Anfiteatro romano, il ministro Galan smerda Pili, Delogu, Palmas e l’Unione Sarda: “Le gradinate vanno smontate urgentemente”!

Posted on 4 agosto 2011

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Titolo un po’ fortino, vero? Esagerato? Ma no, ma no, in italiano si dice così. E dopo che avrete letto la risposta data dal ministro ai Beni Culturali Giancarlo Galan ad un’interrogazione del deputato dell’Italia dei Valori, Federico Palomba, sarete d’accordo con me.

Prima però leggetevi la cronaca dell’Unione Sarda dello scorso 6 aprile, quando, a seguito di una visita dei deputati del Pdl Mauro Pili, Bruno Murgia, Settimo Nizzi e Paolo Vella al ministro, il giornale titolò “Anfiteatro, per salvare la stagione
interviene anche il ministro Galan”. Balle spaziali. In realtà, il ministro non aveva preso nessun impegno, né aveva dato rassicurazioni sul salvataggio della stagione estiva di spettacoli. Ma bisognava mettere sotto pressione l’opinione pubblica cagliaritana e far credere che anche il ministro fosse d’accordo chi diceva che all’Anfiteatro era tutto a posto, che il sovrintendente Minoja era uno sceriffo, che i talebani volevano ridurre Cagliari ad un mortorio.

A leggere bene il documento firmato da Galan insieme ai suoi compagni di partito, era evidente che il ministro stava solo prendendo tempo senza sbilanciarsi. E solo gli zelantissimi cronisti che pendono dalle labbra dell’ex presidente della Regione potevano credere che il ministro avrebbe sconfessato la relazione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, organo tecnico del ministero, secondo cui l’Anfiteatro versava in gravi condizioni di conservazione.

Ma cosa dice Galan? Intanto che le gradinate in legno vanno smontate urgentemente e che fino a quel momento l’anfiteatro non potrà essere utilizzato per nessuna manifestazione. Ma dice anche che la Soprintendenza ha per tempo avvertito tutti che nell’estate del 2011 l’anfiteatro non sarebbe stato concesso, quindi c’era tutto il tempo per trovare una soluzione alternativa per lo svolgimento degli spettacoli. Non solo: già nella primavera del 2010 la soprintendenza aveva proibito lo svolgimento di spettacoli nell’antica arena, ma il Comune di Cagliari se ne era fottuto allegramente.

La risposta del ministro ripercorre fedelmente oltre dieci anni di bugie e prese in giro (come quella del famoso concorso di idee). Leggetela, la risposta del ministro Galan, leggetela. Con tanti saluti a Mauro Pili e alla sue fiaccolate con Massimo Palmas, al senatore Mariano Delogu e all’Unione Sarda.

Di seguito la risposta integrale del ministro Galan. I corsivi e i neretti sono miei.

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Con riferimento all’interrogazione in esame relativa alla presenza di strutture per spettacoli all’interno dell’anfiteatro romano di Cagliari e sugli interventi relativi alla rimozione delle medesime, nonché sullo svolgimento degli spettacoli medesimi, si precisa quanto segue.

Autorizzazioni per la realizzazione delle strutture
Le attuali strutture per spettacolo presenti nell’area dell’anfiteatro furono realizzate nel corso del 1999 a seguito di autorizzazioni rilasciate dalla competente soprintendenza per i beni archeologici in forma condizionata, tanto sul progetto preliminare (nell’ottobre del 1998), quanto sul progetto definitivo (nel novembre dello stesso anno). Entrambe le autorizzazioni furono rilasciate in considerazione delle caratteristiche di assoluta rimovibilità di tutte le strutture previste dal progetto, caratteristiche chiaramente rilevabili in entrambi i gradi di progettazione.

A seguito del mancato smontaggio e della disattesa rimozione delle strutture stesse, la soprintendenza richiese al comune di Cagliari nell’ottobre 2000 lo smontaggio delle strutture in legno e dei connessi montanti metrici. Contro tale richiesta il comune di Cagliari presentò ricorso al Tar nel dicembre 2000, sostenendo, in particolare, la mancanza di limiti temporali indicati all’interno delle citate autorizzazioni della soprintendenza. Per tale ricorso venne tuttavia dichiarata la cessazione della materia del contendere prima della discussione, fissata dinanzi al Tar Sardegna per il 23 aprile 2002, a seguito di un accordo, promosso dalla locale Avvocatura dello Stato e sottoscritto tra comune e soprintendenza, che impegnava le parti alla ricerca di una composizione della controversia.

