Teatro Lirico di Cagliari: le balle spaziali del maestro Meli su Sardegna 24 (giornale di famiglia)

Posted on 2 luglio 2011

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“Ventinove milioni di euro di debiti? Quando ho lasciato, nel 2003, la differenza tra debiti e crediti era di quattro milioni”. Lo dice Mauro Meli, soprintendente al Teatro Regio di Parma, sino a otto anni fa a Cagliari”.

Lo dice a chi ci vuol credere e io, personalmente non ci credo: e ci mancherebbe pure! Perché quella sparata da Meli al compiacente Sardegna 24  è una balla bella e buona. Ed è inutile che Meli dica “Guardi, porto sempre con me un articolo pubblicato in Sardegna quando me ne sono andato: gli amministratori che sono arrivati dopo di me, in quel pezzo parlavano di quattro milioni”: perché io quell’articolo lo conosco bene e dice tutt’altro.

Stiamo parlando di “Lirico, deficit e pubblico record”, pubblicato dall’Unione Sarda martedì 20 gennaio 2004, in cui si cita il rapporto ministeriale sull’utilizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo nel 2002 (penultimo anno della gestione Meli in città). In riferimento ai conti del 2002 del Teatro Lirico di Cagliari si legge:

A fronte di 28,8 milioni di entrate, compresi dieci milioni e mezzo del Fondo Unico per lo spettacolo, le uscite – secondo la relazione del ministero – sono pari a 33 milioni di euro. Il disavanzo, dunque, è di 4,1 milioni, inferiore solo a quello della Scala (9,3 milioni) e molto maggiore di quello dei teatri che hanno più o meno lo stesso bilancio.

Quindi è vero che, come dice Meli, “quando ho lasciato, nel 2003, la differenza tra debiti e crediti era di quattro milioni”. Ma il Maestro, pensando che tutti abbiamo l’anello al naso o la sveglia al collo, vuole spacciarci il deficit del 2002 per il debito complessivo dei suoi sette anni di gestione: incredibile.

E che Meli abbia lasciato a Cagliari una voragine tra i 20 e i 25 milioni di euro è solare: basta prendersi la rassegna stampa. Prendo un articolo a caso: sempre l’Unione Sarda, sabato 28 maggio 2005. Presentazione della stagione estiva:

In apertura di conferenza è stato il sovrintendente Pietrantonio a dar notizia dell’approvazione del bilancio e della chiusura con un utile “simbolico” di 12 mila euro. pochi per appianare il debito di 25 milioni di euro, ha fatto notare un giornalista che, calcolatrice alla mano, ha contato 208 anni per il pareggio (…) Rispondendo alla domanda di un cronista che chiedeva se si fosse predisposto un adeguato piano di rientro per risanare i conti, il sindaco Floris ha affermato che “nessuno ha la bacchetta magica”.

Difficile che Pietrantonio abbia fatto debiti per oltre venti milioni di euro in una solo stagione, non pensate?

Ecco, questa è la realtà. Questi sono i conti: inequivocabili. E dispiace che Sardegna 24 offra una comoda ribalta al Maestro Mauro Meli. Forse solo perché è fratello di Fabrizio, amministratore delegato del nuovo giornale.

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