Calcioscommesse e antifascismo: Buffon esce a vuoto su Piazzale Loreto e ci ricorda quanto è importante fare bene le scuole medie

Posted on 8 giugno 2011

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Che a Piazzale Loreto non sia stata scritta una delle pagine più gloriose della Resistenza e dell’antifascismo lo disse già Ferruccio Parri, parlando di “macelleria messicana”. Era il 29 aprile 1945 e lo spettacolo dei corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci appesi a testa in giù e massacrati dai milanesi inferociti ha concluso anche simbolicamente un ventennio terrificante, inserito in un un secolo segnato da due guerre mondiali.

Sul corpo del Duce si sfogarono in tanti. Spettacolo truce. Ma era un dittatore, ed è bene non dimenticarlo.

L’esposizione dei corpi non fu poi un gesto di pura crudeltà, ma la reazione (difficile da valutare oggi ma comprensibile se solamente si affronta con lucidità lo studio di quel periodo storico) decisa dopo la fucilazione , avvenuta il 10 agosto 1944, di quindici militanti del partito comunista i cui corpi furono esposti appunti a Piazzale Loreto, e qui oltraggiati dagli squadristi della legione Muti e della Brigata Nera Resega. Per loro il poeta Alfonso Gatto scrisse i versi “Per i martiri di Piazzale Loreto”, a sottolineare come quell’episodio avesse turbato una città già devastata dalla guerra.

“La scelta di trasportare i corpi del duce e dei gerarchi fascisti a Milano, e di farne mostra in piazzale Loreto, non era frutto di una estemporanea alzata d’ingegno”, spiega il Dizionario del Fascismo (Einaudi, 2003), ma “costituiva la risposta precisa e diretta” alle fucilazioni avvenute dieci mesi prima: “L’esposizione del 29 aprile 1945 come vendetta esemplare di quella del 10 agosto 1944, un Piazzale Loreto antifascista di contro a quello nazifascista”.

Ora Piazzale Loreto torna d’attualità grazie alle dichiarazioni di Gigi Buffon, portiere della Juventus e della Nazionale, che oggi è intervenuto sul caso calcioscommesse. Per il calciatore Piazzale Loreto è curiosamente sinonimo di “processo sommario”.

“Siamo sempre l’Italia di piazzale Loreto, basta un nome in prima pagina e tutto viene infangato, quando il fatto per ora non è chiaro. Bisogna stare molto attenti a dare giudizi troppo veloci: anni fa ci sono passato anch’io, infangato in prima pagina per una cosa nella quale non c’entravo per niente. Per ora stiamo facendo solo questo, cioè una grande pubblicità a uno scandalo dove per ora non c’è nulla di concreto”. Secondo Buffon, alcuni calciatori “Vengono additati come farabutti, perchè chi vende una partita e ci scommette sopra è un farabutto e deve essere radiato a vita. Ma mi sembra che di queste persone non ce ne sia neanche una, quindi andiamoci piano. Mi sembra che si vogliano far emergere nomi che non c’entrano: giocare sulla pelle e sulla dignità delle persone”.

A voler prendere sul serio Buffon, Piazzale Loreto sarebbe stato dunque il luogo dove è stato giustiziato (ma in realtà Mussolini vi arrivò già cadavere) un innocente, uno che non meritava di fare la fine che ha fatto. Non ho paura a dire che invece l’Italia di Piazzale Loreto è, con tutte le sue contraddizioni, l’Italia della Resistenza, anche da quel tragico momento è nata la Costituzione che ci difende dagli abusi del potere e dal ritorno del totalitarismo. L’altra era invece l’Italia di Piazza Venezia, delle leggi speciali, della difesa della razza, dell’alleanza con il nazismo.

Da anni si dice che Buffon sia politicamente vicino a posizioni fasciste. Non ci credo: probabilmente ha solo fatto male le scuole medie.

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Posted in: Cultura, Politica