione ambientale del Poligono interforze di Salto di Quirra

Il PRESIDENTE ringrazia gli intervenuti per la disponibilità e la sollecitudine con cui hanno aderito all’invito della Commissione, che segue con interesse ma anche con preoccupazione l’evoluzione della vicenda del Poligono interforze di Salto di Quirra e dell’area ad esso circostante. Nelle ultime settimane, infatti, numerose notizie di stampa hanno concorso a richiamare l’attenzione della pubblica opinione, non solo sarda, sulle condizioni ambientali e soprattutto sanitarie della zona. A questo proposito, ritiene che il dott. Onnis vorrà soffermarsi sull’andamento del monitoraggio ambientale promosso dal Ministero della difesa, rispetto al quale la Commissione tecnica da lui coordinata svolge un’attività di valutazione e di analisi. In particolare, dai documenti trasmessi, già inviati a tutti i componenti della Commissione, risulta che negli ultimi mesi si è registrata una apparente stasi dei lavori o, quantomeno, un evidente rallentamento dei flussi informativi sulle attività in corso, riguardo ai quali – se tale giudizio è confermato – sembra opportuno un approfondimento, anche perché ci si riferisce soprattutto al lotto 3, riguardante il tema – di particolare interesse per la Commissione – dell’analisi degli elementi chimici in matrici ambientali e biologiche. Dalla relazione del dicembre 2009, infatti, si evince che il lavoro svolto per questo lotto suggeriva vari approfondimenti che, però, al gennaio 2011 risulterebbero ancora da completare.
Va poi segnalato il giudizio espresso dal dott. Onnis, a nome della Commissione tecnica, nella lettera del gennaio di quest’anno ai componenti del Comitato di indirizzo territoriale, circa la natura parziale delle iniziativa programmate rispetto alle attese di comprensione della relazione tra determinanti ambientali in studio e situazione sanitaria del territorio. Giova ricordare a questo proposito che il Decreto del Ministro della difesa 28 aprile 2008, istitutivo del Comitato di indirizzo territoriale, ha accolto solo in parte le indicazioni della Relazione conclusiva dell’inchiesta parlamentare svolta nella passata legislatura. Quest’ultima, infatti, segnalava la necessità che le competenti autorità militari e civili intraprendessero un’attività di monitoraggio sanitario e ambientale teso a chiarire l’eventuale presenza in loco di agenti inquinanti o di altri fattori di rischio per la salute umana. Il citato Decreto ministeriale, invece, si riferisce soltanto al monitoraggio ambientale. Poiché nel frattempo sono circolate altre notizie circa la situazione sanitaria dell’area, non ultime le relazioni del dott. Mellis e del dott. Lorrai, la Commissione è interessata ad acquisire la valutazioni della Commissione di esperti sugli ulteriori passi da compiere, anche in rapporto al fatto che, come la stessa Commissione afferma, il lavoro di monitoraggio ambientale condotto può rappresentare un prologo di ulteriori lavori dedicati agli aspetti sanitari ed epidemiologici. A questo proposito, peraltro, il Presidente ricorda che l’assessore alla sanità della regione Sardegna, nell’audizione del 19 gennaio, osservò che l’ipotesi secondo la quale il 65 per cento degli allevatori residenti nelle aree circostanti il Poligono di Salto di Quirra si sarebbero ammalati di leucemia o di linfoma negli ultimi dieci anni, sarebbe stata formulata in base a testimonianze raccolte dai dott. Mellis e Lorrai in modo non sistematico e non supportate, sotto il profilo epidemiologico, dall’accertamento del nesso tra le attività svolte nel Poligono di Salto di Quirra e l’insorgere delle patologie, né da una analisi della natura delle stesse. A questo punto sarebbe opportuno sapere dalla Commissione tecnica se è a conoscenza di iniziative sistematiche intraprese dalle ASL o dagli enti locali per avviare un lavoro di monitoraggio sanitario del territorio, anche in relazione all’inchiesta avviata dalla procura della Repubblica di Lanusei, e, in particolare, se ritiene opportuna l’iniziativa della Commissione di investire di tale problematica l’Istituto superiore di sanità.

