Caso Quirra: il pm Fiordalisi fa soltanto il suo lavoro, scoprire se il poligono uccide i civili. Piuttosto, la politica dov’è? Sparita

Posted on 23 luglio 2011

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Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo “Al poligono di Quirra si è dissolta la politica”.

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Nel gioco della democrazia è sempre importante che i ruoli siano ben definiti. E’ dunque compito della magistratura trovare un pascolo agli allevatori di Quirra costretti a lasciare i terreni all’interno del poligono? Evidentemente no. Dato un ragionevole lasso di tempo per concordare una sistemazione alternativa, sta poi alla politica risolvere i casi insoluti. Ma così non è stato, e le comunità locali ora se la prendono con la Procura di Lanusei. La politica invece si è divisa o è scomparsa. Chi ha visto il presidente Cappellacci? E il ministro della Difesa La Russa? E il sottosegretario Cossiga? E i nostri parlamentari di maggioranza? Spariti. E allora perché la magistratura dovrebbe dare quelle risposte che sono di competenza della politica ai suoi massimi livelli? Perché prendersela con i magistrati o i giornalisti invece che pretendere dal Governo quegli indennizzi che spettano agli allevatori sgomberati da Quirra?

Fiordalisi fa il suo mestiere e altro non gli si può chiedere. L’inchiesta che sta conducendo non è campata per aria ma nasce dalla necessità di capire se esista una correlazione tra i casi di malformazioni animali e di tumore tra gli allevatori, e l’attività del poligono. Casi concreti di cancro: non voci né da allarmismi “dei soliti ambientalisti”. A dirlo con chiarezza è la recente relazione di due veterinari della Asl di Lanusei, secondo cui “il 65 per cento del personale, impegnato con la conduzione degli animali negli allevamenti ubicati entro il raggio di 2,7 km dalla Base militare di Capo San Lorenzo a Quirra, risulta colpito da gravi malattie tumorali”. Dieci allevatori su diciotto si sono ammalati di cancro: questa è la realtà.

La Regione, per bocca dell’assessore alla Sanità Liori, ha invece dapprima cercato di sconfessare la validità del rapporto, poi ha affermato che ne occorreva uno più dettagliato (che chissà quando arriverà). Perché la politica ragiona così: “Prendiamo tempo e intanto lasciamo tutto com’è”. Ma non si può chiedere alla magistratura di adeguarsi ai tempi della politica. Dovrebbe essere il contrario, soprattutto in casi gravi come questo.

E non è per niente una contraddizione sgomberare i pastori e non far chiudere il poligono, anzi. L’obiettivo dell’indagine è infatti quello di capire se la base è responsabile dei tumori. La sospensione delle attività militari è quindi l’eventuale punto di arrivo dell’inchiesta, non certo quello di partenza, che resta invece la relazione dei veterinari con i suoi innegabili freddi dati di morte.

Tutti protestano e si indignano, a Pedasdefogu sono scesi in piazza in duemila. Ma la magistratura deve dare risposte innanzitutto a chi l’altro giorno non c’era e non ha più voce: i morti di Quirra e le loro famiglie. Al resto ci pensi la politica: se c’è.

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