Oggi di nuovo in piazza pastori e piccoli imprenditori. Ma per chiedere che cosa? E soprattutto, a chi? Alla Giunta Cappellacci??

Posted on 26 luglio 2011

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Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo “Tutti in piazza. Ma in due anni cosa ha fatto questa Giunta?”.

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La manifestazione di oggi davanti al Consiglio regionale non è la prima e non sarà l’ultima. Perché la crisi sarda si sta attorcigliando in una sorta di spirale: tutto si ripete con frequenze sempre più elevate. Avevamo visto sia i pastori che i piccoli imprenditori delle partite Iva protestare in via Roma negli ultimi mesi. E la gente normale si chiede: “Perché oggi queste categorie sono di nuovo in corteo? Perché? Nel frattempo, non è successo niente?”.

Le risposte che si possono dare sono diverse. Intanto, a fronte del problema apparentemente semplice posto dai manifestanti (“La crisi ci sta massacrando, la Regione ci deve aiutare”), le risposte della politica non possono che essere complesse e riguardare diversi livelli di responsabilità. Oggi, ogni atto che voglia risolvere una situazione di crisi passa attraverso il vaglio di più soggetti che la gente chiama genericamente “la politica” o “la burocrazia”. Paradossalmente, più una richiesta è semplice, più la strada che porta ad una sua risposta è articolata. Per questo servono una politica coesa e una pubblica amministrazione efficiente: per coniugare la rapidità dell’azione con il rispetto delle leggi. La politica sarda oggi è coesa? Il centrodestra che governa alla Regione è unito e in grado di dare risposte, anche le più elementari? A leggere le recenti dichiarazioni dei leader del Pdl isolano, dovremmo dire di no.

Chi protesta chiede poi ovviamente alla politica di fare in fretta. Ma i problemi vanno soprattutto affrontati per tempo. E qui sta la grave responsabilità della Giunta Cappellacci: non avere “aggredito”, in due anni, nemmeno una delle grandi questioni aperte: né quelle di sua diretta competenza (la sanità, ad esempio), né quelle in cui era fondamentale il rapporto con il governo Berlusconi. E lo stallo disastroso sulla vertenza entrate, l’impotenza sul caso Vinyls e lo smacco sulla Tirrenia stanno li a dimostrarlo. Peccato che il livello nazionale sia fondamentale per dare risposte, ad esempio, ai vessati da Equitalia: il loro futuro dipende da Tremonti. Ma Cappellacci, La Spisa, Nizzi, Pili e Murgia possono qualcosa contro il ministro Tremonti, loro compagno di partito? Il centrodestra sardo ha una voce autorevole quando rappresenta i suoi problemi al centrodestra nazionale?

La vicenda dell’agricoltura, poi, è paradossale. Perché tutto è precipitato dopo le dimissioni dell’assessore Prato, che da molti era indicato come il responsabile della crisi. Da quando c’è il nuovo assessore, Mariano Contu, addirittura di agricoltura e pastorizia nemmeno si parla più. Per combattere la crisi servono idee chiare ma anche assessori competenti: quanti di questa giunta regionale lo sono?

Mi raccomando, oggi non usate la macchina se dovete andare in centro. E arriverderci alla prossima manifestazione.

 

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