Il dott. ONNIS ricorda preliminarmente di avere fornito, in preparazione dell’odierna audizione, alcuni documenti, richiamati dal Presidente, sull’attività della Commissione da lui coordinata, che ritiene utili ad inquadrare i presupposti e le finalità del Progetto di caratterizzazione ambientale del poligono di interforze di Salto di Quirra. Il Presidente nella sua introduzione ha opportunamente richiamato il fatto che il progetto riguarda i profili ambientali e non quelli sanitari: su tale versante, al momento, non sono in corso indagini o ricerche, salvo alcune iniziative del sistema veterinario per lo svolgimento di accertamenti sulla presenza di contaminanti chimici negli animali e nei prodotti alimentari.
Il Progetto di caratterizzazione ambientale avrebbe dovuto concludersi entro un anno, tale essendo il termine fissato nei contratti stipulati dal Ministero della Difesa con le ditte incaricate di svolgere le ricerche articolate su cinque lotti. In realtà non è stato possibile rispettare tale previsione e i tempi di consegna si sono raddoppiati: ciò è dovuto in primo luogo all’esigenza, avvertita anche dal soggetto appaltante, di effettuare le necessarie modifiche in corso d’opera e rinegoziare conseguentemente le condizioni di affidamento dei lavori con le ditte appaltatrici. Un altro motivo del ritardo è conseguenza del successivo ingresso, nel progetto, dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna (ARPAS), la cui partecipazione non era inizialmente prevista. La Commissione tecnica, peraltro, aveva già posto da tempo il problema del coinvolgimento dell’ARPAS nel progetto, come soggetto terzo, preposto alla valutazione dei metodi e dei risultati conseguiti dalle ditte appaltatrici e, pertanto, esprime soddisfazione su una scelta che deriva anche dalla consapevolezza di una maggiore complessità del lavoro in corso e che consente comunque di migliorarne l’assetto complessivo.
Nel corso delle indagini, alcune conclusioni, tratte da elementi informativi emersi in modo estemporaneo e non sistematico, non sono state oggetto di valutazione da parte della Commissione tecnica: tra di esse rientra anche la relazione dei due medici veterinari dott. Mellis e dott. Lorrai, per la parte contenente notizie su valori analitici che non sembrano idonei ad essere assunti come base per lo sviluppo di una ricerca epidemiologica di carattere sistematico. Attualmente è in corso l’attività di valutazione dei dati comunicati dalle ditte appaltatrici, a cura dell’ARPAS e della Commissione tecnica, che nei prossimi giorni si riunirà per una valutazione complessiva e per la redazione di una relazione conclusiva che, si auspica, potrà dare un serio contributo all’analisi del territorio, sotto il profilo ambientale.
Nella realizzazione del Progetto – prosegue il dott. Onnis – sono peraltro state rilevate alcune criticità: in primo luogo, occorre ancora completare l’assemblaggio dei dati raccolti, al fine di ricavarne informazioni statisticamente significative sulle materie oggetto dell’indagine; in secondo luogo vi è il problema della raccolta e dello studio dei dati epidemiologici sul territorio: al momento vi sono alcune ricerche di carattere descrittivo ma mancano studi epidemiologici sistematici e mirati a discernere il rapporto di causalità tra fattori di inquinamento ambientale e insorgenza di un certo tipo di patologie. Lo studio più recente risale al 2005: si trattava di un progetto europeo che prendeva in considerazione diverse aree suscettibili di inquinamento ambientale, tra cui anche quelle militari. Questa ricerca, pubblicata in un numero monografico della rivista “Epidemiologia e prevenzione”, ha peraltro confermato l’assenza di uno studio epidemiologico sistematico dell’area di Salto di Quirra. La Commissione tecnica ritiene necessario quindi impostare una tale ricerca e, a questo scopo, intende promuovere la costituzione di un board scientifico, composto dall’Istituto Superiore di Sanità e da altri istituti di ricerca, al fine di predisporre un progetto di studio epidemiologico non descrittivo che indaghi sul nesso causale tra inquinamento ambientale e insorgere delle patologie, sulla scorta di altre analoghe indagini condotte in Italia.
Per quanto riguarda il rapporto con la Procura della Repubblica di Lanusei, che ha recentemente aperto un’indagine giudiziaria sulla cosiddetta “sindrome di Salto di Quirra”, al momento la Commissione tecnica non è stata interpellata. Essa, peraltro, è pronta a collaborare con le autorità giudiziarie, ove ne sia richiesta.

