A Cagliari escono due nuovi quotidiani in pochi giorni! Vincerà chi riuscirà a sorprenderci: cioè ad essere indipendente dalla politica

Posted on 27 giugno 2011

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Se l’uscita di un nuovo giornale è una notizia, figuratevi se ne escono due. Per questo Cagliari si prepara ad una settimana memorabile. Martedì 28 giugno l’appuntamento in edicola è con il Quotidiano di Sardegna, venerdì 1° luglio (ma la data è ancora suscettibile di un piccolo slittamento) con Sardegna 24.

Il momento è straordinario, perché i cagliaritani potranno scegliere tra ben cinque quotidiani: i due nuovi arrivati andranno infatti a fare concorrenza a L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna e il free press Metro.

La qualità dell’informazione passa attraverso il pluralismo delle testate. Ora avremo dunque più notizie, scritte meglio e anche più interessanti. E anche le altre redazioni si daranno una mossa, perché tutti saranno presi come da una febbre. Era ora.

Come cambierà il panorama editoriale con l’avvento di questi due nuovi giornali? Riusciranno a imporre all’opinione pubblica e alla politica il loro modo di vedere la realtà?

Sardegna Quotidiano (diretto da Fiorentino Pironti) si propone come foglio complementare al cosiddetto “primo quotidiano”: lo dice il prezzo (0,80 centesimi) e la diffusione limitata all’area di Cagliari (anche se a breve partirà un’edizione sassarese). Sardegna 24 (diretto da Giovanni Maria Bellu) è invece più ambizioso, sia nel prezzo (sembrerebbe 1 euro e venti) che nella foliazione (56 pagine) che nella distribuzione (regionale) che nel progetto (che include anche un sito on line a una emittente radiofonica, Radio X).

C’è spazio per tutti questi quotidiani nel mercato isolano? Non ho una risposta. L’esperienza di EPolis ci ha insegnato che i giornali possono anche conquistare nuove fette di mercato e non necessariamente sottrarre copie alla concorrenza. Non è da escludere dunque che sia Sardegna Quotidiano che Sardegna 24 trovino nuovi lettori, magari erodendo solo in maniera limitata la diffusione delle altre tre testate.

Esiste un mercato pubblicitario in grado di sostenere queste iniziative? Anche questa è una domanda che non ha una risposta semplice. Le strategia di marketing saranno fondamentali, così come la sostenibilità economica dei due progetti. Si parla sempre in negativo del caso Il Sardegna, ma si dimentica che il gruppo EPolis è fallito sotto il peso di manovre ora sotto la lente della magistratura e che comunque i conti del giornale cagliaritano erano ottimi.

Sardegna Quotidiano è edito da una cooperativa mentre Sardegna 24 ha alle spalle un gruppo di imprenditori. È chiaro che tutti inizialmente dovranno fare dei sacrifici perché con l’editoria locale non si diventa ricchi.

Ma allora quali motivazioni hanno spinto all’uscita dei due giornali? Sardegna Quotidiano nasce dalla volontà iniziale di un gruppo di cassintegrati di Epolis che hanno trovato, strada facendo, il sostegno di piccoli imprenditori e del supporto ideale di un intellettuale come Paolo Maninchedda (consigliere regionale sardista e presidente della Commissione Bilancio). Sardegna 24 è invece riconducibile a Renato Soru, definito l’ispiratore e il “patron” dell’operazione (anche se non compare nella compagine azionaria).

Che rapporto avrà Sardegna Quotidiano con la politica? Come la racconterà? Pagherà lo scotto di essere, per brutale sintesi, definito “il giornale di Maninchedda”? E quindi, per sintesi ancora più estrema, “un giornale di centrodestra? Accoglierà i pareri di tutti o avrà una linea da seguire?

Allo stesso modo, quanto peserà a Sardegna 24 l’ombra di Soru? Il giornale avrà la capacità di esercitare una funzione critica nella sinistra isolana senza appiattirsi sulle posizioni del suo cripto-editore?

Queste risposte le avremo soltanto col tempo, dopo aver letto i due quotidiani.

Ciò che io mi auguro è che le due testate contribuiscano a far circolare le notizie, anche se tirate fuori dalla concorrenza. Perché non possibile che se Repubblica scopre qualcosa il Corriere la riprende subito (citando la fonte), mentre se una testata sarda qualunque tira fuori una notizia, sia l’Unione Sarda che la Nuova faticano a rilanciarla. Questo atteggiamento è innaturale e nuoce sia all’informazione che ai lettori. Bisogna spezzare questo circolo perverso e avere l’umiltà di riprendere le notizie vere anche se trovate dalla cosiddetta “concorrenza”.

Infine una considerazione. Per fare i giornali servono i giornalisti. E questi due nuovi quotidiani attingono a piene mani da quella straordinaria avventura che è stata Il Sardegna, frutto dell’ingegno di Nichi Grauso. Che poi avrà pure venduto l’Unione Sarda, Video On Line ed EPolis, ma che è stato senza dubbio un editore straordinario, capace di grandi intuizioni, e le cui imprese hanno consentito a tanti giovani di costruirsi un futuro nella professione giornalistica.

Ai colleghi di Sardegna Quotidiano (da martedì 28 nelle edicole di Cagliari), e a quelli di Sardegna 24 rivolgo il mio più sentito “in bocca al lupo”.

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