Tuvixeddu: Sardegna 24 mette in difficoltà il sindaco Zedda solo perché non segue la linea Soru! E si inventa pure le notizie…

Posted on 8 settembre 2011

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“Caso Tuvixeddu, stop all’accordo. Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda non potrà concludere accordi con i privati prima delle conclusioni di un’inchiesta condotta da tre consiglieri della maggioranza”. Oggi Sardegna 24 regala uno scoop ai suoi lettori. Peccato che sia falso, che la notizia sia una bufala clamorosa, praticamente una balla spaziale: non esiste nessuna commissione d’inchiesta, né il sindaco Zedda dovrà aspettare le decisioni di nessuno per assumere le sue decisioni sul futuro del colle. Non esiste nessuno “stop all’accordo”, anzi: la maggioranza appoggia incondizionatamente il sindaco. 

Perché allora Sardegna 24 scrive certe cose? Per quale motivo il suo direttore, Giovanni Maria Bellu, nell’editoriale di oggi arriva ad affermare che “al Comune di Cagliari è nata una sorta di commissione d’inchiesta e la maggioranza ha deciso di sospendere il confronto con l’impresa privata in attesa di risultati”? Perché fa credere che Zedda sia politicamente sotto tutela?

Intanto, non esiste nessuna commissione d’inchiesta (il giornale a pagina 10 scrive proprio così, roba da matti!) ma soltanto un informale gruppo composto da tre consiglieri comunali che più di altri hanno le competenze giuridiche per capirci qualcosa: Giuseppe Andreozzi dei Rossomori, Giovanni Dore dell’Italia dei Valori e Francesco Ballero del Pd.

Attenzione: questo gruppo di lavoro tutto interno al centrosinistra (gruppo di lavoro e non una commissione d’inchiesta, che invece dovrebbe essere composta anche da consiglieri dell’opposizione) si è costituito temporalmente dopo l’incontro che i consiglieri di maggioranza hanno avuto l’altro giorno con Giorgio Todde, Maria Paola Morittu e Maria Antonietta Mongiu (i primi due di Italia Nostra, la terza ex assessore della Giunta Soru), ma non certo su sollecitazione dei tre e soprattutto non con l’obiettivo di dare lo stop a Zedda, come invece fa intendere Sardegna 24! Pazzesco!

Oggi chi legge Sardegna 24 pensa invece che i tre ambientalisti soriani abbiano cazziato i consiglieri di maggioranza, i quali si siano subito precipitati a costituire una commissione d’inchiesta per bloccare le fughe in avanti del sindaco Zedda! Ma quando mai!!!

Ma perché i tre ambientalisti soriani hanno qualcosa da ridire? Solamente perché il sindaco Zedda ha partecipato all’incontro del Comitato di Sorveglianza sull’accordo di programma firmato da Comune, Regione e privati nel lontano 2000. “Todde, Mongiu e Morittu non sono rimasti soddisfatti della mossa del sindaco e si attendevano una presa di posizione diversa”, dice Sardegna 24.

Certo, secondo loro la posizione di Zedda doveva essere quella di Soru! Muro contro muro, nessuna mediazione, battaglia giuridica ad oltranza!

Invece Zedda (che è un politico vero e non un saltuario demagogo come l’ex Presidente della Regione) si è presentato opportunamente alla riunione del Comitato di Sorveglianza per capire dalla viva voce dei privati e della Regione le loro intenzioni e per comunicare tre cose importantissime che ora, per colpa di Sardegna 24, passano in secondo piano rispetto a questa bufala: la strada nel canyon non si costruisce più, le volumetrie di pertinenza del Comune non si costruiranno più, e si cercherà l’accordo per aprire il parco archeologico il più presto possibile. Ditemi voi se non sono tre risultati straordinari, frutto di quell’ “accordo” che, secondo Sardegna 24, avrebbe subito uno stop!

Invece no: anziché gioire e complimentarsi, l’ala soriana degli ambientalisti contesta il sindaco e si presenta ai consiglieri di maggioranza. I quali si sorbiscono la lezioncina (ma non era istituzionalmente più corretto sentire prima la soprintendenza anziché una parte dell’ambientalismo?) e alla fine fanno sì con la testa, evidentemente stronati da tre ore di incontro.

Ma per quale motivo per gli ambientalisti soriani Zedda non avrebbe dovuto partecipare al Comitato di sorveglianza? Perché ritengono che la recente sentenza del Consiglio di Stato, secondo cui su Tuvixeddu non si può costruire nulla, faccia tabula rasa di tutto.

È vero, la sentenza esiste. Ma ne esistono molte altre, fino a creare un ginepraio giuridico difficile da districare. Ed è per questo che la maggioranza ha schierato i suoi tre consiglieri avvocati: per cercare di capirci qualcosa, non certo per dare la linea al sindaco.

Gli ambientalisti soriani dicono: “L’accordo di programma non è più valido e quindi non ha senso partecipare alle riunioni del Comitato di Sorveglianza”. Ma che l’accordo non sia più valido in realtà non è certo, anzi. Seguitemi un attimo che adesso la notizia forse ve la do io!

