La Nuova Sardegna in stato di ebbrezza! Tre pagine in quattro giorni per un semplice reading del duo Fois-Murgia!

Posted on 30 aprile 2011

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Sto perdendo colpi. Una volta sapevo distinguere le notizie, l’importanza degli eventi, soprattutto culturali. Invece la Nuova Sardegna mi ha riportato alla realtà. Vi chiedo scusa, perché non avevo capito la valenza del reading “Storie di vite”, scritto da Michela Murgia e Marcello Fois e messo in scena giovedì al Man di Nuoro. Una lettura recitata dagli stessi scrittori a cui la Nuova ha dedicato la bellezza di tre pagine in quattro giorni, un trattamento evidentemente speciale.

Mercoledì la presentazione dell’evento in apertura delle pagine culturali, con un ampio servizio dal titolo “Enologia e Letteratura. Per raccontare Storie di vite“. Un giusto lancio per l’iniziativa (i cui “testi portanti sono di due tra i più amati scrittori sardi, Marcello Fois e Michela Murgia“), organizzata e commissionata nientemeno che dal un consorzio di cantine e di produttori di vino.

Giovedì, giorno dell’iniziativa, la Nuova ha preferito (sobriamente, è il caso di dire) non tornare sulla notizia, e mi chiedo il perché, visto che magari con una semplice mezza pagina con foto si poteva promuovere meglio l’evento.

Evidentemente la stessa domanda se la deve essere posta qualcuno che conta, perché ieri ed oggi il quotidiano ha cambiato registro, assegnando di fatto all’iniziativa ben due intere pagine!

Ieri pubblicando il testo di Marcello Fois (“Oltre ogni divisione la cultura della vite è storia di un popolo”), accompagnato da una interessante riflessione dal titolo “Canto al Vermentino e al Cannonau, preziosi tesori”. Il tutto annunciato ovviamente da un richiamo in prima pagina.

Oggi poi, in nome della completezza della notizia, un’altra intera pagina (con foto e titolo anche in prima). In apertura delle pagine culturali troviamo la recensione del reading (“Il vino sardo si veste di poesia e scienza. Il sogno di un reading”), poi sotto (per par condicio) anche il testo di Michela Murgia (“Pigiare con i piedi quegli acini: che senso di libertà”).

Certo che a leggere le tre pagine mi assale un senso di inadeguatezza. “Se hanno fatto tre pagine in quattro giorni vuol dire che era una cosa imperdibile! La rifaranno?”. Niente paura: “Agli scettici consigliamo di partecipare al reading”, ci dice la Nuova, “sarà possibile vederlo al festival di Gavoi”. Speriamo che il quotidiano ne parli stavolta con un certo anticipo e diffusamente.

Cari amici della Nuova Sardegna, anche le notizie culturali hanno una loro dignità. Da anni tutti gli operatori culturali e di spettacolo isolani devono sputare sangue per avere, non dico una recensione, ma soltanto la semplice notizia dei loro lavori sulle vostre colonne, perchè gli eventi sono tanti e lo spazio limitato. Ma per certe firme lo spazio (spropositato) c’è sempre. Talvolta anche in maniera immotivata, ingiusta e, come in questo caso, vergognosa. Nelle pagine culturali della Nuova succede l’equivalente di ciò che capita nelle pagine politiche dell’Unione: parlano sempre gli stessi.

Stimo Michela Murgia e la reputo una mia amica e a lei vorrei rivolgere queste mie considerazioni. Da un po’ di tempo peraltro si occupa di informazione (ho anche difeso il suo laboratorio di giornalismo) e adesso pubblicamente mi chiedo: questo delle pagine culturali della Nuova è un modo corretto e trasparente di fare giornalismo? A chi giova e invece chi danneggia questo spazio spropositato che la Nuova Sardegna offre sempre e comunque, qualsiasi cosa facciano, a Michela Murgia e Marcello Fois?

Non ce l’ho né con i due scrittori né con i lavoro che fanno, non è questo il punto. Ma si rendono conto però che dedicare tre pagine in quattro giorni ad un reading sul vino (benché scritto da loro) non è una cosa giornalisticamente normale?

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