Comunali a Cagliari: alla fine l’Idv si arrende e sostiene Zedda! Nel centrodestra marasma totale: Oppi incazzato, Prato “spesato” e Fantola ancora in bilico

Posted on 7 marzo 2011

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A Cagliari da tempo, come due pugili barcollanti sul ring, centrodestra e centrosinistra menano colpi a vuoto e rischiano di crollare al tappeto. Oggi però il round se lo aggiudica lo schieramento progressista che imbarca ufficialmente nell’alleanza reduce dalle primarie l’Italia dei Valori. Il partito di Di Pietro ha infatti accettato di sostenere Massimo Zedda.

«Abbiamo sempre lavorato per costruire l’unità della coalizione e, in piena sintonia con la segreteria regionale, abbiamo deciso all’unanimità di convergere responsabilmente sul candidato risultato vincitore alle primarie di Cagliari». Perché questa “responsabilità”, mostrata stasera dal coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori, Patrizio Rovelli, e dal responsabile cittadino, Giovanni Dore, sia giunta ad oltre un mese dalle primarie, è uno di quei misteri della politica che non ha senso indagare.

Ogni giorno ha la sua croce, però. Come vi avevo già preannunciato, le Comunali ad Olbia rischiano di avere ripercussioni anche a Cagliari. Perché l’idea di imbarcare nel centrosinistra anche i finiani non piace alla Federazione delle Sinistre.

«Questa ipotesi sciagurata, inevitabilmente farebbe saltare le coordinate del tavolo regionale del centro sinistra», hanno minacciato Gianni Fresu, segretario di Rifondazione, e Alessandro Corona, segretario dei Comunisti Italiani.

Michele Piras, segretario di Sel, è stato più criptico: «Non siamo pregiudizialmente contrari, in questo specifico contesto locale, a una ipotesi di estensione dell’alleanza. Siamo per operare un tentativo di rottura di un blocco di potere e per sbloccare una dinamica democratica fortemente inquinata. Per fare ciò, tuttavia, riteniamo che il candidato a sindaco vada ricercato nel campo democratico e progressista della coalizione. Se esistono candidature noi le valuteremo». Occhio adesso: «Certamente, però, la nostra disponibilità non è da considerarsi al netto di ciò che gli alleati decideranno sui candidati di Sel che hanno vinto alle consultazioni primarie». Qualcuno me la spiega?

Se il centrosinistra arranca, il centrodestra è sull’orlo di una terrificante crisi di nervi. Il segretario regionale dell’Udc, Giorgio Oppi, anche oggi ha disertato il vertice convocato dal Pdl. Il Potentissimo ce l’ha praticamente con tutti, ma soprattutto con il vice coordinatore regionale dei berlusconiani, Settimo Nizzi, il quale ha avuto l’ardire di giudicare politicamente ininfluente l’assenza dell’Udc al primo vertice (e infatti Giorgione ora pone il veto sul ritorno di Egli alla guida del Comune di Olbia).

Nizzi continua a fare casino, è una scheggia impazzita, e per dare prova della sua potenza è riuscito perfino stasera a far cacciare l’assessore all’agricoltura Prato e a far nominare al suo posto nientemeno che Mariano Contu (astenersi dai commenti, grazie). In appena due anni gli assessori della Giunta Cappellacci sono già stati 25 (praticamente uno al mese), roba che manco Zamparini con i suoi allenatori.

Ma Oppi ce l’ha anche con i Riformatori che, zitti zitti, hanno imbarcato l’assessore al Turismo Crisponi, entrato in giunta come tecnico ed ora tesserato con il partito di Fantola. Il quale se ne sta quatto quatto in un angolo, aspettando che passi la buriana. Per lui questi sono i giorni più delicati. La sua sottile trama potrebbe spezzarsi da un momento all’altro.

Nel Pdl tutti parlano, e quasi sempre a sproposito: Delogu è disperato. Questi vertici poi sono uno spettacolo. Al punto tale che un vecchio maestro della politica politicante come Mario Floris, nel corso della prima riunione, si è alzato e ha detto ai berlusconiani che continuavano ad intervenire l’uno contro l’altro: “Mozione d’ordine: riunitevi tra di voi e mettetevi d’accordo. Ci vediamo lunedì”. Ma anche oggi questi dilettanti non hanno concluso nulla.

I due pugili cercano di assestare il colpo del k.o. Vincerà chi sarà capace di restare miracolosamente in piedi. Ma siamo alle comiche, non certo al Madison Square Garden.

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