Maninchedda scrive alla maggioranza: “Il collegato alla Finanziaria non serve a niente e va riscritto”. Ecco la lettera

Posted on 22 febbraio 2011

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Il presidente della Commissione Bilancio, Paolo Maninchedda, ha scritto ieri ai capigruppo della maggioranza, ai componenti di maggioranza della Commissione Bilancio, alla presidente del Consiglio regionale Lombardo, al presidente della Giunta Cappellacci e all’assessore al Bilancio La Spisa. La lettera, riservata, fotografa in maniera precisa a cosa sta pensando il centrodestra che governa la Sardegna.

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OGGETTO: sull’esame del DL 222/ parte 1, ­ Disposizioni nei vari settori d/intervento (collegato alla manovra finanziaria 2011-2013).

E’ in qualche modo irrituale che il Presidente della Commissione si rivolga ai Capigruppo di Maggioranza e ai Componenti di Maggioranza della Commissione durante la discussione di un disegno di legge. Non nego l’imbarazzo, ma mi sento mosso dal dovere di non mettere a tacere la coscienza.

Sono rimasto sconcertato dalla decisione della Conferenza dei capigruppo di ritenere il Collegato prioritario rispetto al Disegno di legge sul sistema idrico integrato e a quello sulla Riforma sanitaria. Ne ho preso atto, ma mi sono anche domandato come far sì che la priorità decisa si traducesse in un vantaggio per i sardi. La politica non può e non deve permettersi perdite di tempo. Quel che sta accadendo nelle piazze del mondo arabo è un grande monito all’indifferenza del potere ai bisogni dell’uomo e al desiderio di libertà e di dignità che alberga nel suo animo.

Credo che nessun componente della Commissione sia inconsapevole della gravità della situazione sociale e economica della Sardegna. Personalmente la avverto come un dolore quotidiano che esige di essere contrastato.

Sarebbe nostro dovere: 1) mettere in atto tutte le misure necessarie perché le imprese riprendano a produrre Pii e lavoro; 2) soccorrere chi è in difficoltà; 3) ristrutturare la spesa regionale in modo da tagliare gli sprechi, ridurre la spesa corrente e aumentare gli investimenti. Nessuno di questi obiettivi è nelle righe del Collegato alla nostra attenzione.

Il capo I riguarda prevalentemente il Demanio e il patrimonio regionale, molto meno il federalismo fiscale e municipale; il secondo riguarda alcuni interventi di manutenzione legislativa riferibili alle attività produttive e di rifinanziamento di alcune società a partecipazione regionale; il capo IV si occupa di Interventi in campo ambientale e il V di Disposizioni varie.

Nelle more dell’acquisizione dei rispettivi pareri da parte delle altre Commissioni permanenti, la Commissione Bilancio inizierà martedì 22 febbraio p.v. un ciclo di audizioni dei rappresentanti delle categorie produttive e delle parti sociali.

Rilevo e segnalo, dunque, che il testo in esame (pervenuto al Consiglio regionale in data 15 novembre 2010), per quanto annoverante importanti disposizioni, non accoglie al suo interno alcuna misura tesa ad accogliere integralmente e severamente la responsabilità di fronteggiare duramente la crisi che sta colpendo la Sardegna. Non vi sono misure per fronteggiare i centri di indebitamento. In particolare, non vi sono misure per arginare la crescita della spesa sanitaria (e, continuo a dire, la Regione non conosce ora per ora, come sanno invece le altre regioni d’Italia, l’andamento della spesa sanitaria, né si ha la coscienza nel Consiglio regionale di quanto sia drammatico ammalarsi in Sardegna); non si interviene per la ricapitalizzazione di Abbanoa (importanti atti già approvati prevedono che la Regione capitalizzi Abbanoa per 64 Milioni di euro; oggi Abbanoa, mai capitalizzata, è esposta con le banche per una cifra notevolmente superiore e rischia di trascinare nella sua crisi il sistema delle imprese fornitrici di beni e servizi. Ricordo che l’Autorità d’Ambito è commissariata dalla Regione e che quindi la coinvolge nella sua responsabilità di indirizzo); né viepiù si prevedono interventi tesi a riqualificare la spesa regionale nella direzione di una progressiva riduzione della spesa corrente a favore delle spese per gli investimenti e per le imprese.

A ciò si aggiungano, in tema di finanza locale e regionale, i profili legati alla prossima emanazione dei decreti legislativi sul c.d. “fisco municipale” e sul c.d. “fisco regionale” i cui effetti finiranno inevitabilmente per ripercuotersi anche sulla nostra Regione, a nulla rilevando le procedure formalmente garantiste previste dall’articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42.

Come può notarsi, si tratta di problematiche dal prevedibile consistente impatto negativo sul bilancio regionale appena approvato e, quindi, di carattere vitale e prioritario a cui, ritengo, sia doveroso dare immediato riscontro già in sede di esame del disegno di legge n. 222. Chiedo pertanto che le forze politiche modifichino radicalmente la natura del provvedimento, lo rendano utile al momento drammatico che viviamo e rendano così il nostro lavoro moralmente e politicamente sostenibile e giustificato.

Distinti saluti
Paolo Maninchedda

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Posted in: Politica, Sardegna