Clamoroso! In quattro giorni a Cagliari, i 700 tunisini non hanno ancora stuprato né rapinato nessuno!

Posted on 10 aprile 2011

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Se confermata, la notizia ha del clamoroso. I settecento tunisini che da giovedì scorso sono ospiti a Cagliari nell’ex caserma dell’Aeronautica di viale Elmas, al momento non hanno né stuprato né rapinato nessuno. Pare addirittura che non abbiano commesso neppure altri reati, benché da ormai due giorni siano liberi di uscire dalla struttura e scorrazzare senza limiti per la città. In molti sono stati addirittura avvistati alla vicina Città Mercato, dove (ma le testimonianza sono confuse) pare che abbiano pure acquistato regolarmente con soldi veri alcuni generi di prima necessità!

Nel centrodestra cagliaritano regna lo sconforto. Il candidato sindaco Massimo Fantola sul suo sito non riesce ad andare oltre un generico “c’è un problema sicurezza”. Ma è troppo poco per eccitare gli animi degli elettori.

Ieri a sollevare inutilmente la tensione ci ha provato l’Unione Sarda che ha titolato in prima pagina “In arrivo altri 1200 tunisini”, ma era una notizia completamente destituita di ogni fondamento, smentita immediatamente da tutte le autorità competenti (Prefetto in testa).

E inutile era stato perfino l’inatteso aiuto arrivato nelle prime ore dell’emergenza da autorevoli esponenti del Partito Democratico locale, che avevano preferito sbraitare contro il Governo (colpevole di “far calare dall’alto la sua decisione di mandare i tunisini in Sardegna”) piuttosto che richiamare in primo luogo le ragioni della solidarietà.

Dopo la bufala di ieri, oggi l’Unione prova a soffiare sul fuoco. “Donna accusa, aggredita dai tunisini”, titola a pagina 3. Un immigrato, le avrebbe addirittura “toccato il viso con la mano”.  “Sembra che siano esplose risse, ma per fortuna gravi conseguenze”, continua il giornale. Ma è ancora troppo poco.

Tutto il centrodestra cagliaritano è dunque in spasmodica attesa del primo vero reato compiuto da uno dei 700 tunisini. I comunicati stampa con le reazioni dei politici sono già pronti: “Era chiaro che sarebbe finita così”, “La situazione è esplosiva”, “La Sardegna non può farsi carico di tutta questa gente”, “La struttura è inadeguata”, “Ora si rischia il caos”, “Dobbiamo rimandarli indietro”, “Cagliari è una polveriera pronta ad esplodere”, e così via.

“Non sappiamo più cosa fare”, dice un esponente del Pdl che chiede di mantenere l’anonimato. “Abbiamo perfino evitato accuratamente di aiutare questi potenziali criminali, abdicando al nostro ruolo di Capitale della solidaretà. Avete forse notato l’intervento del Comune o della Regione in queste ore? Niente, niente di niente. Ma a Cagliari c’è una rete molto forte di associazioni che si sta mobilitando per dare a questi ragazzi vestiti, scarpe, biancheria. La Cgil sta facendo un gran lavoro e i cagliaritani si stanno mostrando solidali. Chi se lo sarebbe mai aspettato? Noi comunque, continueremo a non fare nulla. Alla lunga è un atteggiamento che pagherà. Perché magari alla fine i tunisini si esasperano e qualche cazzata la fanno. O no?”.

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