Basta servitù militari, basta! No ai nuovi radar della Guardia di Finanza lungo le coste della Sardegna: mobilitiamoci!

Posted on 13 maggio 2011

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Proprio mentre l’inchiesta della magistratura di Lanusei sta portando alla luce l’impatto della base di Perdasdefogu sugli abitanti della zona di Quirra, c’è chi vorrebbe realizzare nuove servitù militari senza il consenso dei territori interessati. È il caso di quattro radar della Guardia di Finanza che dovrebbero essere costruiti a Sant’Antioco, Fluminimaggiore, Tresnuraghes e all’Asinara. L’utilità di questa rete di strutture militari è ancora sconosciuta. Di certo le amministrazioni locali non sono state coinvolte e gruppi di cittadini si stanno opponendo.  A Fluminimaggiore il sito viene presidiato da qualche giorno, ma c’è bisogno di far conoscere la protesta e dare una mano. Per questo vi propongo questo appello dell’attivista Sandro Martis.
Poi, come ha scritto un ascoltatore di Buongiorno Cagliari: “Radar della Guardia di Finanza? E no ci podianta ponni dus canisi?”. Concordo.

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Da qualche settimana si sta tentando di procedere all’installazione di, sembra, quattro radar militari, definiti “anti-migranti”, sulla costa occidentale della Sardegna (Sant’Antioco; Fluminimaggiore; Tresnuraghes; Stintino o, sembra, Argentiera).

La questione può essere approfondita su: http://noradarcaposperone.blogspot.com/

Dico “si sta tentando”, perché, inaspettatamente, cosa che commuove, la popolazione, prima a Sant’Antioco, poi a Fluminimaggiore, poi, si spera, altrove, si sta opponendo, all’ennesimo “ordigno” militare calato dall’alto, sulle teste incolpevoli e inconsapevoli (gli amministratori, ovviamente al corrente del progetto, si son ben guardati dall’informare la gente), in una regione che già sopporta i due terzi delle installazioni militari di tutta la penisola (e quanto tali strutture, oltre ai risvolti morali, facciano bene alla salute, che si tratti di onde elettromagnetiche di radar o effetti collaterali di esercitazioni, e con quale rispetto della volontà popolare siano installate e utilizzate, lo si può intuire guardando a quel che avviene a Quirra, e alle indagini della magistratura).

A Sant’Antioco c’è stata una bella (molto partecipata, senza bandiere di partito) manifestazione qualche settimana fa; e i cittadini stanno presidiando i siti per bloccare le ruspe, a Sant’Antioco (Su Semafuru) e Fluminimaggiore (Capo Pecora).

I militari e i tecnici, già presentatisi più volte, in diversa foggia, con ruspe, elicotteri (vedi allegato), sedicenti esperti (le onde di quel particolare tipo di radar, appositamente studiato per i Sardi, pare ci facciano diventare più alti, biondi, e con gli occhi azzurri), e carabinieri “con i pennacchi e con le armi” che identificano i manifestanti, sono stati finora respinti con successo.

Ma i tentativi continueranno, e, passato l’entusiasmo iniziale, molti, tanto più se si è pochi, saranno presi da stanchezza e scoramento.

Ciò che sta avvenendo è cosa rara e bella. Si dice no ad un’installazione militare che fa male da molti punti di vista. Facciamo che non muoia.

Mando questa mail a mo’ di appello: c’è bisogno di gente! Chi abiti vicino alle installazioni, ma non solo, può aderire ai comitati, può costituirli ove ancora non ci siano… e soprattutto, cosa più facile e più… necessaria, può dare la propria disponibilità per i turni nei presidii… C’è bisogno di gente!

Chi voglia collaborare, in qualsiasi modo, ove non abbia già altri riferimenti, può mettersi in contatto anche con me.

Saluti

Sandro Martis
sandro.martis@lillinet.org

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Posted in: Ambiente, Sardegna