Il nuovo sport cagliaritano: far pagare al sindaco Zedda il conto dei disastri lasciati dai suoi predecessori. E in via Roma il centrodestra ha pure avvelenato i pozzi

Posted on 7 giugno 2011

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 Si svegliano tutti ora. Tutti chiedono al Comune di Cagliari di “fare qualcosa” e, ovviamente, di “fare in fretta”. Come se improvvisamente, a meno di dieci giorni dall’esito delle elezioni e a poche ore dalla proclamazione ufficiale del nuovo sindaco Zedda, senza che nemmeno il nuovo Consiglio si sia insediato, la città dovesse già cambiare marcia, decollare, essere un esempio di buongoverno.

Le emergenze Anfiteatro e Poetto stanno lì a raccontarci l’ipocrita posizione di chi adesso mette sotto pressione Massimo Zedda chiedendogli miracoli. Eppure sono le stesse persone che per anni si sono accontentate delle prese in giro del sindaco Floris e della sua maggioranza di centrodestra, incapaci di qualunque decisione se non finalizzata alle carriere personali dei singoli.

Oggi dalle colonne dell’Unione Sarda di oggi Massimo Palmas di Sardegna Concerti dice che “l’estate cagliaritana è morta” e questo solo perché il sindaco Zedda ha opportunamente chiarito che quest’anno l’Anfiteatro romano resterà chiuso. Palmas adesso minaccia di annullare tutto. Peccato che lui e tutti gli altri organizzatori di spettacolo avessero ricevuto ai primi di febbraio una comunicazione dall’assessore alla Cultura del Comune, Giorgio Pellegrini, con la quale venivano informati dell’indisponibilità del monumento per i concerti estivi.

Palmas & co. hanno perso dunque quattro mesi di tempo, nei quali hanno fatto di tutto (compreso organizzare ridicole fiaccolate notturne con l’onorevole Pili) piuttosto che chiedere per tempo al Comune guidato da Floris una sacrosanta alternativa allo spazio dell’Anfiteatro, ed ora vogliono far ricadere la responsabilità dell’annullamento dei loro spettacoli alla nuova amministrazione.

E peccato che dal 2000 (cioè da quando le sovrintendenze intimarono al Comune di smontare la legnaia) che l’amministrazione di via Roma non riesce (o non vuole) affrontare la questione di uno spazio adeguato per gli spettacoli estivi. Ci dissero che avrebbero costruito un arena da 10.500 posti a Sant’Elia, e non se ne è fatto niente. Ci dissero che avrebbero attrezzato il padiglione della Nautica alla Fiera, che c’erano già i soldi, e non se ne è fatto nulla. Tante belle promesse, a cui a tanti è convenuto credere. Ma ora la città è allo sbando, per undici anni il centrodestra ha pensato ai fatti suoi e ora il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Cosa volete che faccia in pochi giorni Massimo Zedda, peraltro affiancato da una dirigenza che è in parte a dir poco collusa con la vecchia amministrazione? Perché lascia interdetti la posizione dei dirigenti del servizio Verde Pubblico che hanno improvvisamente negato l’uso del Parco della Musica. Strano, perché solo pochi giorni fa proprio Sardegna Concerti con una bella pagina pubblicitaria sull’Unione Sarda annunciava i concerti di Paolo Conte e Sergio Mendes proprio nel nuovo spazio a ridosso del Teatro Lirico. Cos’è successo? Cosa vuol dire “questo servizio ha in gestione l’area da dieci giorni, pertanto pare evidente che i tempi non siano maturi”? Maturi per che cosa?

Parlando in generale e al di là di questo caso specifico, tanti, troppi dirigenti e funzionari del Comune di Cagliari hanno fatto carriera grazie alla politica. Non è che ora qualcuno sia tentato dal continuare a rispondere ai vecchi padroni, mettendo i bastoni tra le ruote al centrosinistra? Il centrodestra cagliaritano prima di abbandonare a son’e corru il Municipio ha avvelenato i pozzi. Come ritenere diversamente la nomina di Giorgio Baggiani nel cda del Lirico a poche ore dal ballottaggio? E il sindaco Floris che non lascia ancora il cda della Sogaer ed costringe Zedda ad una situazione incresciosa? Ma non è il nuovo sindaco a dover essere imbarazzato perché costretto (come ci racconta sempre oggi l’Unione) a dover lasciare la sala dove si svolgeva la riunione, ma Emilio Floris che ancora non si rassegna a lasciare posti di potere che non sono, per fortuna, più suoi. Incredibile.

Il lavoro che attende il nuovo sindaco è immane quanto invisibile: rendere agibile l’amministrazione, spazzare via le collusioni tra dirigenti e politica. A Zedda occorrerà del tempo, e bisognerà darglielo tutto.

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