Le bozze di accordo delle due amministrazioni risultavano tuttavia, sin dall’inizio, molto difformi una dall’altra. Nonostante tale accordo preliminare, le due amministrazioni non sono mai giunte ad un documento condiviso per la risoluzione della controversia; va rilevato peraltro che il comune di Cagliari non ha ottemperato in alcun modo nemmeno ai contenuti della propria stessa proposta di accordo, che prevedeva, tra l’altro, lo smontaggio e il rimontaggio ad ogni stagione di tutte le gradinate fino al 1o anello e lo smontaggio definitivo, al termine della stagione 2004, delle gradinate del 3o e 4o anello, con ipotesi di utilizzi successivi subordinati a nuove autorizzazioni da parte della soprintendenza.

Inoltre va rilevato che, almeno per quanto attiene agli ultimi tre anni, il comune non ha provveduto nemmeno allo smontaggio della platea e del palco, condizioni senz’altro previste in maniera esplicita e incontrovertibile da tutti i documenti di progettazione preliminari e definitivi, risultando pertanto sicuramente in difetto rispetto alle autorizzazioni ottenute nel 1998.

Al fine di attivare la procedura di rimozione delle strutture, la soprintendenza ha inoltrato una prima nota al comune di Cagliari (n. 2855 del 4 maggio 2010).
Tale necessità è stata ribadita dalla soprintendenza con nota 25 del 4 gennaio 2011 e ulteriormente con nota 1782 del 29 marzo 2011, con la quale ultima veniva richiesto al comune di attivare le procedure per la rimozione delle impalcature per spettacoli ai sensi degli articoli 30, 31 e 40 del decreto legislativo n. 42 del 2004.

Si segnala che, nel frattempo, il comune di Cagliari ha prospettato al Ministero e resa pubblica sul proprio sito istituzionale la volontà di pubblicare un bando al fine di attivare un concorso di idee per la ricerca di una proposta di utilizzo alternativo dell’anfiteatro: proposta avviata attraverso l’inoltro via e-mail il giorno 30 giugno 2010 di una prima bozza di testo per il concorso di idee, trasmessa quindi dalla soprintendenza alla direzione regionale e alla soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici e per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico (rispettivamente note prot. 4743 e 4742 del 23 luglio 2010).

Sulla base dei riscontri formulati dalle due soprintendenze la direzione regionale ha quindi trasmesso le prime indicazioni funzionali alla corretta impostazione del concorso di idee al comune di Cagliari con nota 6399 dell’11 novembre 2010. La pubblicazione del bando è stata attualmente rinviata a data da destinarsi con avviso pubblico del comune di Cagliari in data 1o marzo 2011.

Autorizzazioni per gli spettacoli
Ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004 articolo 106, il comune di Cagliari è tenuto a richiedere l’autorizzazione per la realizzazione degli spettacoli all’interno del monumento archeologico (si fa presente che l’anfiteatro di Cagliari è un bene culturale sottoposto a disciplina di tutela ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004 articolo 12). A far data dalla costruzione delle impalcature per spettacoli, il comune di Cagliari non ha più ottemperato a quest’obbligo di legge, contravvenendo pertanto allo stesso.

Per quanto attiene la stagione del 2010, la soprintendenza ha rappresentato, con note 3365 del 25 maggio 2010 e 3597 del 3 giugno 2010, la impossibilità ad autorizzare gli spettacoli della medesima stagione, a causa delle gravissime condizioni di conservazione del monumento. La medesima indisponibilità è stata comunicata al comune per quanto riguarda la stagione 2011 già con la succitata nota 25 del 4 gennaio 2011 nonché ulteriormente ribadita con la succitata nota 1782 del 29 marzo 2011.

