A Tempio il Carnevale estivo, a Cagliari la nuova Giunta Cappellacci: per il centrodestra sardo non c’è limite al peggio

Posted on 7 agosto 2011

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Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo: “Con questo centrodestra al peggio non c’è limite”.

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Secondo la saggezza popolare “c’è un limite a tutto”. Sbagliato: oggi a non avere limiti è la fantasia del centrodestra, la sua capacità di irridere la realtà, di prescinderne continuamente. Che dato emerge dalla nomina dei nuovi assessori della Giunta Cappellacci? Che la crisi in Sardegna non esiste, la crisi è un mostro che minaccia gli altri, non noi: noi siamo l’Isola Felice.

Perché solo una regione senza drammatici problemi di contenimento della spesa sanitaria chiama a gestire l’assessorato più importante di tutti una giornalista (con l’enorme rispetto che abbiamo per la nostra professione, ma anche per i malati) quale Simona De Francisci, consigliera regionale senza una grande esperienza politica alle spalle perché catapultata in Consiglio due anni e mezzo fa grazie al listino del presidente. Perché soltanto una regione senza i terrificanti problemi di occupazione che conosciamo affida l’assessorato al Lavoro ad un politico come Antonello Liori che ha già fatto malissimo alla Sanità (da cui infatti è stato allontanato). Perché soltanto una regione senza i problemi che devastano il mondo dell’agricoltura si affida ad un politico come Oscar Cherchi che ha già fallito all’Industria (da cui infatti è stato allontanato). Perché soltanto una politica ormai senza regole (se non quella della propria autoconservazione) promuove ad assessore regionale il sindaco di Oristano Angela Nonnis, un comune da due anni in continua crisi anche per l’evidente incapacità di chi lo ha guidato.

C’è un limite a tutto, ma non per il centrodestra sardo, capace di fare sempre peggio. Il rimpasto imposto dal Tar doveva essere per il presidente Cappellacci un’imperdibile occasione di rilancio della propria azione di governo: la drammaticità della crisi che stiamo attraversando lo imponeva, i sardi lo attendevano. Invece è diventata una sconcertante prova di pochezza politica. I giochi di potere hanno prevalso sulle competenze, gli “assetti” sul bene comune. Questa giunta è peggiore di quella che l’ha preceduta: chi ha lavorato male è stato salvato, chi non aveva demeritato (come l’assessore al Lavoro, Franco Manca) è stato messo alla porta.

Non bisogna essere profeti di sventura per dire che questo esecutivo non risolverà nemmeno uno dei problemi che oggi la Sardegna è costretta ad affrontare, ma rischia anzi di aggravarli. Perché si avvale di pochissime competenze specifiche (dei nuovi ingressi, solo Alessandra Zedda è all’altezza della situazione, anche se l’assessorato al Lavoro, e non l’Industria, sarebbe stata la sua destinazione naturale) ed è politicamente più debole.

Non c’è molto altro da aggiungere, se non una battuta, crudele come i tempi che viviamo: ieri a Tempio, a beneficio dei turisti, hanno sfilato i carri del Carnevale estivo. Ma lo spettacolo più bello, purtroppo, lo abbiamo visto a Cagliari dalle parti di viale Trento. Ed era tutto per i sardi.

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