Tagliare gli sprechi è difficilissimo: e infatti in questo, senza polemica, la Giunta Soru diede il meglio e il peggio di sé. Ad esempio…

Posted on 5 luglio 2011

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Questo articolo è stato pubblicato oggi da Sardegna Quotidiano con il titolo: “Tagliamo gli sprechi”. Ma nessuno c’è riuscito.

“Quando la Giunta tagliava”, ricorda Massimo Dadea su Sardegna 24 di domenica. E la giunta era quella di Renato Soru, che della lotta agli sprechi fece prima una guerra, poi una vera e propria crociata. In un momento in cui il quadro economico è più drammatico e la rabbia per le iniquità generate dalla politica più forte, rievocare quei tempi è giusto: perché quel centrosinistra era realmente animato da una tensione etica diversa. Ma a volte si ha l’impressione che l’esperienza del governo Soru sia stata qualcosa di più complesso e contraddittorio di quanto i suoi stessi protagonisti non riescano a immaginare. E proprio pensando alla politica dei tagli agli “sprechi”, ritengo che Soru abbia allo stesso tempo segnato il punto più alto (e Dadea ricorda esempi evidentemente virtuosi) ma anche quello più basso.

Vogliamo dimenticarci della vertenza che penalizzò brutalmente le donne che effettuavano il servizio di pulizie negli uffici regionali, e i cui stipendi già bassi vennero ulteriormente decurtati? O dei tagli alla cultura (di cui oggi tanto si parla) che Soru fece in maniera feroce? Ricordo solo alcuni episodi: il taglio drastico all’associazione di categoria degli editori (perché in Sardegna tutti possono prendere soldi pubblici tranne che gli operatori culturali, chissà perché); oppure il tentativo (fallito, per fortuna) di chiudere l’esperienza della Cineteca Sarda; oppure il tentativo (riuscito, purtroppo) di azzerare il glorioso Istituto Sardo per la Storia, la Resistenza e l’Autonomia. E sono solo tre esempi. Discutibili per carità: ma sono rari i casi in cui gli sprechi sono solari e incontestabili. E quasi sempre lo sono in base ad una valutazione politica. Che spesso però non c’è. E allora ci si accontenta dell’ideologia. Il risultato rischia di essere drammatico: perché al danno generato da tagli iniqui, si aggiunge la demonizzazione del contributo pubblico, dell’aiuto statale o regionale equiparato al furto. E in ogni caso gli sprechi (quelli veri) sono tutti lì, da anni.

È evidente che gli sprechi nella pubblica amministrazione esistono, i privilegi della politica pure, e sono ormai insopportabili. Ma estirparli non è semplice. Senza la bussola di una politica consapevole, si rischia di scambiare il mezzo con il fine, facendo dei danni enormi a chi con gli sprechi veri non ha niente a che fare. Con la demagogia alla Stella e Rizzo non si va molto lontano. Combattere gli sprechi è, ripeto, difficilissimo. E la giunta Soru, con tutta la sua innegabile tensione etica, ce lo ha dimostrato.

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Posted in: Politica, Sardegna