Tuvixeddu, cos’e maccusu! Pur di costruire, Coimpresa millanta autorizzazioni ministeriali inesistenti e incasina la Giunta Floris!

Posted on 25 marzo 2011

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Cronache dal magico mondo di Tuvixeddu. Tenetevi forte che questa è bella.

Allora, qualche anno fa la Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna pose un vincolo sull’area del canyon.

Per i meno pratici, occorre dire che tutta la collina che conserva le tombe puniche è stata massacrata nel secondo dopoguerra da un’intensa attività di cava.

Visto che questo ulteriore vincolo bloccava l’edificazione delle palazzine di Coimpresa, la società di Cualbu e il Comune di Cagliari decisero di stipulare un intesa per spostare le volumetrie.

L’intesa arriva e viene messa nero su bianco in una delibera 48-2011 Giunta Cagliari approvata dalla Giunta Floris venerdì scorso, 18 marzo (presenti gli assessori e vicesindaco Maurizio Onorato, Giovanni Campus, Edoardo Usai, Raffaele Lorrai, Aurelio Lai, Giorgio Adamo, Antonello Melis e Paolo Carta, assente il sindaco Emilio Floris).

In oggetto, oltre al solito e irresistibile eufemismo “progetto di riqualificazione urbana ed ambientale dei colli di Sant’Avendrace” (la parola Tuvixeddu è tabù, perché se non la si nomina spariscono per incanto anche le centinaia di tombe puniche), leggiamo un rassicurante “approvazione di una variante non sostanziale al piano attuativo”.

La delibera è abbastanza complessa, ma ad un certo punto si legge chiaramente che:

la richiesta di variante al “Piano Attuativo” del “Progetto Norma” viene argomentata, sostanzialmente, con il proposito di voler “rappresentare un miglioramento qualitativo in particolare con riferimento al alcune tipologie costruttive e alla localizzazione di alcune volumetrie all’interno delle aree fondiarie; le soluzioni proposte sono state condivise con le parti istituzionali su citate (Mibac e Assessorato Regionale agli Enti Locali e Urbanistica) e rappresentano un ulteriore vantaggio per la pubblica amministrazione e quindi per la
collettività perché consentono un incremento significativo delle aree inedificate ai margini del parco”, come riportato nella nota trasmessa dalla Soc. Nuove Iniziative Coimpresa in data 14/03/2011, prot. 71/11.

Attenzione: Compresa comunica al Comune di aver avuto il via libera dal Mibac, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ossia proprio da quella Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna che aveva posto quello che è stato giornalisticamente definito “vincolo minerario” all’area del canyon.

Tutto bene? Qualche giorno fa la delibera viene portata in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. E che succede? Colpo di scena: la maggioranza di centrodestra si volatilizza, in un attimo l’aula si svuota. L’opposizione chiede la verifica del numero legale e la seduta viene sciolta.

Cos’è successo lo si è capito solo ieri, grazie ad una nota della Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna. Eccola:

Con delibera della Giunta comunale n.48/2011 è stata approvata in data 18 marzo una variante al piano attuativo del progetto di “riqualificazione urbana ed ambientale dei colli di San’Avendrace”.
Questa Direzione regionale ha ritenuto opportuno chiarire la propria posizione in merito con una nota  inviata il 23 marzo al Sindaco, alla Giunta e al Presidente del Consiglio comunale di Cagliari evidenziando come la variante in questione non sia stata oggetto di condivisione con questa Amministrazione in quanto non conosciuta.

Avete capito? Coimpresa ha millantato al Comune di aver avuto il via libera e invece al Ministero non ne sapevano nulla! Cos’e maccusu!

Certo che poi ci vuole coraggio a definire “non sostanziale” una modifica che comporta lo spostamento di interi palazzi!

Ma c’è di più. Così come il sovrintendente ai Beni Paesaggistici Gabriele Tola, anche la direttrice della Direzione Regionale, Maria Assunta Lorrai, ritiene che, dopo la recentissima sentenza del Consiglio di Stato, a Tuvixeddu non si possa più costruire nulla! Nada de nada! Hai voglia di spostare volumetrie! Non si può spostare una cosa che non esiste!

Nella stessa nota ha ritenuto inoltre di dover precisare che nessun incontro o confronto è intervenuto con le amministrazioni competenti successivamente alla recente sentenza del Consiglio di Stato n.1366/2011, evidenziando comunque di non condividere l’assunto secondo il quale nell’area trovano applicazione le prescrizioni di cui all’art. 49 delle N.T.A. (note tecniche di attuazione) del Piano Paesaggistico Regionale nel rispetto di quanto disposto dal terzo comma dell’art.15.

Ascumprè? A Tuvixeddu non si può co-stru-i-reeee!

Scusate, una cosa per un’altra: ma è vero che la figlia dell’ex sovrintendente archeologico Vincenzo Santoni non lavora più per Coimpresa? Vi risulta?

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