Contro Amato parole di fuoco, solo silenzi sui disoccupati. E’ la politica sarda: dietro le dichiarazioni, niente

Posted on 26 agosto 2011

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Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo “Contro Amato parole di fuoco, solo silenzio sui disoccupati”.

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Certe cose le capiscono anche i bambini. Ad esempio: in risposta alle offese immaginarie alla Sardegna da parte dell’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, nel giro di poche ore le più alte cariche politiche e istituzionali isolane hanno risposto con parole di fuoco. Il presidente della Regione Cappellacci, il suo vice La Spisa e la presidente del Consiglio Lombardo si sono stracciati le vesti per difendere l’onore dell’isola. Soprattutto la Lombardo si è lasciata andare, parlando di “sdegno”, “sconcerto profondi”, “insulto inaccettabile”, “vergogna”, per concludere con un inverosimile: “Neanche pubbliche scuse potranno mai cancellare la povertà morale di chi ha fatto ignominiosamente simili affermazioni”.

Passano poche ore e a tenere banco è un’altra notizia: un ragazzo sardo su quattro è senza lavoro, nell’isola il tasso di disoccupazione degli under 35 tocca il 25 per cento. Reazioni dei politici di cui sopra? Nessuna. La parlantina del giorno prima diventa afasia, mutismo, silenzio. Neanche due parole, neanche una dichiarazione tanto per dire. Davanti al record del Sulcis Iglesiente (maglia nera tra le province italiane con la disoccupazione giovanile che schizza al 38 per cento) la sulcitanissima Lombardo tace. E tace perfino l’opposizione: tutti in ferie. Oppure no: sulla disoccupazione giovanile nessuno parla perché nessuno sa esattamente cosa dire. E anche perché non conviene esporsi su un tema così delicato.

Il differente atteggiamento davanti a due notizie così diverse (una battuta estiva di Amato ritenuta offensiva e i dati sulla disoccupazione giovanile) ci consente di capire quale sia oggi la scala di priorità della politica sarda: parlare di tutto, tranne che delle cose importanti. E se proprio costretti, liquidare tutto con una battuta, una dichiarazione ad effetto: il centrodestra al governo in questo è maestro.

La responsabilità, purtroppo, è anche di noi giornalisti. La Giunta Cappellacci e la maggioranza di centrodestra tirano da mesi a campare, vivono alla giornata, sono praticamente alla deriva. Le dichiarazioni e i comunicati stampa che finiscono sui giornali e nei tg possono dare invece l’impressione dell’esistenza una strategia, di una linea. In realtà non c’è nulla: sono i giornali che, costretti a informare (nel senso di “dare forma”) fanno giocoforza credere al cittadino che sotto la superficie giornalistica ci sia qualcosa. Invece no: dietro le dichiarazioni, niente.
La politica in Sardegna è fatta soprattutto dai titoli dei giornali e dei tg. Per questo bisogna avere due o tre testate amiche: per far credere che ci sia un piano contro la crisi quando invece ci sono solo slogan. Per scagliarsi con sdegno contro Amato e tacere della disoccupazione giovanile. Così, come se niente fosse.
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