Contro Tremonti, Cappellacci chiede aiuto ai sardi? Dimostri di meritarselo

Posted on 4 luglio 2011

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Questo articolo è stato pubblicato oggi su Sardegna Quotidiano

A ben guardare, lo schema è sempre lo stesso. Ci sarà anche la crisi internazionale, per carità: ma negli ultimi due anni i colpi più duri alla Sardegna li ha sempre assestati il governo Berlusconi. E il centrodestra alla Regione, che puntualmente resta spiazzato e non sa come agire, sollecita la “mobilitazione popolare”. Cioè chiede il sostegno anche dell’opposizione e dei sindacati per affrontare l’emergenza di turno.

Lo farà anche stavolta, davanti al tentativo di Tremonti di portare via alla Sardegna un miliardo di euro e azzerare la nostra specialità. Ma lo stesso appello lo avevamo sentito due anni fa quando l’Eni cercò di chiudere il petrolchimico di Porto Torres e, più recentemente, di fronte alla folle politica dei trasporti navali che favorisce i gruppi privati a scapito delle esigenze dei sardi. Lo schema, insomma, è sempre lo stesso. E a Cappellacci è andata sempre bene perché su molte vertenze spesso il centrosinistra lo ha responsabilmente sostenuto più della sua maggioranza (il caso Alcoa su tutti).

Certo, chiedere aiuto quando ci si accorge di non potercela fare da soli è cosa giusta e nobile: se però la situazione si ripete a cadenze regolari allora forse c’è qualcosa che non va. E in ogni caso, ci sono richieste che si dovrebbero fare solo avendo la coscienza a posto. Al netto delle bordate berlusconiane su industria, trasporti navali, la farsa della Sassari-Olbia, e ora la specialità a rischio, possiamo dire che la Giunta Cappellacci ha fatto bene? La sanità è migliorata? Il Piano Casa ha rilanciato l’economia? L’ultima Finanziaria ha dato risposte efficaci alla crisi? Rispondete voi.

Il centrodestra sardo, in realtà, non esiste: esiste solamente una declinazione isolana di una politica nazionale ora in evidente crisi, dalla quale Berlusconi sta cercando di uscire dando risposte ai poteri e alle aree forti del paese a scapito di tutte le altre. Sardegna inclusa.

Cappellacci sta tentando di ritagliarsi degli spazi di credibilità (con il nucleare e con la flotta sarda, ad esempio), ma davanti alle offensive ispirate dalla Lega è senza strumenti. Per questo, chiedere la mobilitazione ai sardi non serve a nulla, se non a prolungare l’agonia.

Per combattere le grandi battaglie per l’autonomia ci vuole un presidente autorevole e una maggioranza forte. Ad opporsi a Berlusconi sia innanzitutto il centrodestra sardo. Con atti concreti, soprattutto in parlamento. Altrimenti chiedere aiuto a tutta la società sarda è solo un modo per scaricare sugli altri le proprie incapacità.

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Posted in: Politica, Sardegna