“Cristo transgender e di una Madonna procace e seminuda”! All’onorevole Contu non piace il manifesto di “Holy Peep Show” delle LucidoSottile!

Posted on 6 luglio 2011

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Mettiamo subito le cose in chiaro: Tiziana Troja delle LucidoSottile è la mia compagna. Sono in evidente “conflitto d’interessi”, ma un’interrogazione contro una locandina teatrale non è che si veda tutti i giorni e ovviamente scatena un dibattito sulla libertà di espressione e dell’arte. L’immagine tanto contestata dello spettacolo “Holy Peep Show” l’avete vista, l’interrogazione del consigliere regionale Felicetto Contu dell’Udc (classe 1927) la trovate qua sotto. Lo spettacolo va in scena (speriamo) dal 15 al 17 luglio all’Orto Botanico di Cagliari. Il dibattito è aperto!

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L’on. Felice Contu (Udc-Fli) presenta un’interrogazione sui manifesti dello spettacolo “Holy Peep Show”

Cagliari, 6 luglio 2011 – I manifesti dello spettacolo “Holy Peep Show”, “con intento scopertamente dissacratorio dell’iconografia cattolica e non”, sono al centro dell’interrogazione presentata dall’on. Felice Contu (Udc-Fli) all’assessore regionale della Cultura, Sergio Milia.

“Interrogo l’on. Assessore Milia – è scritto nel testo – per conoscere se nei programmi dell’assessorato della Cultura vi sia compreso anche qualche incentivo a favore della compagnia teatrale “Lucido Sottile”, che si appresta a rappresentare all’Orto Botanico di Cagliari, il 15 luglio, lo spettacolo “Holy peep show” con intento scopertamente dissacratorio dell’iconografia cattolica e non solo.

Non si intende assolutamente censurare lo spettacolo che, ovviamente, può essere condiviso o meno a seconda della propria personale preparazione culturale con ovvia libertà di partecipazione allo spettacolo.
Amiamo troppo la libertà di pensiero e di espressione per non accettare che si possa rappresentare in maniera blasfema un Cristo Pinocchio e una Madonna fata turchina.

Ciò che non si può assolutamente accettare è che la città venga inondata da giganteschi manifesti ove la satira della Pietà di Michelangelo si estrinseca attraverso la figura di un Cristo trans gender e di una Madonna procace e seminuda.
Si vorrebbe far notare – conclude l’interrogazione dell’on. Contu – che i manifesti che tappezzano la città sono visibili da chiunque, donne, vecchi, bambini, credenti e non credenti e che buona parte dei nostri cittadini, seppure cristiani più formali che sostanziali, non accettano volentieri che alcuni valori, che per tradizione e per cultura si portano appresso dall’infanzia, vengano così facilmente dissacrati e ironizzati”.

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