Con tre anni di ritardo, il Cipe allunga alla Sardegna un miliardo di euro. Soldi nostri, non un regalo. Per questo, cosa c’è da esultare?

Posted on 4 agosto 2011

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Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo: “I nostri soldi arrivano ora. Ma cosa c’è da esultare?”.

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Immaginate che state facendo la fame. Se un vostro amico vi deve un sacco di soldi e dopo tre anni ve ne dà solo una parte, voi andate in giro a vantarvi? Io penso di no. E se lo stesso amico vi deve anche un’altra somma, ancor più consistente e per la quale vi ha chiesto di trovare un accordo sui tempi di restituzione, ma poi scoprite che vi ha fatto causa sostenendo che non vi deve nulla, voi come reagite? Vi accontentate di dirgli “Mì che se continui così noi non siamo più amici”? Anche in questo caso, penso di no. Non si capisce dunque perché il centrodestra sardo esulti in maniera così scomposta davanti alla decisione del Cipe di sbloccare dopo tre anni un miliardo di risorse di euro dovute alla Sardegna. Soldi nostri, non un regalo.

Né si comprende che valore può avere la decisione del presidente Cappellacci di restituire la tessera del Pdl davanti alla scelta del governo di andare allo scontro sulla vertenza entrate. Quella tessera esiste solo nella misura in cui c’è un rapporto tra chi la possiede e il capo di quel partito. Che però della Sardegna non gliene frega nulla, è evidente. Ergo, quella tessera è carta straccia, restituirla è un atto senza alcun valore concreto.

Ma si sa che la politica ai tempi di Berlusconi ama trasformare le sconfitte in vittorie e gli atti dovuti in trionfi. E in questo gioco di inganni, dissipa la risorsa più importante: il tempo. Perché ora più che mai è necessario prendere in fretta delle decisioni per evitare che la gente perda il posto di lavoro o veda ridotti i servizi che lo Stato assicura.

Se il miliardo arrivato ieri dal Cipe fosse stato stanziato a tempo debito, forse la crisi sarda sarebbe stata meno devastante. Che dire poi della vertenza entrate? Se Cappellacci già due anni fa avesse interessato della vicenda la Corte Costituzionale ora la Regione non si sarebbe trovata in questa situazione, in cui il Governo Berlusconi tenta quasi di negare l’esistenza del miliardo e 700 milioni di euro che deve alla nostra isola.

E quanto tempo questo centrodestra sardo ha perso con gli infiniti rimpasti? In questi due anni e mezzo di Giunta Cappellacci solo due assessori su dodici (La Spisa e Liori) sono al loro posto dal primo giorno. Sulle altre dieci poltrone ci sono stati addirittura 24 responsabili diversi (quattro cambi all’Ambiente, tre all’Industria, tre ai Trasporti, due in tutti gli altri). Ora ci sarà un nuovo rimpasto: sacrosanto, perché in giunta entreranno quattro donne. Ma per la Giunta Cappellacci sarà l’ennesimo nefasto “stop and go”.

Peccato che nelle situazioni di emergenza bisogna avere le idee chiare e agire con tempestività. Esattamente il contrario di quello che finora abbiamo visto da Cappellacci. A proposito: c’è qualcuno che vi deve soldi? Con calma, non c’è fretta…

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