A Cagliari la nuova Giunta Zedda divisa tra uomini e donne di apparato, illustri sconosciuti e poche certezze. Basterà?

Posted on 21 giugno 2011

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Solo il tempo ci dirà se quella predisposta dal sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, è una buona Giunta. Come ha detto Andrea Pubusa, il nuovo esecutivo (il primo espresso da una maggioranza di centrosinistra dopo decenni di governo del blocco conservatore), merita un’apertura di credito. La merita tutta, perché le aspettative sono pari soltanto alle difficoltà che la nuova giunta troverà, dopo anni nei quali le amministrazioni di centrodestra hanno lasciato la città allo sbando.

La Giunta ora è operativa e bisogna dare atto al sindaco Zedda di avere tutelato, come disse con una battuta, “il 40 per cento delle presenze maschili”. Sei assessori su dieci sono infatti donne: un dato politico significativo che non può che essere apprezzato.

Più in generale però, c’è qualcosa che non torna in questo esecutivo. Non è sicuramente quella “Giunta di alto profilo” che il sindaco aveva promesso pochi giorni fa. E non è nemmeno una Giunta lontana dai partiti, con diversi esponenti che fanno parte a tutti gli effetti di quello che una volta si chiamava “l’apparato”.

E non c’è neanche il rinnovamento generazionale. Guardate i profili biografici dei componenti la giunta. Dei dieci assessori, nessuno ha meno di trent’anni, appena due hanno meno di 40 anni, e due meno di cinquanta. Ben cinque hanno superato i cinquant’anni ed uno i 60. E alla fine l’età media è di cinquant’anni. Sorpresi? Io sì.

Non è dunque un esecutivo né fresco né innovativo. E’ semplicemente la Giunta del sindaco Zedda, composta senza le ingerenze del Partito Democratico (che infatti in questa giunta non si riconosce). Ma nonostante questo, il risultato è, secondo me, al di sotto delle attese.

Forse Zedda potrà beneficiare nel breve periodo di questo “effetto Soru”, cioè del consenso che arriva dalla gente per avere fatto scelte in solitudine e apparentemente contrarie alla volontà dei partiti dominanti. Ma proprio perché questo era l’approccio, al sindaco era consentito un maggiore livello di coraggio e innovazione. E invece ci ritroviamo con una Giunta fatta di poche certezze e soprattutto di pezzi di apparato (di via Emilia e dell’amministrazione regionale passata), e di illustri sconosciuti.

E sconcerta che per una Giunta così poco coraggiosa Zedda abbia logorato il suo rapporto con il Consiglio comunale.

Vicesindaco e assessore agli Affari Generali sarà la preside di Scienze Politiche, Paola Piras. Non capisco la logica politica di questa scelta. Mi sbaglierò e sono pronto a riconoscere l’errore, ma non mi sembra di avere visto la Piras in prima linea nelle battaglie ideali contro il centrodestra cittadino, né attiva nel dibattito politico regionale se non negli anni del furore soriano. So che l’argomento è scivoloso, ma la sua parentela con l’ex superdirigente del Centrodestra Ada Lai (di cui è cognata) forse avrebbe suggerito maggiore prudenza. Sono pronto a rimangiarmi tutti i miei dubbi ma non capisco soprattutto la logica della nomina a vicesindaco, un ruolo operativo per il quale è necessaria una forte dose di pragmaticità.

C’era molta attesa per l’assessore all’Urbanistica. Dal cappello è uscito Paolo Frau, capogruppo dei Ds negli anni del sindaco Delogu e del primo Floris, ora in quota Sel. Il fatto di essere stato allora vice presidente della Commissione Urbanistica non può bastare a giustificare la sua nomina. Frau mi sembra fuori ruolo, ed era meglio averlo alla Cultura, in cui avrebbe fatto sicuramente bene, conoscendo ed essendo conosciuto dagli operatori.

Per questa carica Zedda invece ha voluto Enrica Puggioni. “E’ figlia di professor Puggioni di Scienze Politiche!”, mi è stato detto, e sono contento per lei. So anche che ha un curriculum eccezionale ma gli operatori culturali si aspettavano un assessore che conoscesse la città e al quale non dover rispiegare da capo chi si è e cosa si fa. Perché quando un assessore non conosce e non è conosciuto, è subito preda di chi vuole approfittare della situazione. Staremo a vedere ma avrà molto da lavorare.

Perfettamente nel ruolo sono invece l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Luisa Marras e quella al Personale, Luisa Sassu. La prima può vantare due precedenti esperienze assessoriali (a Carbonia e Selargius, se non sbaglio) ed è stata un’apprezzata direttore generale all’assessorato regionale ai Beni Culturali negli anni di Soru; la seconda saprà far valere le competenze maturate all’interno della Cgil e della Camera del Lavoro di Cagliari. In mezzo a tante scommesse, due certezze.

E’ un tecnico anche Mauro Coni, nuovo assessore alla Viabilità e Trasporti, la cui professionalità non è in discussione: farà bene.

Anche Gabor Pinna al Bilancio è una certezza, ma in questo caso i dubbi sono altri. Perché il nuovo assessore è l’emblema di un apparato della sinistra che parte dal Pci e arriva ai giorni nostri. Se Yuri Marcialis non è entrato in Giunta perché Zedda lo riteneva troppo legato ai partiti (essendo segretario cittadino del Pd) che cosa avrebbe dovuto fare con Pinna? Che forse non avrà nessuna carica ma che, nel bene e nel male, rappresenta l’apparato di via Emilia dai tempo del Pci ad oggi! E non rappresenta certo un segnale di novità e di rinnovamento della politica, anzi.

Anche altri tre assessori fanno parte a modo loro, dell’apparato partitico e burocratico del centrosinistra. Pierluigi Leo è stato scelto dall’Italia dei Valori per ricoprire l’incarico di assessore ai Servizi Tecnologici. Un gentiluomo, niente da dire: però Zedda avrebbe dovuto pretendere una figura più innovativa e giovane. Viene invece dritta dritta da Sel Susanna Orrù, che non pare avere competenze specifiche per guidare un assessorato cruciale come quello ai Servizi Sociali. Lo stesso dicasi per Barbara Argiolas, da sempre legatissima a Renato Soru (ha lavorato nell’Ufficio di Presidenza) e tra le prime collaboratrici di Zedda nella sua campagna elettorale: ma per l’assessorato al Turismo (di cui tanto si è parlato prima delle elezioni) forse era lecito aspettarsi una figura più tecnica.

Questa è la nuova Giunta di Cagliari. Fatta soprattutto da persone che hanno avuto un percorso politico molto preciso, tutto interno alla sinistra dei partiti, istituzionale o agli uffici di gabinetto regionali. Non c’è coraggio, non c’è molta fantasia. Non ci vedo il mondo dell’associazionismo, non ci vedo nemmeno il mondo dei cattolici democratici, con le incognite che superano le certezze.

Staremo a vedere: pronti a criticare se ci sarà da criticare, ad applaudire se ci sarà da applaudire. Non volete forse questo dal giornalismo?

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