E nonostante la crisi, la Regione continua a buttare soldi come se niente fosse: quattro esempi semplici semplici

Posted on 7 settembre 2011

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Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo “La grande crisi della politica che va avanti con gli sprechi”.

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C’è qualcosa che sconcerta ancor più di questa crisi: è il modo con cui viene affrontata dai politici di centrodestra che stanno al governo nazionale e regionale. Dicono una cosa e ne fanno un’altra, indecisi a tutto. Provvedimenti che oggi vengono presentati come risolutivi, domani vengono accantonati senza tante spiegazioni, e magari dopodomani ripresi con enfasi come se niente fosse: poche idee, ma confuse.

Anche la lotta agli sprechi regala episodi di imbarazzante pressapochismo. A livello nazionale ci si accanisce con nonchalance sui piccoli comuni, sulle province e su tutte le istituzioni democratiche che consentono ai cittadini di essere rappresentati, come se ci fosse una correlazione tra la crisi economica e, ad esempio, il numero dei parlamentari: niente di più falso.

A livello locale, invece, tutto continua come se niente fosse. A fronte di roboanti dichiarazioni, la giunta Cappellacci non sembra brillare per oculatezza, talvolta senza alcun rispetto né per le famiglie né per le imprese che la crisi la stanno vivendo veramente. Certo, cambiare i berretti al personale femminile del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale costerà probabilmente solo poche decine di migliaia di euro. Ma era una spesa necessaria? Per l’assessore all’ambiente Oppi, sì.

Ed era una spesa necessaria stanziare 100 mila euro per lo stand della Regione Sardegna al Meeting dell’Amicizia di Comunione e Liberazione? Per l’assessore al Bilancio La Spisa, assolutamente sì. Peccato che poi nello stand ci fossero delle povere ragazze romagnole che nulla sapevano della nostra isola e si limitavano a dare due depliant ai passanti.

Ed era necessario stanziare la bellezza di 200 mila per costruire la sede della Carta di Zuri, l’organizzazione che si prefigge di combattere la povertà in Sardegna? Non si poteva chiedere al comune di Ghilarza (o ad un altro della zona) di cedere gratuitamente una sede, magari uno di quei bei palazzi storici abbandonati da anni? No: duecentomila euro per costruire una palazzina. Uno spreco in piena regola, e le stesse associazioni che si riconoscono nella Carta forse dovrebbero fare una riflessione sull’opportunità di utilizzare tutti questi soldi per una semplice sede, anziché destinarli veramente a misure contro la povertà.

Oggi su questo giornale troverete poi raccontata la storia dei milioni di euro stanziati per fornire i sordomuti sardi degli smartphone: una spesa spropositata, in tempi come questi. Certo, ieri la Commissione Autonomia ha stabilito di proporre la riduzione a cinquanta del numero dei consiglieri regionali. Tutti si prendono il merito della decisione. Senza dire però che, se non ci fosse stata, il governo di consiglieri regionali ne avrebbe lasciati appena trenta. E intanto gli sprechi e le spese senza senso continuano. E farlo notare non serve a nulla.

 

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