L’ing. CODONESU ricorda che il quarto lotto del Progetto riguarda la predisposizione di un sistema informativo ambientale finalizzato al monitoraggio del territorio anche per quello che riguarda l’inquinamento elettromagnetico. A tale proposito, fa presente che la Commissione tecnica ha più volte sostenuto l’esigenza che un tale sistema sia in mano pubblica, al fine di garantire al personale militare e ai civili residenti sul territorio obiettività e completezza nella raccolta dei dati.
Il Progetto di caratterizzazione ambientale di Salto di Quirra – aggiunge l’ing. Codonesu – fotografa la situazione attuale ma non ricostruisce gli scenari del passato: negli ultimi venti anni, infatti, molte cose sono cambiate e anche la registrazione delle attività del poligono poteva, in passato, mancare dell’attuale accuratezza. In particolare, con riguardo agli anni passati, appare difficile rilevare la presenza di uranio impoverito nel territorio, e tale difficoltà aumenta con il passare del tempo, mentre è più facile trovare tracce di esso e di altri metalli pesanti su matrici biologiche, attraverso il rafforzamento della ricerca sanitaria ed epidemiologica, l’unica effettivamente utile, innovativa e idonea, soprattutto, ad evitare il rischio di ripercorrere sentieri già noti.

Il PRESIDENTE dà quindi notizia della composizione della Commissione tecnica, dalla quale si evince che tale organismo opera con competenze differenziate al suo interno, in assoluta autonomia.

A tale proposito il dott. ONNIS precisa che dei sei membri della Commissione tecnica, quattro sono nominati dalla componente civile del Comitato misto di indirizzo territoriale, e due dalla componente militare.

Il senatore SCANU (PD) osserva che dalla esposizione del dott. Onnis si comprende chiaramente che il carattere dell’indagine in corso nell’area di Salto di Quirra è soltanto di tipo ambientale. Si tratta di una circostanza dirimente, poiché le finalità dell’inchiesta in corso sono riconducibili in larga misura a questioni di tipo sanitario, mentre la Commissione tecnica per la sua composizione e per l’attività finora svolta, non appare del tutto adeguata a svolgere compiti di verifica per questo tipo di accertamenti. Secondo il dott. Onnis, inoltre, la campionatura sviluppata dai medici veterinari non appare corretta, in quanto è stata svolta senza osservare protocolli e procedure standardizzate. Occorrerebbe però interrogarsi su come si può procedere negli accertamenti sanitari sulla base di protocolli e metodologie validati e condivisi.
Un elemento di criticità segnalato dal dott. Onnis riguarda poi l’assenza di ricerche epidemiologiche ad hoc, mentre non mancherebbero studi di epidemiologia che è stata definita “descrittiva”, forse volendosi intendere con tale termine che essi sono meno precisi e più generici degli studi mirati. Tuttavia, poichè secondo l’epidemiologia descrittiva risulta comunque una presenza anomala di tumori nell’area circostante il Poligono di Salto di Quirra, potrebbe essere utile capire se l’uso di tale espressione non comporti, da parte del dott. Onnis, anche un atteggiamento prudenziale che, forse, nasconde una remora a parlare di fatti empiricamente noti anche se non scientificamente valutati. Il fatto stesso di una anomala incidenza di tumori nell’area del Poligono dovrebbe però indurre a formulare quanto meno delle congetture sulle cause e sulle modalità di prevenzione.
Peraltro, il dato riguardante l’assenza di studi epidemiologici ad hoc per le aree militari è di per sé sorprendente e dovrebbe indurre una maggiore prudenza in chi – come l’Assessore alla Sanità della Regione Sardegna in una recente audizione – ha affermato che le ricerche svolte finora non hanno evidenziato fenomeni patologici anomali nell’area del Poligono.
In conclusione, il senatore Scanu osserva che la proposta del dott. Onnis, di predisporre uno studio epidemiologico ad hoc utilizzando competenze di elevato valore scientifico e di assoluta terzietà, appare complementare alla mozione riguardante ad una moratoria nell’attività del Poligono interforze di Salto di Quirra che la sua parte politica ha presentato e che verrà esaminata dall’Aula del Senato giovedì 18 febbraio. Questa constatazione dovrebbe indurre tutte le componenti politiche a riflettere sul voto che si accingono ad esprimere su tale atto.

