Comunali a Cagliari: spigolature elettorali su mons. Mani, Ignazio Artizzu, Massimo Zedda e Beppe Grillo

Posted on 3 maggio 2011

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Quattro episodi che non entreranno mai in un pezzo giornalistico ma che meritano di essere raccontati.

Sabato 30 aprile
Futuro e Libertà convoca una conferenza stampa sul destino dell’Anfiteatro romano di Cagliari: voglio esserci. Nella sede di viale Diaz, insieme al candidato sindaco Ignazio Artizzu, è presente il coordinatore nazionale del partito, Roberto Menia. “Noi siamo la nuova destra europea, la destra che guarda al futuro”, dice, “siamo la destra moderna…”. Improvvisamente squilla il cellulare di uno dei militanti presenti: la melodia è, senza dubbio alcuno, quella di “Giovinezza”. Ignazio Artizzu si mette le mani sul viso, vorrebbe sprofondare.

Domenica 1° maggio
Oggi è Sant’Efisio. In via Sant’Efisio incontro Massimo Fantola, ci salutiamo cordialmente e ci facciamo gli auguri. In piazzetta c’è troppa gente, ho mia figlia sulle spalle, ritorno verso piazza Yenne. Passa il santo. Poi mi sposto nel Largo. All’altezza di via Mameli vedo assieme Renato Soru e Massimo Zedda. Ci salutiamo e mi avvicino. Faccio notare che dall’altra parte della strada, davanti a noi, c’è l’assessore alla Sanità, Antonello Liori. Il candidato sindaco però è sovreccitato: “Prima ero in via Roma. E non mi affronta Biggio?”. Il direttore della Fiera ieri, durante l’inaugurazione, ha salutato dal palco il candidato di centrodestra ma non quello di centrosinistra, affermando platealmente di non conoscerlo. Imbarazzo in sala, polemiche sui giornali. “Incontro Biggio e mi dice: Guardi che lei senza il mio invito alla Fiera non può entrare!”. E tu cosa gli hai risposto? “Che io sono consigliere regionale e che l’invito lo avevo ricevuto firmato da lui”. Non vorrei ricordare male, ma dopo sarebbero partiti anche degli insulti.

Lunedì 2 maggio
Al Bastione c’è il comizio di Beppe Grillo. In attesa dell’inizio si parla con dei colleghi del più e del meno, poi vediamo uno strano movimento e ci accorgiamo che l’attore sta concedendo un’intervista alla collega di Videolina. Ci facciamo spazio tra la gente e avviciniamo i nostri microfoni. Delle cose che dice mi colpisce molto “i giornalisti sono il cancro di questo paese”. Poi noto che parla di una “acropoli” dove qualcuno vorrebbe costruire, dice che la Sardegna ha due milioni e mezzo di abitanti, poi sul palco parla della spiaggia del “Pioetto” e di una zona della Sardegna chiamata “Olgiastra”.

Lunedì 2 maggio
In concomitanza con Grillo ci doveva essere al Mediterraneo l’incontro con il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. “Non è ancora arrivato, lo stanno aspettando da un’ora”, mi dicono in redazione. Così faccio un salto a vedere. Sala strapiena, caldo. Mi affaccio da una porticina secondaria, sento la fine dell’intervento di Zedda, poi l’inizio di quello di Bersani. Non so perché ma il segretario cita un paio di volte la città di Pordenone. Mi stufo, mi allontano, saluto qualcuno, scambio quattro chiacchiere nella hall.
Poi all’improvviso, una visione: monsignor Giuseppe Mani, arcivescovo di Cagliari. Rimaniamo senza parole: lo vediamo attraversare la sala accompagnato dal suo segretario. “Ma sta andando a sentire Bersani??”, ci chiediamo tutti. Invece, all’improvviso, entra in una saletta. Fuori c’è scritto “Rotary Nord”. “Nel corso della cena ci parlerà della beatificazione di Papa Woityla”, mi dice uno degli iscritti, mio amico. Mani ad una cena del Rotary. “Questo domani lo devi raccontare in radio!”, mi dice Graziano Milia. Sarà fatto.

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