E ora subito un referendum per la dismissione di tutte le servitù militari in Sardegna! Ajò, chi raccoglie le firme?

Posted on 16 giugno 2011

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Sì, forse i tempi sono maturi, forse ora si può fare. D’altro canto, chi l’avrebbe detto qualche anno fa, quando Sardigna Natzione iniziò a raccogliere le firme, che il 60 per cento dei sardi un giorno si sarebbe espresso contro il nucleare nella nostra isola? Per cui rilancio immediatamente l’idea che l’amico Efis Pilleri (già Segretario nazionale sardista e fondatore della Costituente Sardista) ha postato su questo blog: “Organizzare un nuovo referendum consultivo per la graduale dismissione di tutte le servitù militari della Sardegna”.

Il tema è sempre più di attualità, non solo per via dell’inchiesta del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, sul Poligono di Quirra. Perché le basi non portano niente alle comunità locali (a Teulada la terrificante cementificazione di Tuerredda viene giustificata proprio con la necessità di combattere la disoccupazione, segno che la base in quarant’anni non ha risolto nulla), lo Stato gira due lire ai comuni, peraltro con enormi ritardi. Come se non bastasse, le servitù hanno inquinato importanti porzioni di territorio. E tutto questo senza nemmeno affrontare l’ingiusta ripartizione sul territorio nazionale di queste servitù (“La Sardegna conta il 2 e mezzo per cento della popolazione italiana ma qui lo Stato fa esplodere l’80 per cento delle bombe” ha sempre felicemente sintetizzato Renato Soru).

Ora poi bisogna sostenere la posizione del Comipa, il Comitato Paritetico che, non riunendosi, sta di fatto bloccando la ripresa delle esercitazioni da settembre nei poligoni sardi, e sta subendo fortissime pressioni da parte del centrodestra (presidente Cappellacci in primis).

Negli anni ’80 la Consulta bloccò un referendum contro la base di La Maddalena, eccependo che sulla politica estera i sardi non potessero esprimersi. Ora la situazione è cambiata e la coscienza civile dei sardi è cresciuta. Negli anni passati le battaglie contro le servitù erano intrise di ideologia, ora invece sono diventate patrimonio comune.

Allora? Ajò, chi è che inizia a raccogliere le firme?

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