Il senatore CAFORIO (IdV) ricorda che la Procura della Repubblica di Lanusei ha avviato un’inchiesta sulla cosiddetta “sindrome di Quirra”, con l’apertura di un fascicolo contenente capi di imputazione molto gravi e con il sequestro di alcune aree del poligono. Ritiene pertanto opportuno acquisire la disponibilità del sostituto procuratore che sta conducendo tali indagini ad essere ascoltato dalla Commissione, al fine di conoscere le valutazioni e gli elementi di fatto che hanno indotto l’autorità giudiziaria ad agire. Peraltro, in questo caso, l’esercizio dell’azione penale sembrerebbe smentire l’attuale Direttore generale della Sanità Militare che, nel corso della sua audizione in Commissione, si prodigò nel sostenere l’affidabilità delle valutazioni circa l’assenza di elementi inquinanti contenute negli studi svolti in passato sull’area del Poligono di Salto di Quirra. Inoltre, sempre da notizie apparse sugli organi di stampa, risulta che dal 2008 tale Poligono è stato utilizzato da aziende produttrici di armi e da eserciti di altri paesi per condurre attività di carattere sperimentale. Anche su questo punto sarebbe importante acquisire le informazioni attualmente in possesso della magistratura.

Il senatore GALLO (PdL) ricorda che anche per quanto riguarda i Poligoni di tiro, il mandato della Commissione consiste nel verificare la sussistenza di un nesso causale tra particolari fattori patogeni e l’insorgere di gravi patologie nel personale militare e civile. A tal fine, a suo avviso occorrerebbe demandare ad un gruppo di lavoro interno alla Commissione, eventualmente assistito dai consulenti, il compito di accertare sul campo, mediante esperimenti effettuati nei poligoni con munizionamenti all’uranio impoverito o utilizzanti altre tecnologie, la effettiva presenza di tali fattori patogeni, come, ad esempio, le nanoparticelle di metalli pesanti, prodotte dalla combustione a temperature molto elevate derivante dall’impatto dei proiettili sui bersagli.

Il senatore SCANU (PD) nel dichiararsi d’accordo con la proposta formulata dal senatore Caforio, di ascoltare il sostituto procuratore della Repubblica che sta conducendo l’indagine sulla cosiddetta “Sindrome di Quirra”, propone, considerato l’imminente inizio dei lavori della Commissioni permanenti, di rinviare ad altra seduta il seguito dell’audizione odierna.

Il PRESIDENTE conviene con il senatore Scanu sull’opportunità di rinviare il seguito dell’audizione odierna ad altra seduta, osservando che già oggi sono emersi alcuni elementi rilevanti circa l’opportunità di avviare ricerche di carattere epidemiologico e sanitario sull’area adiacente al Poligono di Salto di Quirra, al fine di fornire informazioni complete ed obiettive sull’intera vicenda, finalizzate anche ad evitare che essa subisca amplificazioni di carattere mediatico che non sono mai utili all’accertamento della verità. A tal fine, a suo avviso, occorrerebbe anche valutare l’opportunità che la Commissione tecnica coordinata dal dott. Onnis sia integrata con competenze idonee a consentire la verifica di eventuali progetti di ricerca sanitaria ed epidemiologica.
Il Presidente ringrazia quindi gli intervenuti e rinvia il seguito dell’audizione ad altra seduta.

CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE

Il PRESIDENTE avverte che la Commissione tornerà a riunirsi mercoledì 23 febbraio alle ore 8,30, per il seguito dell’audizione del dott. Onnis e alle ore 14,30 per l’audizione del prof. Francesco Schittulli.

La seduta termina alle ore 15,05.

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Posted in: Politica, Sardegna