Follie sarde! Barrack stravolge il Piano Casa, costruisce in riva al mare in Costa Smeralda e la Cisl e la Uil lo difendono!

Posted on 29 aprile 2011

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Ma i sindacati che cazzo di modello di sviluppo hanno in mente per la Sardegna? Perché spesso dicono una cosa e poi ne fanno un’altra? Perché difendono ottusamente tutti i settori, anche quelli che impoveriscono l’isola?

Io lo vorrei capire, perché vedere la Cisl e la Uil schierate in Gallura a favore di Tom Barrack e dei suoi cantieri di Romazzino (bloccati dal Tar) mi fa venire il sangue alla testa. A voi no? E allora leggete questo articolo pubblicato ieri dalla Nuova Sardegna.

Vi ricordate il Piano Casa, quello voluto dal centrodestra alla Regione per rilanciare l’economia? Bene. Come ricorderete, prevedeva degli incrementi di volumetrie anche per le strutture edilizie realizzate nella fascia dei trecento metri dal mare, fascia nella quale per legge è impossibile costruire ex novo.

Cosa ha fatto il padrone della Costa Smeralda? Interpretando a modo suo il Piano Casa di Cappellacci, ha sfruttato l’aumento di cubature non per ingrandire uno stabile già esistente, ma per realizzare sei nuove suites a Romazzino, in riva al mare! esattamente il contrario di quello che prevedeva lo spirito della legge! E siccome le ville tolgono il panorama ad una coppia di miliardari (russi, mi sembra) è partito subito il ricorso al Tar! E il Tar cosa ha fatto? Ha bloccato tutto, dicendo che in Costa Smeralda il Piano Casa è stato applicato in maniera maldestra. Ebbà?! Guardatevi questo servizio di Videolina, che spiega bene tutto.

A questo punto cosa succede? Che la Cisl e la Uil territoriali manifestano per chiedere la ripresa dei lavoro nei cantieri! E questo perché? “Perché in Gallura c’è la crisi”. Che ovviamente si supera facendo riaprire un cantiere praticamente illegale!

Ora, cari segretari regionali della Cisl e della Uil, Mario Medde e Ticca, mi dite una volta per tutte qual è il modello di sviluppo che voi immaginate per la Sardegna? Uno, uno solo, non i mille modelli possibili come finora ipocritamente avete fatto. Perché non si può contemporaneamente invocare uno sviluppo sostenibile e poi chiedere alla Regione di trovare una soluzione per aggirare la sentenza del Tar e difendere il padrone della Costa Smeralda che ha costruito in riva al mare, alla faccia nostra e delle nostre leggi.

Il modello gallurese è perdente, impoverisce il territorio: perché voi continuate a preferirlo anche quando questo si sviluppa in operazioni controverse al limite della legalità? Pensate veramente che sei nuove ville in riva al mare facciano la ricchezza della nostra isola?

E non ditemi che i sindacati territoriali esprimono le loro valutazioni in autonomia, perché allora siete alla schizofrenia, alla follia più totale!

Ripeto: perché i sindacati continuano a chiedere tutto e il contrario di tutto senza capire che bisogna fare delle scelte? Chiedono (e giustamente) alla politica di essere efficiente, ma poi continuano a pretendere la riapertura dell’aeroporto di Fenosu, una delle più grandi vergogne della Sardegna, aperto per volontà del centrodestra oristanese solo per fini elettorali.

E perché la Cisl continua a difendere in maniera vergognosa le attività che si svolgono nel poligono di Perdasdefogu, arrivando addirittura a chiedere la denuncia dei giornalisti per procurato allarme?

Posti di lavoro frutto di speculazioni edilizie in Costa Smeralda, aeroporti fantasma e poligoni militari: è questo il futuro che i sindacati immaginano per la Sardegna?

Davanti alla manifestazione di Arzachena, Cisl e Uil come possono pretendere di essere credibili e di dare lezioni alla politica?

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