Comunali a Cagliari: dopo le primarie, un mese di campagna elettorale buttato al cesso. Al primo vertice del centrosinistra disertano ben tre partiti! Zedda, cambiare strategia no?

Posted on 1 marzo 2011

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Ieri, a ben quattro settimane dalle primarie e ad appena due mesi e mezzo dalle elezioni, in via Emilia si sono tenute le prime riunioni del centrosinistra in vista delle consultazioni comunali a Cagliari.

Secondo l’Agenzia Italia, il vertice del tavolo regionale è stato “interlocutorio”. L’Italia dei Valori non ha infatti ancora “sciolto le riserve” su Massimo Zedda. La riunione è stata dunque aggiornata a lunedì prossimo.

Il tavolo cittadino ha visto invece l’assenza, oltre che dei rappresentanti del partito di Di Pietro, anche dell’Api e dei Rossomori (l’Upc ha già abbandonato l’alleanza da qualche settimana).

Ad un mese dalle primarie, il gran lavorìo diplomatico di Massimo Zedda e del suo partito ha dunque prodotto uno sconcertante vertice monco. Il candidato sindaco ha però detto che “Noi siamo disponibili ad aspettare, ovviamente procedendo con la campagna elettorale”.

Poche ma sentite parole: Massimo Zedda ha buttato al cesso un mese di campagna elettorale. Dopo la vittoria alle primarie, aveva su di sé tutta l’attenzione dell’opinione pubblica cittadina. Invece che spiazzare i partiti alleati che volevano fare i soliti giochetti e partire subito con gli incontri e le iniziative pubbliche, così come si conveniva ad un 35enne che doveva (e deve) spaccare tutto, Zedda ha scelto di giocare a fare il politico: il risultato lo si è visto ieri. Un disastro.

Per il resto, che dire? Basta saper leggere i giornali per intuire il gioco irresponsabile dell’Italia dei Valori. Il partito è spaccato. E quando un partito è spaccato, le fazioni cercano di esasperare lo scontro per annientare il nemico. Così, il coordinatore regionale Federico Palomba sta spingendo per presentare un candidato alternativo perché, dice,“Zedda è troppo di sinistra”. La strategia ritenuta vincente è la seguente: candidare un moderato che toglie voti a Fantola, impendendo così al centrodestra di imporsi al primo turno, e poi trattare con il Pd e Sel in vista del ballottaggi da una posizione ritenuta di forza. Aspetto per capire chi dovrebbe essere questo candidato in grado di togliere i voti a Fantola: Giovanni Dore? Patrizio Rovelli? Michele Pipia? O si ricandida Palomba come alle scorse Provinciali?

Poi c’è chi ritiene invece che “Zedda è troppo poco di sinistra” ed è Claudia Zuncheddu. Il vincitore delle primarie, nella sua conferenza stampa di sabato, ha mandato dei messaggi di pace alla consigliera regionale, cercando di convincerla a non abbandonare l’alleanza (e, secondo me, è per questo che i Rossomori ieri, indispettiti, non si sono presentati alla riunione). Ma da settimane la Zuncheddu, dopo essere uscita dal partito che alle primarie aveva proposto il validissimo Giuseppe Andreozzi, sta pensando seriamente di fare una sua lista (“Cagliari bellissima”) e di essere la candidata sindaco di uno schieramento indipendentista. Molti giovani esponenti della sinistra sono andati da lei nelle ultime settimane, scongiurandola di non fare un passo del genere. Ma è evidente che la Zuncheddu non sta pensando alle Comunali di Cagliari.

Che dire? E’ evidente che ai politici e ai partiti del centrosinistra di vincere in città non gliene fotte nulla. O meglio, gliene fotte nella misura in cui si preservano gli equilibri che garantiscono le candidature alle prossime elezioni regionali e politiche. Le candidature alle comunali determinano infatti quelle per le prossime due consultazioni, cioè quelle che per i partiti contano veramente. Non lo sapevate?

Massimo Zedda, con la forza dei suoi 35 anni e con l’autorità che gli veniva dall’aver sconfitto Cabras alle primarie, doveva sovvertire tutte queste liturgie di partito: invece finora le ha celebrate come il più consumato dei politicanti. Il risultato però è stato disastroso.

Così, cari amici, si va dritti dritti verso la disfatta: ne siete consapevoli? Certo, tanto poi se si perde è sempre colpa degli altri: degli elettori, di “Cagliari città di destra”, del Pd, delle Tre M, dell’Unione Sarda, del destino cinico e baro, e, perché negarlo, dei giornalisti disfattisti.

Io credo che se si andasse a votare fra una settimana, Fantola diventerebbe sindaco col sessanta per cento dei voti. Alle elezioni mancano due mesi e mezzo esatti. Vediamo se il centrosinistra continuerà ancora a farsi del male.

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