Soldi buttati! La Regione stanzia la bellezza di 200 mila euro per costruire a Zuri la sede della Carta di Zuri! Nata per combattere la povertà…

Posted on 18 agosto 2011

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No, aspe’, forse ho capito male. La Giunta Cappellacci oggi ha stanziato 200 mila euro (dicasi duecentomila) a favore del Comune di Ghilarza perché acquisti a Zuri (una frazione del paese) uno stabile che diventi sede del Comitato antipovertà che si riconosce nella “Carta di Zuri”.

Ora: che cosa se ne fa la Carta di Zuri di uno stabile a Zuri? “Diventerà un centro regionale per il monitoraggio e la promozione di iniziative di contrasto alla povertà, che verranno realizzate di concerto con la Regione”, assicura l’assessore De Francisci. A Zuri. Di concerto con la Regione. Contro la povertà. Bene, fantastico.

E per tutto ciò servono addirittura duecentomila euro? Con questa cifra uno si compra tutta Zuri e perfino un pezzo di Ghilarza! E il Comune di Ghilarza non ce l’ha uno stabile di sua proprietà da dare all’associazione? Invece no: la sede “sarà realizzata in un’area di proprietà comunale (minchia, stanno pure risparmiando allora! ndr), prospiciente la chiesa romanica di San Pietro e lo splendido paesaggio del Lago Omodeo, lungo la strada Ghilarza-Zuri”. Giusto per rovinare sia la piazza che il paesaggio, I suppose (peraltro, saranno contenti i poveri della Sardegna di tutta questa bellezza. Speriamo che il Ppr blocchi tutto).

Ripeto la domanda: il Comune di Ghilarza non aveva uno stabile da offrire all’associazione, anche se non a Zuri? E le associazioni che si riconoscono nella Carta di Zuri, proprio a Zuri vogliono costruirsi la sede quando ci sarebbero decine e decine di amministrazioni locali pronte a dar loro ospitalità gratuitamente? E i sindacati e le Acli (che fanno parte del comitato), una sede non la potevano offrire? E la stessa Regione, prima di stanziare la bellezza di duecentomila euro per costruire una palazzina nientemeno che a Zuri, non poteva offrire alle associazioni uno stabile, un appartamento, due stanze di sua proprietà?

Questi duecentomila euro sono semplicemente soldi buttati, e la cosa più incredibile che lo sono nel nome di una causa nobile. Potevano essere spesi per combattere veramente la povertà, non per costruire una palazzina. Forse qui qualcuno sta perdendo il senso delle proporzioni. E del ridicolo.

Ah, a proposito: l’Università di Cagliari ha sfrattato da via Porcell le suore di Madre Teresa di Calcutta. Così, volevo dirvelo.

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Posted in: Politica, Sardegna