Ecco le richieste dei musulmani cagliaritani al sindaco Zedda: “Uno spazio più grande in cui pregare e insegnare l’arabo”. Parole sante

Posted on 25 luglio 2011

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Chissà se la tragedia norvegese servirà a farci capire che il problema non è il multiculturalismo, ma il fanatismo e il razzismo. Malattie che non si combattono con le leggi ma con la tolleranza. E la tolleranza non basta enunciarla: va praticata. Per questo, rilancio le richieste che oggi Abdullah Luca de Martini dell’associazione islamica El Hoda ha avanzato alla nuova amministrazione comunale di Cagliari, guidata dal sindaco Massimo Zedda. Perché mi sembrano giuste e meritevoli di attenzione e di dibattito. La mia posizione l’ho già espressa lo scorso 14 ottobre nell’articolo “Una moschea a Cagliari? Sì, subito e con soldi pubblici, grazie”.
Cagliari può essere un laboratorio di integrazione: la sfida del futuro è questa. E anche la nostra collocazione geografica richiede da parte nostra una presa d’atto ineludibile. Chi sta nel Mediterraneo deve fare i conti con tutte le culture del Mediterraneo. Prima iniziamo, più lontano andiamo.

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Le richieste dei musulmani di Cagliari

In occasione delle elezioni comunali di Cagliari del 15 e 16 Maggio 2011, la comunità islamica residente a Cagliari presenta al Sindaco ed al Consiglio eletti dalla popolazione alcune richieste, giudicando che esse siano ragionevoli, non contrastino con la legge e non costituiscano alcuna forma di privilegio.

Quello che dovrebbe essere fatto. I musulmani chiedono che:

  • per la preghiera del Venerdí e per le due feste del lunario islamico sia concesso loro un idoneo luogo pubblico di proprietà comunale, senza canone d’affitto ma con l’obbligo di garantirne la pulizia e il decoro. Allo stesso tempo si valutino adeguati progetti di edificazione di uno specifico luogo di culto islamico, cosí come vale per le esigenze di altre religioni diverse da quella cattolica;
  • con il previsto ampliamento del Cimitero di San Michele, sia destinato alla comunità islamica uno spazio di sepoltura riservato, nel rispetto delle sue usanze funerarie. Oltre a ciò, salve le norme vigenti che affidano ai comuni la competenza cimiteriale, si cerchi d’individuare un luogo che possa fungere da cimitero islamico per tutti i musulmani della Sardegna meridionale;
  • al fine d’incoraggiare il rispetto reciproco fra le religioni, il quale si basa innanzitutto sulla conoscenza reciproca, sia consentito alla comunità islamica, in assenza di un adeguato centro culturale, di tenere in una sala di proprietà comunale córsi d’insegnamento della religione e della lingua araba classica; codeste attività, per desiderio dei musulmani stessi, dovrebbero essere aperte anche ad un pubblico di altra fede.

Quello che non dovrebbe essere fatto. I musulmani chiedono che:

  • non si adotti nessuna ordinanza o regolamento comunale che, oltre ad essere illegittimo, costituisca atto persecutorio o punitivo per la comunità islamica, quale va considerato, per esempio, l’impedimento a compiere la preghiera in luogo aperto, il divieto di macellazione rituale o la proibizione del velo che copre il vólto femminile.

I musulmani di Cagliari rimarcano infine di sentirsi un elemento notabile dell’odierno contesto multiculturale e di non rappresentare in alcun modo gli interessi di stati o associazioni estere.

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