Condizioni di conservazione delle strutture dell’Anfiteatro
Un primo sopralluogo effettuato dal responsabile del laboratorio di restauro della soprintendenza già nel maggio 2010 (nota prot. 3613 del 4 giugno 2010) ha evidenziato la «complessità dei fenomeni» che determinano condizioni di «degrado accelerato» dell’anfiteatro romano di Cagliari; tali fenomeni risultano amplificati e aggravati proprio dalla presenza delle infrastrutture per spettacoli, che hanno alterato sensibilmente le condizioni microclimatiche delle strutture, accelerando fortemente tutte le alterazioni dovute a dinamiche di tipo fisico, chimico e microbiologico.

Le risultanze del sopralluogo effettuato dal laboratorio di restauro sono state recentemente confermate dal sopralluogo effettuato da tecnici dell’istituto superiore di conservazione e restauro (Iscr) del Mibac, appositamente invitati; la relazione trasmessa dal direttore dell’Iscr con nota prot. 1851134.13.02 del 21 marzo 2011, e trasmessa dalla soprintendenza al comune di Cagliari con la succitata nota prot. 1782 del 29 marzo 2011 ribadisce esplicitamente la necessità e urgenza della rimozione delle infrastrutture per spettacoli, confermando le risultanze del precedente sopralluogo della soprintendenza e rilevando come oltre ad accelerare sensibilmente i degradi in corso, la presenza delle infrastrutture per spettacoli impedisca ogni intervento corretto di diagnosi, manutenzione e conservazione del bene culturale, condannandolo di fatto alla totale assenza di interventi conservativi.

Si segnala inoltre che la scheda descrittiva delle alterazioni di origine biologica (fungine) sulle parti lignee delle infrastrutture per spettacoli, allegata alla relazione di sopralluogo dell’Iscr, rileva una «diffusa e profonda colonizzazione da parte di funghi», che porta ad «escludere la possibilità di… ripristinare la funzionalità delle strutture, che non possono essere considerate affidabili per la destinazione d’uso progettata, con conseguenti rischi… per la conservazione delle strutture sottostanti».

Ulteriori rischi per la sicurezza delle persone, pure documentati nella suddetta scheda, esulano dalla competenza diretta della soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari, ma si è ritenuto ugualmente corretto e responsabile comunicarli al comune di Cagliari.

Considerazioni conclusive
Per tutto quanto qui sopra esposto è stata data disposizione al comune di Cagliari di attivare con urgenza le procedure per la rimozione delle infrastrutture per spettacolo ai sensi degli articoli 30, 31 e 40 del decreto legislativo n. 42 del 2004; tutto quanto rilevato inoltre porta parimenti ad escludere che possa essere ulteriormente consentito un massiccio utilizzo antropico del monumento, fino alla sua rimessa in condizioni di effettiva manutenzione.

È di tutta evidenza, d’altro canto, che tanto le comunicazioni della soprintendenza quanto le assicurazioni del comune circa l’impossibilità dell’utilizzo del monumento sono state formulate in tempi consoni alla individuazione di soluzioni alternative adeguate per lo svolgimento della stagione 2011.

Allo stato attuale restano comunque documentate agli atti della soprintendenza tanto l’orientamento del comune a non concedere l’anfiteatro per gli spettacoli della stagione, quanto la proposta di deliberazione di Giunta comunale per la rimozione delle infrastrutture per spettacoli (espressa nella nota n. 92 del 6 aprile 2011 dell’assessorato ai lavori pubblici del comune di Cagliari).

In relazione alla disposizione relativa all’attivazione delle procedure per la rimozione delle strutture e all’avvio degli interventi conservativi, si segnala che ai sensi dell’articolo 40 del decreto legislativo n. 42 del 2004, che prevede l’attivazione di accordi con gli enti pubblici proprietari di beni culturali in relazione agli interventi conservativi, la soprintendenza ha incontrato l’amministrazione comunale in data 7 aprile 2011. L’incontro è stato aggiornato su richiesta del sindaco di Cagliari a un incontro successivo ai riscontri, disposti dallo stesso comune, sullo stato di manutenzione delle strutture sopradette.

Autonomamente la procura di Cagliari ha avviato un’indagine per danneggiamento dell’anfiteatro, acquisendo la documentazione agli atti della soprintendenza archeologica, richiesta con nota formale del 07 aprile 2011 del Corpo forestale e di vigilanza ambientale – Servizio ispettorato dipartimentale di Cagliari, settore della vigilanza a contenzioso amministrativo.

Il Ministro per i beni e le attività culturali: Giancarlo Galan.

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