Altro che “Partito dei sardi”: prima di tutto al centrosinistra serve un’analisi condivisa dei successi e dei fallimenti negli anni di Soru

Posted on 13 luglio 2011

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Questo articolo è stato pubblicato oggi su Sardegna Quotidiano con il titolo “I sardopartiti, film già visto e con Soru è finito male”. 

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Cosa serve alla nostra isola per uscire dalla crisi? La proposta del segretario del Pd, Silvio Lai, di far nascere un “partito dei sardi”, capace di rivendicare i nostri interessi specifici in un più ampio contesto nazionale, ha scatenato diverse reazioni. C’è chi la giudica una mossa propagandistica, chi ritiene che in realtà serva soprattutto un nuovo statuto di autonomia, chi propende per più radicali opzioni indipendentiste. Il dibattito è aperto. Ma la politica, come la natura, non fa salti. E pensare a nuove alchimie prima di aver fatto i conti con il passato rischia di essere molto pericoloso.

Perché il “partito dei sardi”, in sostanza, lo abbiamo già conosciuto, ed è quello incarnatosi nell’esperienza del presidente Soru. Molte intuizioni di quei quattro anni e mezzo di governo si sono infatti rivelate vincenti: soprattutto quella di un nuovo rapporto con lo Stato, così come la vertenza entrate, per non parlare infine del vero successo di quella legislatura rappresentato dal Piano Paesaggistico. Nonostante tutto, Soru è stato bocciato dagli elettori e quella sconfitta pesa ancora oggi come un lutto non elaborato che divide il centrosinistra e anche i singoli partiti al loro interno.

Il futuro “partito dei sardi” con quell’esperienza deve fare i conti. Perché senza una valutazione condivisa delle luci e delle ombre, senza riuscire a capire dove quel progetto è stato carente e dove invece sono emersi i limiti soggettivi, il centrosinistra sardo non può andare molto lontano ed è destinato a lacerarsi nuovamente in maniera ancora più pericolosa.

Prima di immaginare il futuro “partito dei sardi” sarebbe allora opportuna una serena autocritica, sia da parte dei protagonisti principali di quella stagione che da coloro che la osteggiarono duramente e che oggi, alla luce della inconcludenza della Giunta Cappellacci, dovrebbero forse rivedere molti giudizi dati allora.

Ma l’analisi tanto necessaria è ancora oggi soffocata dal populismo e dalla presunzione. Anzi: siamo tornati ad una fase di contrapposizioni feroci, a giudizi sommari che tutto travolgono, ad un amarcord quotidiano di cui non si sentiva la necessità. Più che Soru, sta tornando in campo il sorismo con tutto il suo apparato ideologico settario, fatto di slogan e verità assolute.

Sono in molti a pensare che l’ex presidente, forte di una nuova visibilità mediatica, si stia preparando ad una nuova candidatura alle regionali. Ma la politica del “o con me o contro di me” porta ad un doppio esito rischioso: salvare in tutto e per tutto quella stagione, o archiviarla definitivamente. E per la Sardegna sarebbe, in entrambi i casi, un errore.

 

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Posted in: Politica, Sardegna