Chi tocca la Saras, muore. Un altro operaio perde la vita in raffineria e il centrodestra sardo si inginocchia davanti ai Moratti

Posted on 12 aprile 2011

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No, forse Pierpaolo Pulvirenti non è morto per colpa della giunta Cappellacci o dell’assessore alla Sanità Liori, accusato dal centrosinistra in Consiglio regionale di non aver potenziato i servizi di prevenzione in capo alle Asl. Ci penserà l’ennesima inchiesta della magistratura a dirci perché alla Saras si muore sempre più spesso.

Ciò che sconcerta è invece la totale acquiescenza del centrodestra sardo nei confronti della famiglia Moratti, proprietaria dell’impianto di Sarroch. Nemmeno in questa tragica occasione (che segue di appena due anni fa quella in cui nella raffineria morirono tre lavoratori) il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, hanno sentito la necessità di richiamare con forza la proprietà della fabbrica ad una maggiore osservanza dei protocolli di sicurezza.

Non dico un’accusa, ma neanche una critica alla società dei Moratti.

Il presidente Cappellacci ha mandato nelle redazioni una nota talmente fredda da sembrare un prestampato a cui andava aggiunto solo il nome dell’operaio morto:

“Il sacrificio di chi perde la vita sul posto di lavoro è una tragedia che suscita profonda commozione scuote la coscienza di ciascuno di noi. In queste ore vorrei esprimere la mia solidale partecipazione al dolore della famiglia di Pierpaolo Pulvirenti”. Così il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la tragica morte dell’operaio della Saras. “Vorrei manifestare – ha aggiunto il presidente della Regione- anche la mia sentita vicinanza agli altri operai rimasti feriti nel tragico incidente e ai loro cari”.

Forse Cappellacci pensa che i Moratti, come il ministro Tremonti, non devono essere criticati perché senza la loro benevolenza la Sardegna sarebbe più povera. A seguire questa china, l’isola si ritroverà presto a non avere più diritti, ma solo a poter sperare in gentili concessioni da parte di quel potere che ha scelto Cappellacci quale il nostro vicerè.

La presidente del Consiglio Claudia Lombardo almeno ha avuto il coraggio di citare gli operai morti nell’incidente avvenuto due anni fa:

Il più profondo cordoglio è stato espresso, anche a nome dell’intero Consiglio regionale, dalla presidente Claudia Lombardo alla famiglia del giovane operaio morto nell’incidente avvenuto ieri sera nello stabilimento della Saras.
“Il Consiglio regionale – ha detto la presidente – si stringe attorno alla famiglia di Pierpaolo Pulvirenti, l’ultima vittima del lavoro in Sardegna”.
La tragedia di ieri, dove sono rimasti feriti altri due operai, avviene a quasi due anni di distanza da un altro incidente, avvenuto  in circostanze molto simili in cui persero la vita tre operai.
“Non è ammissibile – ha detto la presidente – che i lavoratori continuino a morire per adempiere alle loro funzioni”.
La presidente ha inviato anche i migliori auguri di pronta guarigione ai due operai coinvolti nell’incidente.

Parafrasando la Lombardo, non è ammissibile che le istituzioni sarde abbiano così tanta paura dei Moratti. Dentro la Saras è morto il giovane Pulvirenti, la paura dei nostri politici invece ammazza tutti noi.

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Posted in: Politica, Sardegna