Clamoroso! Paginona pubblicitaria pro cemento della Regione per contestare il Ppr, una legge ancora vigente che lei stessa si è data!

Posted on 10 settembre 2011

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Ma vi sembra normale che la Regione Sardegna spenda decine di migliaia di euro per contestare sui giornali una legge che lei stessa si è data e che è pienamente in vigore? Vi sembra normale? A me no, a me sembra incredibile, clamoroso, pazzesco. Eppure è quello che è successo oggi e basta aprire le pagine dell’Unione Sarda e della Nuova Sardegna per capirlo.

Una doppia paginata fitta fitta dal titolo “Domande & Risposte”. Alla Marzullo insomma, perché le domande dei giornalisti (anche amici) ormai è meglio evitarle.

Perché un giornalista, anche servo, chiederebbe alla Regione e a chi la rappresenta qualcosa sulla Finanziaria del Governo che taglia un miliardo di euro alla Sardegna, sul casino dei trasporti, sulle industrie che chiudono.

Nooooo! Di che cosa ci vuol parlarci la Regione? Qual è il primo tema (primo, perché ne seguiranno altri visto che in basso a destra della paginona pubblicitaria spicca un bel numero 1), il più importante oggi in Sardegna? Quello che preoccupa tutti quanti? Ma è ovvio, è il Piano Paesaggistico! Quello che impedisce lo scempio delle coste, ad esempio. Ma la Regione non la pensa così, anzi. Il Ppr è la nostra condanna!

Domanda: ma è vero che vogliono cancellare il PPR per fare in modo che si torni all’assalto delle coste e alla distruzione del nostro patrimonio paesaggistico?

Bastava dire “Sì!” e tutto si sarebbe risolto in un attimo! Invece il sì della Regione si declina in mille modi, uno più ridicolo dell’altro.

Oggi le regole fatte per il paesaggio lo hanno intrappolato in una fotografia destinata a sbiadire. Perché non possiamo bloccare l’evoluzione della vita, e con essa l’evoluzione del paesaggio. Ma vivere, ed evolvere, con le attuali regole non è possibile.

Sul Ppr ricadono tutte le colpe della nostra crisi. Ce ne accorgiamo perfino “quando per trovare una bottoglia di acqua fresca sotto l’ombrelone dobbiamo tornare a prendere la macchina e cercare un bar da qualche parte ma non so dove di  ha responsabilità”. Oppure “quando i figli stano ancora a casa perché nonne possono avere una per loro”. Altro che bamboccioni o lavoro che non c’è, la colpa è del Ppr! Quindi di Soru, è ovvio.

Ma la Regione fa anche l’apologia dell’abusivismo edilizio! Il Ppr? “Ce ne accorgiamo quando vediamo in tivù le immagini di villette sequestrate perché totalmente abusive, perché quando tutto è vietato e non c’è nessuna direzione verso cui andare, prima o poi qualcuno sfonda il recinto”.

Una follia.

La verità è che a parlare non è, come c’è scritto, la Regione Autonoma della Sardegna, ma il presidente Ugo Cappellacci in persona, in rappresentanza della sua parte politica, e che a spese di tutti i sardi sciorina in queste due pagine illeggibili e mal scritte tutto il campionario più retorico del centrodestra contro l’unico vero grande risultato ottenuto dal centrosinistra guidato da Renato Soru: il Piano Paesaggistico Regionale.

Il quale, che piaccia o no, è ancora in vigore. E se a Cappellacci non piace, vada in Consiglio e lo modifichi. Ma attaccarlo pubblicamente non i nostri soldi, nascondendosi dietro il dito piccolo piccolo del logo della “Regione Autonoma della Sardegna”, questo non è ammissibile. Il problema non è il testo ma il logo della Regione: perché la Regione è il Ppr. Cappellacci non deve spacciare per comunicazione istituzionale una informazione di parte. Cappellacci si compri di tasca le due pagine e non butti i soldi in questo modo.

E ora stiamo in attesa delle prossime “Domande & Risposte”. Ci sarà da ridere.

Ps
Ma non è che il testo l’ha scritto Mauro Pili?

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