Quando Soru era Presidente della Regione bloccò l’Accordo di Programma firmato nel 2000 che dava il via libera alla cementificazione del colle. Lo stop unilaterale all’accordo ha ovviamente provocato dei danni per i privati, che hanno attivato un arbitrato per stabilire un risarcimento da parte della Regione. Ora fonti molto attendibili dicono che l’arbitrato sia già arrivato alla conclusione e che non solo sia già stata stabilita la cifra da dare a Cualbu, ma che nel lodo si afferma chiaramente che l’accordo di programma è ancora valido!! Ora mezza Cagliari sta cercando il testo di questo benedetto lodo e il primo che lo tira fuori fa uno scoop.

Certo, è sconcertante è che oggi Sardegna 24 ignori totalmente l’esistenza di questo arbitrato (di cui ha scritto recentissimamente anche La Nuova Sardegna!) e arrivi addirittura a scrivere che “in quasi tutti i membri dell’assemblea cittadina sembra prevalere la preoccupazione che un mancato rispetto dell’accordo di programma del 2000 possa rappresentare un pericolo per le casse del Comune”. E certo che lo rappresenta! E infatti Zedda nel corso del Comitato di Sorveglianza ha detto: “Se c’è da pagare, il soldi li deve tirare fuori la Regione, e non noi, perché noi soldi non ne abbiamo”!

Quindi, che l’accordo di programma non sia più vigente lo dicono con granitica certezza solo gli ambientalisti soriani. E in ogni caso, ditemi voi per quale motivo Zedda non doveva parlare con Cualbu e con i rappresentanti della Regione, peraltro in un tavolo ufficiale? Soltanto perché così decide di intraprendere per la soluzione della vicenda una strategia completamente diversa da quella di Soru?

Quindi torniamo alle domande cruciali: perché i soriani hanno paura di Zedda e con il loro giornale lo stanno mettendo seriamente in difficoltà?

Secondo me, per due motivi. Il primo è che Zedda rischia di chiudere la pratica Tuvixeddu in appena sei mesi/un anno: un risultato clamoroso e una figuraccia epocale per tutti gli altri amministratori che in tanti anni hanno affrontato il mostro. Il sindaco ha le idee chiarissime: punta a far aprire il parco la prossima primavera e poi trovare un accordo con la Regione e i privati in gradi di risolvere l’annosa vicenda. Non dimentichiamoci che nel marzo del 2010 il Consiglio regionale ha votato all’unanimità (all’unanimità!) un ordine del giorno con il quale si impegna la Giunta a “di comprare l’area, anche con il concorso finanziario dello Stato”! Ed è in base a quel documento che Zedda vuole sbolognare la patata bollente alla Regione!

Il sindaco sta dunque dimostrando che c’è un’altra strada possibile per salvare Tuvixeddu, diversa da quella di Soru, il quale ha portato la vicenda in un vicolo cieco e in una furiosa battaglia legala dell’esito incerto. Ora la prospettiva è completamente diversa: perché se Soru voleva soprattutto bloccare tutto e vincolare il più possibile, Zedda, intende invece aprire innanzitutto il parco archeologico e confrontarsi con i privati per evitare che costruiscano quello che eventualmente hanno ancora diritto a costruire. E se ci sono danni, risarcimenti ed espropri da pagare, li paga la Regione.

Ed è questo il secondo punto che turba il sonno di Soru e del suo giornale. Mettiamo che alla fine per la Regione ci sia un risarcimento milionario da pagare, e non è improbabile. A quel punto, la responsabilità politica cadrebbe tutta su Soru e sui suoi assessori di allora che hanno bloccato l’Accordo di Programma! Ecco perché gli ambientalisti soriani ce l’hanno con Zedda! Perché se lui segue un’altra strategia, Soru resta politicamente in mutande davanti alla richiesta di un risarcimento, in balia del centrodestra che a quel punto direbbe: “Avete visto? La Regione ora per colpa di Soru deve pagare tot milioni di euro”!!

È ovvio che l’uscita dissennata del quotidiano di Soru rischia anche di mettere in gravissima difficoltà politica il Comune, perché adesso l’opposizione di centrodestra cercherà di approfittare di questa presunta “messa sotto tutela” del sindaco da parte del Consiglio, una situazione che in realtà non esiste.

Perché non c’è nessuna commissione d’inchiesta, non è per niente vero che (come scrive ilgiornale di Soru, Sardegna 24) “il sindaco Zedda non potrà concludere accordi con i privati prima delle conclusioni di un’inchiesta condotta da tre consiglieri della maggioranza”: balle totali. Gli ambientalisti soriani vogliono mettere sotto pressione il sindaco, ma così facendo stanno rischiando di delegittimarlo: cos’e maccusu!

Infatti, come fanno sapere i capogruppo di maggioranza in un comunicato congiunto inviato questo pomeriggio, “I gruppi della maggioranza di centrosinistra al Comune di Cagliari hanno voluto avviare un approfondimento tecnico per supportare l’azione della giunta e del Sindaco sul tema di Tuvixeddu”: niente di più, niente di meno. E sul suo sito Francesco Ballero scrive: “Il lavoro che la commissione formata da me, dall’avv. Giuseppe Andreozzi e dall’avv. Giovanni Dore non sarà di ostacolo al sindaco ma semmai di supporto. Tengo a precisarlo perché nessuno vuole mettere sotto tutela il Sindaco al quale ribadiamo il nostro mandato e la nostra fiducia”.

Per cui, vai avanti così Massimo, che stai andando alla grande. Però, scusa: non eri fidanzato con la figlia di Soru? Ma avete scorriato?

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