Con un miliardo in meno dallo Stato, cosa intende fare Cappellacci? Chiudere qualche ospedale e dare la colpa alla Dirindin?

Posted on 14 agosto 2011

11


Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo “E Cappellacci ora ci dica cosa vuole fare contro la crisi”.

***

Il saggio indica la luna e lo stupido guarda il dito. Allo stesso modo, il Governo vara una manovra che massacra regioni e comuni, e tutti ora stanno lì a parlare di trenta province da abolire. Lo spot berlusconiano è riuscito ancora una volta, quei “54 mila posti in meno” nelle varie assemblee elettive (ma non in parlamento, uno scandalo) alimentano le chiacchiere sotto l’ombrellone e distolgono l’attenzione dal cuore delle misure anticrisi: semplicemente una marea di soldi in meno agli enti locali. Cosa vuol dire? Facciamo l’esempio concreto della Sardegna.

Già con la manovra di qualche settimana fa, Tremonti ha tagliato alla nostra isola trasferimenti per 800 milioni di euro. Questo significa che con il provvedimento di avant’ieri si supererà ragionevolmente il miliardo, ma stiamo alla cifra tonda per capirci meglio. Il governo dunque taglierà all’isola un miliardo di euro. Sì, ma su quanto in totale?

I calcoli sono complessi: formalmente sei miliardi e mezzo, di fatto però ogni anno solare lo Stato ci trasferisce quattro miliardi (e il restante arriva l’anno successivo). Comunque, andiamo per approssimazione: lo Stato, che ci ha sempre dato cinque miliardi all’anno, adesso ce ne darà quattro. Ecco, in questo momento capisco che delle 30 province da abolire non ve ne frega più niente perché la domanda che vi state ponendo è un’altra: “Come farà la Regione ad assicurare gli stessi servizi che garantisce ora con un miliardo in meno? Cosa taglierà? E come?”.

Bisognerebbe chiederlo al presidente Cappellacci. Anzi, sarebbe opportuno che lui ce lo dicesse senza perdere troppo tempo. Ma siccome non lo fa, il ragionamento lo portiamo avanti noi. Ed è molto semplice.

Visto che ogni anno la Regione spende per la sanità e l’assistenza sociale tre miliardi e cento milioni, è evidente che questi settori non potranno restare esenti da tagli. E il centrodestra, che non è riuscito a varare una riforma sanitaria che aumentava i costi di gestione, ora dovrà trovare l’accordo ad, esempio, per chiudere diversi piccoli ospedali. Perché con un miliardo in meno all’anno non c’è alternativa ad una decisione del genere. Ma Cappellacci ha già un piano? Che tempi si sta dando per una manovra correttiva da portare in Consiglio? Quando ci dirà chiaramente in quali settori taglierà e come? Perché il taglio ai costi della politica non compenserà la decurtazione dei trasferimenti deciso dal governo Berlusconi.

Una cosa è certa: per responsabilità della dissennata gestione Liori, i conti della sanità sarda sono già fuori controllo. Ma adesso c’è l’assessore De Francisci, che ci ha assicurato che “sta studiando”. Meno male, perché stavolta dare la colpa a Soru e alla Dirindin non basterà.

Advertisements